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Prestito rifiutato: le bollette non pagate possono aver influito?

5 Luglio 2020
Prestito rifiutato: le bollette non pagate possono aver influito?

Perché la banca rifiuta la richiesta di finanziamento? Tutte le ragioni per cui il mutuo o il prestito non viene concesso a chi invece ha le possibilità economiche per pagare. 

Un nostro lettore ci scrive per avere informazioni in merito alla richiesta di un finanziamento che sarebbe stato rifiutato dalla banca senza motivi apparentemente validi e comprensibili. Ci riferisce di avere un lavoro, una busta paga regolare e di non aver mai subito fallimenti per attività imprenditoriali personali. L’unica “macchia sulla coscienza” sarebbe da ricondurre a una contestazione nei confronti di una compagnia telefonica che lo avrebbe portato a non voler pagare le ultime bollette prima della disdetta del contratto e del passaggio a un altro operatore. Pertanto, ci chiede se le bollette non pagate possono aver influito sul prestito rifiutato. Ecco la risposta.

Bollette non pagate: esiste un elenco dei cattivi pagatori?

Chi non paga le bollette del telefono viene inserito in un elenco dei cattivi pagatori. Questa lista nera, chiamata «Simoitel», (Sistema informativo sulle morosità internazionali nel settore della telefonia), è uno strumento di contrasto alla morosità pensato per combattere l’ormai diffusa pratica di chi, sfruttando la facilità di passaggio da un operatore all’altro, ne approfitta per non pagare le bollette. Così è stato istituito un registro contenente tutti i dati dei clienti insolventi.

Questo strumento però è previsto solo per tutelare le compagnie del telefono, mentre non esiste un corrispondente per quanto attiene alle utenze elettriche, idriche e del gas. Quindi, chi non paga le bollette della luce, dell’acqua o del riscaldamento non viene segnalato in alcuna banca dati.

Ad ogni modo, il Simoitel non funziona come la Centrale Rischi della Banca d’Italia o la Crif, le note banche dati per chi è moroso nei confronti degli intermediari finanziari. La presenza del nominativo del cliente in tali registri dei “cattivi pagatori”, che hanno il preciso scopo di tutelare le banche dal rischio di insolvenza del cliente, può avere delle serie ripercussioni sulla concessione del credito. E, difatti, chi viene segnalato alla Centrale Rischi per non aver pagato due o più rate del mutuo non potrà ottenere altri finanziamenti; allo stesso modo, chi si trova censito alla Crif per avere in corso uno o più prestiti, difficilmente ne potrà ottenere di ulteriori se l’ammontare dei precedenti raggiunge una percentuale importante del proprio reddito mensile.

Dunque, per tornare al quesito di partenza, le bollette non pagate non possono aver influito sulla concessione del prestito.

Ma allora cosa può determinare un rifiuto della banca? Qui di seguito cercheremo di individuare le cause più comuni per cui gli istituti di credito rifiutano le richieste di finanziamento.

Prestito rifiutato in banca: perché?

Ecco alcuni dei motivi tipici per cui una persona può vedersi rifiutare, dalle banche, un mutuo o un altro tipo di finanziamento.

La prima di queste, e anche la più scontata, è la morosità in relazione a un precedente finanziamento. Il caso tipico è quello di chi non paga le rate del mutuo. 

Lo stesso problema però potrebbe porsi anche per il garante di un altrui prestito, il cosiddetto fideiussore, il quale – su richiesta della banca – non abbia adempiuto alla propria prestazione costringendo così l’istituto ad adire le vie legali. Medesima conclusione vale per chi fa da garante di un cattivo pagatore: il fatto che il debitore principale non abbia restituito il prestito mette a rischio il fideiussore che potrebbe subire l’azione di recupero del credito da parte della banca.

C’è poi – altro tipico caso – l’emissione di assegni a vuoto, che comporta la revoca dall’autorizzazione all’emissione di assegni e l’automatica iscrizione nel registro dei protesti. In tale ipotesi, il cliente viene interdetto dalla possibilità di ottenere prestiti, o carte di credito, né può aprire ulteriori conti correnti.

Tali circostanze vengono riportate sempre all’interno della Centrale Rischi interbancaria e negli elenchi dei cattivi pagatori come la Crif. Non si viene segnalati per piccoli ritardi o morosità di poche decine di euro. Per poter accedere ad un prestito è necessaria la cancellazione dalla lista cattivi pagatori.

Pur a fronte di un passato limpido, a influire sulla concessione di un prestito ci sono poi le condizioni reddituali precarie o già sufficientemente indebitate. Si pensi al caso di chi è in cassa integrazione o ha uno stipendio con la cessione del quinto dello stipendio o un pignoramento del quinto in corso, attuato da un creditore (ad esempio, l’ex moglie). 

