Cronaca | News

Pirateria stradale: i dati del fenomeno

6 Luglio 2020
Pirateria stradale: i dati del fenomeno

In aumento i casi e le fughe dopo l’incidente. Tra i motivi più frequenti l’uso di alcool o droghe. L’identificazione dei responsabili avviene anche dopo mesi.

Nel giorno in cui una bambina di nove anni è morta nel Bresciano dopo essere stata investita sulle strisce pedonali da un’auto che è fuggita subito dopo lo schianto, l’Osservatorio Asaps diffonde i nuovi dati aggiornati sul triste e preoccupante fenomeno della pirateria stradale in Italia.

Solo nei primi 5 mesi del 2020 e nonostante il periodo di lockdown si sono verificati 308 episodi, con 28 morti e 365 feriti. Lo scorso anno, invece, sono stati registrati, secondo quanto riporta il comunicato dell’Asaps diffuso dall’Adnkronos, ben 1.129 episodi classificati come pirateria grave, nei quali cioè ci sono stati dei morti o persone che hanno riportato lesioni. Rispetto al 2018, quando si erano verificati 1.005 episodi, l’aumento è del +12,3%. In 175 episodi è rimasto coinvolto un minore, che in 86 incidenti aveva meno di 14 anni di età.

Nel corso del 2019, i decessi per pirateria stradale sono stati complessivamente 115, quattro in più rispetto all’anno precedente. Fra le 115 vittime mortali ben 54 erano pedoni e 16 i ciclisti; erano, rispettivamente, 63 e 21, nel 2018.

I feriti, invece, sono stati 1.335, con un aumento del 17,5% rispetto ai 1.136 dell’anno 2018. È preoccupante il fatto che solo nel 53,1% dei casi l’autore è stato identificato, ma la percentuale sale al 70,2% per le piraterie mortali.

L’identificazione però non è agevole: stando ai dati raccolti dall’Asaps, avviene a distanza anche di mesi. Nel 15,1% delle piraterie mortali il pirata identificato a distanza di poco tempo è risultato positivo all’alcol o alla droga o entrambe le tossicità.

Tra i principali motivi della fuga dopo l’incidente, infatti, c’è proprio la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e da qui la paura di subire le sanzioni penali e di vedersi sospesa o ritirata la patente. Un altro caso frequente che induce il responsabile a far perdere le proprie tracce è la mancata copertura assicurativa del veicolo.

Ma chi fugge non mette in conto che è previsto un severo aumento della pena per i reati di omicidio stradale [1] e di lesioni personali colpose, che va da un terzo a due terzi in più rispetto alla pena base e comunque non inferiore, rispettivamente, a 5 anni o 3 anni, come ricorda il presidente Asaps, Giordano Biserni. Per conoscere gli obblighi di legge e le conseguenze in caso di violazione, leggi anche gli articoli incidente: obbligo di fermarsi e quando c’è omissione di soccorso.

Nel 16,7% delle fughe dopo l’incidente, il pirata identificato è risultato essere straniero. In 71 episodi (11,8%) le protagoniste della fuga erano donne. La regione in cui si è registrato il maggior numero di episodi è la Lombardia, con 208 casi, seguita dalla Campania con 120 e dal Lazio con 103. Seguono il Veneto con 94, la Sicilia e l’Emilia-Romagna con 90, la Toscana con 72, la Puglia con 65 e il Piemonte con 63. Le Marche con 58 episodi, il Friuli Venezia Giulia con 35, la Liguria 34 e l’Abruzzo 26. Numeri migliori in Sardegna con 19 eventi, Calabria 17, Trentino Alto Adige 14, Umbria 11. Chiudono la classifica il Molise con 9 episodi e la Valle D’Aosta con un unico caso registrato.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube