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Case popolari: chi ne ha diritto

6 Luglio 2020 | Autore:
Case popolari: chi ne ha diritto

Edilizia residenziale pubblica: cos’è e chi può accedervi? Come ottenere una casa popolare? Quali requisiti servono per l’assegnazione di un alloggio?

Quando parliamo di edilizia residenziale pubblica ci riferiamo agli alloggi che lo Stato mette a disposizione delle persone che non possono permettersi un’abitazione propria. Si tratta per lo più di soggetti non abbienti o di individui che, a causa delle proprie condizioni psicofisiche, vivono in una situazione di precarietà. Con terminologia sicuramente più diffusa, tali alloggi assumono la denominazione di case popolari. Con questo contributo ci soffermeremo sui requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, cioè alle unità abitative che la pubblica amministrazione assegna solamente alle persone in possesso di determinati requisiti.

Come ti spiegherò, le case popolari possono essere attribuite solamente per bando pubblico e soltanto agli individui in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dal bando stesso. L’occupazione illegittima di un alloggio di questo tipo integrerebbe il reato di invasione di edifici. Se ritieni che l’argomento possa interessarti, prosegui nella lettura: vedremo insieme chi ha diritto alle case popolari. Ma non solo: scopriremo insieme anche a quali condizioni si può partecipare all’assegnazione di tali alloggi e quando è possibile comprarli.

Cosa sono le case popolari?

Cosa sono le case popolari? Si tratta di immobili pubblici, realizzati dallo Stato con lo specifico scopo di combattere l’emergenza abitativa in cui si trovano le persone maggiormente bisognose.

L’assegnazione delle case popolari non è gratuita: lo Stato chiede in cambio un contributo a titolo di canone di locazione, il cui importo è ovviamente di gran lunga inferiore a quello che normalmente il mercato offre.

Il canone è proporzionato alla situazione reddituale dell’inquilino: nel caso in cui questi sia completamente nullatenente, il fitto può ammontare anche a pochi euro.

Istituto autonomo case popolari: cos’è?

L’Istituto autonomo case popolari è un ente pubblico a cui è affidata la gestione dell’edilizia pubblica finalizzata all’assegnazione di abitazioni ai meno abbienti.

Gli istituti autonomi case popolari sono presenti su tutto il territorio regionale, con competenze limitate alle case popolari presenti sul territorio provinciale.

Casa popolare: chi ne ha diritto?

Le case popolari sono destinate alle categorie di persone particolarmente svantaggiate. Per la precisione, gli alloggi dell’edilizia urbana sono destinati a:

  • persone senza reddito o con reddito inferiore ai limiti di legge;
  • portatori di handicap e disabilità;
  • genitori single con figli a carico;
  • cittadini senza fissa dimora.

In realtà, per poter stabilire chi ha concretamente diritto agli alloggi popolari occorre prendere visione del bando di assegnazione che periodicamente viene pubblicato nelle Regioni e nei Comuni d’Italia. Vediamo di cosa si tratta.

Bando per l’assegnazione delle case popolari

Le case popolari vengono assegnate a seguito di indizione di un bando di partecipazione pubblico, sulla base di un punteggio, che viene calcolato tenendo conto di diversi fattori.

Come vedremo, uno dei requisiti fondamentali per chiedere l’assegnazione di una casa popolare (e, dunque, per partecipare al bando) è di non essere proprietari di altri immobili e nemmeno essere titolari di diritti reali di godimento come ad esempio usufrutto, diritto di uso o abitazione su immobili o parti di essi.

Per ottenere una casa popolare occorre fare un’apposita domanda: questa va inoltrata al proprio Comune di residenza, nel caso sia quest’ultimo ad emettere il bando per l’accesso all’edilizia popolare, oppure alla Provincia o alla Regione, a seconda, come detto, dell’ente che mette a disposizione gli alloggi.

La domanda, se corredata di tutti i requisiti richiesti dal bando, permetterà di essere inseriti in una graduatoria e, quando verranno costruiti nuovi alloggi oppure quando si libereranno altri già esistenti e arriverà il proprio turno, l’ente pubblico provvederà ad assegnare una casa.

Case popolari: requisiti per l’assegnazione

Nel bando sono presenti tutti i requisiti per poter partecipare ed essere inseriti in graduatoria. Solitamente, i requisiti sono i seguenti:

  • non essere proprietari di altri alloggi, o essere proprietari di altri alloggi ma inadeguati alle esigenze familiari. Ad esempio, chi è titolare di un monolocale e ha quattro figli può chiedere l’assegnazione di un alloggio popolare; allo stesso modo, può fare domanda di assegnazione chi è titolare di un immobile fatiscente od oggetto di ristrutturazione a seguito di calamità naturale (pensa a un edificio terremotato);
  • non essere stato sfrattato da altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • non essere stato occupante abusivo di altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • essere residente nel territorio comunale. Non importa essere cittadino italiano: i bandi sono destinati a cittadini italiani, europei ed anche immigrati extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno;
  • non superare una soglia di reddito massimo, in proporzione ai membri della famiglia.

Documenti necessari per le case popolari

Chi intende chiedere l’assegnazione di una casa popolare deve attendere l’emissione del bando e inoltrare domanda di partecipazione. Al Comune, oltre al modulo di domanda (reperibile online o negli uffici comunali), devi presentare:

  • copia del documento di identità;
  • marca da bollo di importo fissato dal Comune;
  • l’Isee-erp (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), cioè l’indicatore della situazione economica equivalente ai fini dell’edilizia residenziale pubblica. Questi documenti si possono facilmente ottenere recandosi presso qualunque patronato o caf abilitato.

L’Isee per le case popolari

L’Isee è indispensabile per ottenere l’affitto di una casa popolare. Più nello specifico, quando ci si riferisce alle case popolari è più corretto parlare di Isee-erp, che è l’Indicatore della situazione economica equivalente per l’Edilizia residenziale pubblica (Erp).

L’Isee-erp si differenzia dal normale isee solamente perché quest’ultimo viene utilizzato ogniqualvolta si richiedono prestazioni o servizi sociali, assistenziali o servizi di pubblica utilità, non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati, nella misura o nel prezzo, a determinate situazioni economiche.

L’Isee-erp è di fondamentale importanza, visto che il canone di locazione per l’affitto di case popolari  viene  determinato  proprio in ragione di tale indicatore della situazione economica della famiglia assegnataria.

Rispetto all’Isee classico, per l’Isee-erp ai fini dell’assegnazione delle case popolari:

  • viene considerato il reddito al netto dell’Irpef;
  • vengono considerati anche emolumenti non imponibili (ad esempio, l’indennità di accompagnamento, altrimenti normalmente esclusa);
  • vengono introdotte ulteriori detrazioni dal reddito (spese mediche, ad esempio);
  • non sono ammesse franchigie al reddito e al patrimonio;
  • un’ulteriore detrazione dal reddito dell’effettiva spesa di assistenza per soggetti portatori di handicap.

Importo Isee per case popolari

Qual è il limite che deve risultare dall’isee affinché si abbia diritto all’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare? Ebbene, non è possibile fornire una risposta univoca a tale domanda ,visto che sono le singole Regioni a stabilire i requisiti, anche reddituali, che devono possedere i candidati a un alloggio popolare.

In genere, chi ha un Isee-erp inferiore ai 20mila euro rientra tra coloro che possono presentare una domanda per l’assegnazione dell’abitazione.

Dunque, l’importo Isee per case popolari viene stabilito all’interno del bando che, periodicamente, viene emanato dagli enti locali, nel rispetto della normativa regionale. In base al reddito posseduto così come emerge dall’Isee, poi, ciascuno sarà tenuto a pagare un canone di locazione, in proporzione appunto a ciò che risulta dall’indicatore della situazione economica di ciascun nucleo familiare.

Graduatoria per assegnazione case popolari

Una volta consegnata la domanda, l’Istituto autonomo case popolari (cioè, l’ente gestore) provvede a formare una graduatoria, che viene pubblicata dal Comune.

A questo punto, se il bando prevedeva l’assegnazione di alloggi già costruiti, il Comune attinge i nominativi dalla graduatoria e contattata le famiglie interessate. Ciò accade quando le case popolari già esistenti si liberano per vari motivi (trasferimento degli inquilini, morte, decadenza per cambio della situazione reddituale, ecc.).

Se invece il bando contemplava la costruzione di nuovi alloggi popolari, allora i vincitori dovranno attendere la realizzazione degli immobili prima di potersi trasferire.

Case popolari: si possono comprare?

Devi sapere che la legge [1] consente perfino di acquistare una casa popolare. Per la precisione, possono riscattare la casa popolare gli assegnatari oppure i familiari loro conviventi. Il Comune quindi può vendere la casa sia all’assegnatario, sia ai familiari, anche se l’assegnatario è deceduto.

Affinché l’acquisto di una casa popolare possa perfezionarsi è necessario che il futuro acquirente possegga i seguenti requisiti:

  • abiti nella casa da almeno cinque anni;
  • non risulti moroso dei canoni di affitto;
  • non superi un reddito massimo previsto;
  • abbia cittadinanza italiana, europea o extracomunitaria (purché con regolare permesso di soggiorno);
  • sia residente nel Comune;
  • non sia titolare di altri alloggi adeguati al nucleo familiare.

La Regione può prevedere requisiti ulteriori e diversi con proprio provvedimento.

Così come per l’assegnazione, anche per il riscatto di una casa popolare bisogna attendere il bando comunale.

Il costo di una casa popolare è molto inferiore rispetto a una classica casa, ecco perché molti cittadini, dopo averci abitato per diversi anni, decidono finalmente di riscattarla e diventarne proprietari.

Casa popolare: può essere venduta?

La casa popolare, una volta acquistata, può anche essere venduta. Anche in questa circostanza occorre rispettare alcune regole:

  1. non si può vendere l’immobile prima di dieci anni dall’acquisto, e comunque fino a quando non sia pagato l’intero prezzo:
  2. l’Istituto autonomo case popolari territorialmente competente vanta un diritto di prelazione. Per questa ragione, l’intenzione di vedere la casa popolare acquistata in precedenza deve essere comunicata a tale istituto, il quale può decidere di comprare oppure no. Solo se rifiuta, l’alloggio potrà essere venduto liberamente a terzi. Peraltro, l’Istituto autonomo case popolari ha diritto di comprare la casa al prezzo di cessione (ossia a quanto l’hai comprato tu), rivalutato di una certa percentuale.

note

[1] Legge n. 560 del 24 dicembre 1993.

Autore immagine: Depositphotos.com


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