Allo stesso modo, a influire sulla concessione di un prestito potrebbero influire precedenti finanziamenti, in corso di estinzione che, seppur sempre pagati con puntualità e precisione, possono indebolire le capacità economiche del cliente.

La Crif, ossia uno degli operatori che valuta il merito creditizio dei cittadini, registra anche le richieste multiple di finanziamento presentate, nello stesso tempo, a più istituti di credito o finanziarie. Questa prassi non piace alle banche che possono ritenerla un valido motivo per rifiutare il finanziamento.

Le banche concedono prestiti solo a chi offre garanzie per la loro restituzione e, a volte, la semplice busta paga non è sufficiente. Così, tanto più è elevato il prestito, tanto maggiore e più solida sarà la garanzia. Si va così dalle fideiussioni prestate da terzi (ad es. coniuge o altri familiari) all’ipoteca su un immobile. Così, la casa cointestata o inserita in un fondo patrimoniale potrebbe costituire un disincentivo per l’istituto di credito a fornire il funzionamento. 

Il trascorso penale del cliente può influire sulle valutazioni della banca. Non sempre il certificato penale o i carichi pendenti riportano l’integrale storia dei cittadini e le loro vicende giudiziarie. Esistono infatti delle banche dati privati, come World Check, con cui spesso le banche sono affiliate. È chiaro che una persona già condannata per truffa o insolvenza fraudolenta o altri reati a sfondo patrimoniale potrebbe subire il cosiddetto credit crunch, ossia la negazione del prestito. 

Cosa fare se la banca rifiuta il prestito?

Non c’è modo di obbligare la banca ad erogare un prestito, a meno che questa non abbia intrattenuto una serie di trattative con il cliente innescando in questi la sicurezza di ottenere la somma richiesta. In tal caso, si configura una responsabilità precontrattuale che dà diritto, al massimo, a un risarcimento del danno.

L’istituto di credito non è neanche tenuto a rivelare al cliente le ragioni che l’hanno indotto a non fornire il prestito. Sicché, in tali casi, tutto ciò che potrà fare il cittadino è acquisire informazioni attraverso una consultazione nei Sic come la Crif e attendere magari la cancellazione del proprio nominativo dagli elenchi dei cattivi pagatori. 

 



2 Commenti

  1. Io posso capire che le centrale crif o altri segnalano i cittadini che non pagano i prestiti , ma non capisco il sistema perche che ha pagato in ritardo un prestito viene segnalato come cattivo pagatore e bloccato, io sono uno di quei cittadini che purtroppo ho pagato dei finanziamenti in ritardo, avendo avuto dei problemi economici per causa di imprevisti , motivi di salute, la macchina che si e rotta, una multa da pagare, per il pagamento in ritardo ci possono essere tanti motivi validi, l’importante e pagare il debito, se poi uno salta qualche rata e successivamente le paga tutte non vedo il nesso per non avere un finanziamento.io la penso in questo modo: non faccio piu prestiti perche e vergognoso che una banca rifiuta un prestito al cliente che ha sempre pagato anche con qualche ritardo, ho lo stipendio, non comprerò’ nulla piu a rate, spero che tutti facciano come me. Prima il conto corrente non era obbligato , adesso e obbligato per che a uno stipendio , e deve pagare le spese e i bolli obbligatori, questo non lo trovo giusto, non trovo giusto che su una bolletta della luce ci sono piu di € 50,00 ogni due mesi di tasse varie.

  2. Beh il fatto è che se uno si trova in difficoltà per pagare rate o altri debiti e avverte preventivamente la banca o chi ha erogato i soldi si puo’ in qualche maniera evitare di essere segnalati ma se uno fa il furbo ..non paga anche solo 20 euro di una rata e aspetta che la banca glieli chieda è chiaro che diventa una persona della quale non ci si puo fidare. Lo stesso avverrebbe se i soldi li avesse prestati un amico o il fratello. Se mi trovo in difficoltà e per tempo lo avverto questi mi puo venire anche incontro e capire le mie difficoltà e acconsentire a ritardare il pagamento …perchè c’è da capire anche che chi si aspetta le rate conta su quei soldi che devono arrivare che sia un privato o una banca; se quei soldi non arrivano si mette in crisi anche chi deve riscuotere. MI sembra ovvia come cosa e dovrebbe vigere il principio della correttezza per chi ha chiesto soldi o una cosa in prestito è lui l’obbligato e no chi gliel ha data.

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