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Conte sotto attacco nella maggioranza

6 Luglio 2020 | Autore:
Conte sotto attacco nella maggioranza

Tra interessi di parte e corsa a Palazzo Chigi. Tensioni tra il Presidente del Consiglio e il Pd.

C’è chi discute per accaparrarsi la poltrona e chi invita ad accantonare i toni rissosi e a rimboccarsi le maniche per risollevare le sorti di un Paese messo in ginocchio da una crisi senza precedenti. Il cielo su Palazzo Chigi è particolarmente nuvoloso e non si esclude l’arrivo di un uragano devastante.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio si dichiara preoccupato per lo stato di salute della maggioranza, in quanto si fanno sempre più accese le insoddisfazioni da parte del Partito democratico verso il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Sono giorni che si parla di una possibile sostituzione del premier, pur nella continuazione della legislatura. Non è un mistero che le ultime uscite di Conte abbiano sollevato qualche parere contrario. In gioco, c’è la battaglia sul Mes, che il premier sta cercando di far slittare il più possibile. Poi, ci sono il Recovery Fund e la legge elettorale (il Pd spera di avere un via libera al modello proporzionale in prima lettura entro il 20 settembre).

Secondo i rumors e i dubbi dell’entourage di Conte, tra i sospettati di complotti e congiure ci sono: il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il ministro Dario Franceschini e Di Maio. A riportarlo è Il Corriere della Sera.

Ma Di Maio smentisce le ambizioni personali: «Non capisco i toni sempre più accesi tra Pd e Conte, su tematiche che potrebbero risolversi in modo più franco e trasparente».

Com’è visto un possibile ritorno alle urne? Un’opzione irrealizzabile, infatti, Di Maio precisa che: «Se c’è un nodo da sciogliere si scioglie, non possiamo lasciare il governo impigliato ai cavilli di qualcuno. Il Paese è in stallo, invece di guardarci allo specchio bisogna intervenire in maniera concreta».

Per il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il premier non si tocca. A La Repubblica, manifesta la sua grande stima per il presidente del consiglio e per il modo in cui ha guidato il Governo «in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata. Anche per questo deve essere chiaro che per noi non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza in questa legislatura. Ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla».



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