Diritto e Fisco | Articoli

Si può chiudere un portico?

17 Settembre 2020 | Autore:
Si può chiudere un portico?

Chiusura porticato in condominio: come funziona? Serve il permesso di costruire oppure la dia?

Verande, balconi e portici sono spazi ideali per poter godere delle giornate soleggiate e del clima piacevole. Questi spazi diventano però difficilmente utilizzabili nelle stagioni più fredde, essendo di norma esposti alle intemperie. Per poter sfruttare al meglio tutte le aree della propria abitazione, sono in molti a desiderare la creazione di un nuovo spazio ricavabile proprio dalla chiusura di una veranda, di un balcone o del portico. Con questo articolo ci occuperemo di questo specifico aspetto: vedremo, cioè, se si può chiudere un portico e, se sì, a quali condizioni.

Chiudere un portico (ma lo stesso vale per una veranda o per un balcone) significa “appropriarsi” di uno spazio, con conseguente aumento delle dimensioni dell’immobile. Detto in altri termini,  la chiusura di un preesistente portico comporta, da un punto di vista urbanistico, un aumento di volumetria dell’immobile. Tale operazione potrebbe non essere lecita secondo il piano urbanistico. Ecco perché, prima di realizzare un’opera del genere, occorre effettuare gli opportuni controlli: il rischio dell’abuso edilizio è dietro l’angolo. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti di tempo per sapere se è possibile chiudere un portino.

Portico: cos’è?

Il portico (o porticato) è quell’ambiente esterno all’abitazione che, giuridicamente parlando, ne rappresenta comunque una sua parte.

Il portico può costituire un’area di mero passaggio (per entrare nell’immobile, ad esempio), anche se in molti casi viene adibito a zona in cui trascorrere il tempo libero godendo dell’aria aperta e del sole.

Durante la stagione estiva, infatti, i portici (così come i terrazzi e i balconi) sono spazi che vengono sfruttati in molti modi: arredati, ombreggiati e arricchiti con delle piante e del verde.

Con il sopraggiungere dell’inverno questi ambienti si utilizzano sempre meno; per non rinunciare ad essi, molti pensano appunto di chiudere balconi e portici, trasformandoli magari in verande o in giardini d’inverno. Vediamo se questa operazione è possibile.

Portico: si può chiudere?

Come anticipato in premessa, chiudere un portico per costituire un nuovo ambiente interno all’abitazione significa accrescere la volumetria dell’immobile. Per tale ragione, per sapere se è possibile o meno chiudere un portico occorre prendere visione del piano urbanistico comunale.

Oltre ai requisiti formali stabiliti dalla normativa locale vigente, per chiudere un porticato, cioè per trasformare un ambiente aperto annesso all’immobile in una struttura chiusa, occorre che sia ancora disponibile una volumetria residua da sfruttare.

Questi aspetti sono facilmente verificabili da un tecnico esperto (un geometra o un architetto). Qui di seguito, però, vorrei fornirti ulteriori indicazioni affinché tu possa comprendere quando si può chiudere un portico e cosa serve per poterlo fare.

Portico: dia o permesso di costruire?

Se il piano urbanistico consente di chiudere un portico per trasformarlo in un ambiente interno all’immobile, occorrerà un valido titolo edilizio per poter effettuare l’opera. In genere, per poter chiudere un portico occorre un permesso di costruire.

In linea di massima, possiamo affermare che il permesso di costruire serve ogni volta che  vi sia ancora disponibilità volumetrica per chiudere il porticato.

Sotto il profilo tecnico giuridico, infatti, la chiusura di un porticato può essere equiparata alla realizzazione di una nuova costruzione ai sensi delle vigenti norme in materia edilizia [1].

Negli altri casi, cioè quando non c’è volumetria disponibile da sfruttare, è possibile chiudere il portico sfruttando il cosiddetto Piano Casa, cioè quella normativa (recepita da tutte le Regioni italiane) che consente l’ampliamento del 20% della volumetria esistente dell’edificio.

Per beneficiare del Piano Casa che consente un aumento della volumetria dell’immobile fino al 20% originario occorre presentare una semplice dia, cioè una dichiarazione di inizio attività.

Anche in questo caso, però, occorrerà prendere visione della specifica norma regionale, in quanto l’aumento consentito di volumetria potrebbe riguardare solamente determinate tipologie di immobili (ad esempio, edifici residenziali uni-bifamiliari con volumetria non superiore a una determinata soglia).

Chiudere un portico in condominio: si può?

Le cose si complicano se si intende chiudere un porticato in condominio. In questa circostanza, a ciò che è stato detto nei paragrafi precedenti vanno aggiunte ulteriori precisazioni.

Innanzitutto, se il porticato condominiale è area comune, cioè appartenente a tutti i condòmini (come dovrebbe essere, salvo disposizione contraria del titolo [2]), per autorizzarne la chiusura occorre il consenso assembleare.

Nello specifico, trattandosi di innovazione diretta al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni, la deliberazione che dispone la chiusura del portico deve essere approvata dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio [3].

In secondo luogo, la chiusura del portico non sarebbe mai fattibile se reca pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, o alteri il decoro architettonico, oppure renda talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Infine, occorre verificare che nel regolamento condominiale non vi sia un espresso divieto di realizzare opere del genere.


note

[1] Art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

[2] Art. 1117 cod. civ.

[3] Art. 1120 cod. civ.

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube