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Governo, nuovo piano di riforme: taglio tasse e via i sussidi

6 Luglio 2020
Governo, nuovo piano di riforme: taglio tasse e via i sussidi

Il programma elaborato da Gualtieri traccia la strada: lotta all’evasione, al via il salario minimo e stop incentivi alle produzioni dannose per l’ambiente.

Forse, è l’ennesimo annuncio o forse no: stavolta, infatti, ci sono alcune novità rispetto al passato, anche recente. «Non c’è tempo da perdere, adesso serve un piano straordinario per il taglio delle tasse», dichiara il viceministro dell’Economia e Finanze, Laura Castelli in un lungo post sui social.

Fin qui la parte nota, quella già sentita spesso. Poi, la prima novità: «questo Paese ha bisogno di una rivoluzione verde, che acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale, una rivoluzione che passa anche attraverso la rivisitazione, o meglio cancellazione, dei sussidi ambientalmente dannosi».

Anche qui gli scettici diranno che è un nuovo a metà, perché le problematiche ambientali sono da sempre nel programma del Movimento 5 Stelle e il viceministro Castelli è una nota esponente pentastellata. Ma proseguendo la lettura, ecco il colpo di scena: «un ambizioso, e ormai non più rinviabile, piano di riforme strutturali che hanno come obiettivo l’abbassamento delle tasse ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Siamo pronti su tanti settori, si tratta solo di ricondurre tutto all’interno di un disegno unico. E il Piano Nazionale delle Riforme, che ci apprestiamo a presentare», annuncia Castelli.

Non è l’iniziativa isolata ed estemporanea di un viceministro: il Piano nazionale delle riforme esiste davvero, tant’è che lo stesso ministro Gualtieri lo annuncia ufficialmente, durante il convegno per l’inizio della presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea organizzato dall’ambasciata tedesca in Italia. Qui il ministro ha dichiarato che il Pnr, il Piano nazionale di Riforme «è imminente» e «sarà orientato sugli assi indicati dell’innovazione, della sostenibilità e della coesione».

Ed aggiunge che si tratta di «un impegno davvero inedito». Il Pnr non è, quindi, solo un’idea lanciata a parole, tant’è che iniziano a circolare le prime bozze, già visionate dalla nostra agenzia stampa Adnkronos, e già stasera il documento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri.

«L’epidemia causata dal nuovo Coronavirus ha cambiato in modo repentino e drammatico la vita degli italiani e le prospettive economiche del Paese», scrive il ministro Gualtieri, nelle premessa della bozza del Piano e sottolinea che «non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio».

Il programma, infatti, è strettamente legato al Recovery Plan, necessario per accedere ai fondi europei straordinari del Next Generation Eu che il Consiglio dovrebbe varare nel summit del 17 e 18 luglio. Per questo il documento deve mettere nero su bianco le iniziative che l’Italia intende intraprendere in campo economico per favorire la ripresa.

La strada scelta dal Governo sembra quella di una «ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale», che fornisca «alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario» ma al tempo stesso «sospingendo gli investimenti produttivi e attuando riforme da lungo tempo attese», scrive Gualtieri nella bozza.

Dalle anticipazioni, sembra che il Governo tenti la strada del salario minimo a tutela delle fasce di lavoratori più deboli: «strumento di sostegno del potere d’acquisto dei salari e vettore di protezione e rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale nei settori più deboli e a basso tasso di sindacalizzazione nei quali strutturalmente non opera la contrattazione di secondo livello».

Nel piano c’è anche la riforma fiscale, che sarà «improntata all’efficienza, all’equità e alla progressività», ma riguarderà anche l’impiego delle risorse, attraverso «una revisione e riqualificazione della spesa pubblica». Da qui è previsto non solo «il contrasto all’evasione fiscale», ma anche «la revisione delle imposte ambientali e l’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi».

Questi saranno «i pilastri della strategia di miglioramento dei saldi di bilancio e di riduzione del rapporto debito/pil nel prossimo decennio», spiega Gualtieri, che sembra confidare molto in queste iniziative quando dice: «tanto maggiore sarà la credibilità della strategia di rilancio della crescita potenziale e di miglioramento strutturale del bilancio, tanto minore sarà il livello dei rendimenti sui titoli di Stato e lo sforzo complessivo che il Paese dovrà sostenere nel corso degli anni».

In particolare, il contrasto all’evasione fiscale «sarà perseguito continuando il rafforzamento delle agenzie fiscali e investendo ulteriormente in tecnologia e big data», per utilizzare tutte le informazioni disponibili nella rete internet su cittadini e imprese.

Inoltre, «l’utilizzo dei pagamenti digitali verrà promosso e incentivato», mentre sul fronte della spesa pubblica il Governo intende avviare «una nuova fase della spending review» con l’obiettivo di «riallocare ed efficientare la spesa anche alla luce dei guadagni di produttività realizzabili attraverso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure burocratiche».

Ora si tratta di tradurre questi impegni in provvedimenti concreti, ma probabilmente non ne basterà solo uno ed occorrerà invece un nuovo intervento normativo, oltre al Decreto Semplificazioni che il Governo si accinge a varare; non è un caso che nel programma dei lavori di stasera arrivi anche la bozza del nuovo piano. Probabilmente, l’ampiezza di queste riforme sarà il tema della prossima legge di Bilancio da predisporre entro ottobre; ma entro settembre l’Italia dovrà sottoporre all’Europa il programma di impiego dei nuovi aiuti e proprio per questo serve tracciare la strada in anticipo.



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