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Multa autovelox: è necessaria la taratura?

6 Luglio 2020
Multa autovelox: è necessaria la taratura?

Contravvenzioni stradali per eccesso di velocità: quando, in assenza di controllo periodico annuale dell’autovelox, il verbale è nullo.

Fino a qualche anno fa, chi voleva contestare la validità della multa per eccesso di velocità doveva dimostrare il difetto di funzionamento dell’autovelox utilizzato dalla pattuglia. Compito invero improbo: innanzitutto, perché l’apparecchio non è nella materiale disponibilità dell’automobilista che non può pertanto smontarlo e analizzarlo. In secondo luogo perché, anche se ciò dovesse essere possibile, il cittadino non avrebbe le competenze tecniche per stabilire se l’autovelox è guasto o meno. 

Si aggiunga peraltro che tali strumenti vengono spesso montati e smontati dalla polizia nell’ambito delle attività quotidiane di controllo, operazioni queste che possono seriamente comprometterne il corretto funzionamento.

Così, nel 2015, la Corte Costituzionale ha imposto l’obbligo di taratura per tutti gli strumenti elettronici di controllo della velocità, ivi compreso proprio l’autovelox. 

Se è vero – ha lasciato intendere la Corte – che anche le bilance del mercato ortofrutticolo rionale devono essere periodicamente sottoposte a verifica, ciò vale a maggior ragione per strumenti di precisione come appunto l’autovelox. È cioè necessaria una revisione annuale in modo da evitare qualsiasi errore. 

Di qui, la sentenza che ha decretato l’incostituzionalità del Codice della strada nella parte in cui non prevede l’obbligo di taratura autovelox.

Di tanto è ritornata a parlare la Cassazione con una recente sentenza [1]. Alla Corte è stato riproposto l’ennesimo quesito: ai fini della validità della multa autovelox è necessaria la taratura? Ecco le regole impartite dalla giurisprudenza sino ad oggi.

A che serve la taratura?

La taratura può essere eseguita anche da una ditta privata, ma le operazioni devono essere documentate in un verbale.

La taratura dell’apparecchio ha la precisa funzione di stabilire che lo stesso non abbia subito un invecchiamento delle proprie componenti, dovuto a possibili urti, vibrazioni, shock meccanici e termici oppure a variazioni della tensione di alimentazione.

Taratura autovelox: ogni quanto?

La Corte Costituzionale ha detto che la taratura dell’autovelox deve avvenire almeno una volta all’anno e va documentata con apposito certificato rilasciato dalla ditta privata autorizzata a fare tale check-up. 

Visione certificato taratura autovelox

Il verbale deve necessariamente indicare la data dell’ultima taratura effettuata, in modo da sollevare l’automobilista dall’onere di eseguire i controlli presso i pubblici uffici. Secondo la Cassazione, la mancata indicazione nel verbale di tale circostanza determina la nullità della multa.

In ogni caso – ha specificato sempre la Corte [2] – pur in presenza di tale specificazione, è diritto dell’automobilista fare ulteriori verifiche e richiedere comunque copia del certificato di taratura. Insomma, l’attestazione fatta dai verbalizzanti non è sufficiente a dimostrare l’avvenuta verifica dell’autovelox. 

Contestazione taratura autovelox col ricorso

Di solito, il difetto di taratura autovelox viene sollevato con il ricorso contro la multa stradale per eccesso di velocità.

Se il conducente contesta l’affidabilità dell’autovelox, il giudice è tenuto ad accertare che l’apparecchio sia stato sottoposto alla taratura periodica. L’ente che ha elevato il verbale non potrà esimersi dal produrre i relativi certificati: in mancanza, la multa dovrà essere annullata.

Secondo la Cassazione [1], quindi, è sufficiente eccepire dubbi sull’effettiva taratura dell’autovelox per sollevare il conducente dalla relativa prova. Sarà il giudice, infatti, a dover accertare che l’autovelox funzionasse correttamente, chiedendo eventualmente alla controparte di fornire la prova necessaria.

All’ente che ha elevato il verbale non basterà neppure produrre in giudizio il certificato di messa in opera o di omologazione dell’apparecchio per dimostrarne il corretto funzionamento: la taratura periodica è, infatti, cosa ben diversa. L’omologazione viene eseguita una sola volta, in un momento anteriore al primo utilizzo dello strumento. Essa quindi non deve essere rinnovata. Invece, la taratura va ripetuta una volta all’anno; in assenza di essa, infatti, il funzionamento di qualsiasi apparecchiatura elettronica risulterebbe assolutamente inattendibile.

Il giudice deve poi controllare se il certificato di taratura sia stato rilasciato da un soggetto abilitato. La taratura per autovelox utilizzati in autostrada deve avvenire in appositi autodromi e a una velocità non inferiore a 230 km/h. In tutti gli altri casi, è sufficiente una taratura a 70 km/h [3].


note

[1] Cass. sent. n. 10464/20 del 3.06.2020.

[2] Cass. ord. n. 11776/2020.

[3] Min. Trasporti, parere n. 6573 del 27.10.2017.


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