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Consumi gas: ultime sentenze

17 Agosto 2020
Consumi gas: ultime sentenze

Accise sul gas naturale; ratei mensili di acconto; operazioni di chiusura del contatore e lettura finale dei consumi.

Fornitura di gas e onere della prova

In tema di ingiunzione civile avente ad oggetto somme per la fornitura di gas, è onere della società opposta procedere all’esatta indicazione dei consumi e non già alla mera stima degli stessi, di tal ché, sotto tale profilo, l’opposizione che contesti detto dato si palesa fondata con conseguente revoca del decreto ingiuntivo opposto.

Tribunale Roma, 08/05/2017, n.8971

Valore probatorio della bolletta

Nel caso di contratto di somministrazione grava sul gestore provare l’entità dei consumi e la bolletta è un atto unilaterale di natura meramente contabile. Infatti la bolletta del gas o dell’energia elettrica non basta a dimostrare che effettivamente l’azienda abbia erogato il servizio e in un procedimento ordinario non può essere utilizzata come prova per richiedere all’utente il pagamento di una determinata somma.

Tribunale Catania sez. III, 24/02/2019, n.891

Illegittimo addebito dei consumi gas

Va respinta la domanda di accertamento dell’illegittimo addebito dei consumi gas fatturati in conseguenza del difettoso funzionamento del gruppo d misura qualora il ctu accerti che i consumi sono coerenti con le somme fatturate.

Tribunale Roma sez. VIII, 01/06/2013, n.11982

Imposta sulla produzione e sui consumi

In materia d’imposta sulla produzione e sui consumi, ai sensi dell’art. 14, comma 2, d.lg. 26 ottobre 1995 n. 504, il rimborso (o la corrispondente detrazione) dell’accisa indebitamente pagata (sul consumo di gas metano) deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro 2 anni, decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione annuale, con la conseguenza che, nel caso di versamento di acconti risultati maggiori del dovuto, questi devono sommarsi con il credito d’imposta relativo all’anno successivo, derivandone che il saldo creditorio va a costituire un nuovo credito rispetto a quelli precedentemente maturati.

Cassazione civile sez. trib., 17/04/2013, n.9283

Fornitura gas: divario tra i consumi presunti ed effettivi

In tema di fornitura di gas, il distributore, soggetto terzo rispetto al rapporto tra il somministrante ed il somministrato, è tenuto a comunicare al somministrante i dati di consumo effettivo dell’utente, al fine di addebitare i consumi a quest’ultimo. Ciò posto, non si può far gravare sull’utente il divario tra i consumi presunti, come comunicati dallo stesso utente, ed i consumi effettivi, accertati dal distributore.

Tribunale Milano sez. XI, 05/02/2019, n.1137

Bollette saldate relative ai consumi di spettanza del condominio

Nel giudizio di opposizione ad ingiunzione fiscale il rapporto dedotto deve essere provato dall’amministrazione che vanta la pretesa, atteso che in tale tipo di giudizio trovano applicazione le regole stabilite per la opposizione a decreto ingiuntivo e comunque le regole ordinarie in materia di onere della prova, e in difetto di prova certa sull’intervenuto pagamento e sulla sua misura da parte dell’ente deve essere accolta l’opposizione.

(Nella specie la COSALP, CASA LIVORNO E PROVINCIA SPA,aveva richiesto la restituzione al Condominio di  via xxxxxxxxx Livorno di quanto pagato per le fatture relative ai consumi di energia elettrica e gas metano, limitandosi ad un elenco contenente la indicazione delle bollette asseritamente saldate e relative ai consumi di spettanza del condominio, senza tuttavia fornire alcuna prova del dedotto pagamento.)

Tribunale Livorno, 31/03/2020, n.307

Base di calcolo dei ratei mensili di acconto dell’accisa sul gas naturale

Ai sensi dell’art.26, comma 13, del d.lgs. n. 504 del 1995 (TUA), come modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 48 del 2010, la base di calcolo dei ratei mensili di acconto dell’accisa sul gas naturale è costituita dal totale dei consumi fatturati – anche mediante rettifiche di fatturazione – nell’anno precedente, diviso un dodicesimo, applicando all’imponibile le aliquote vigenti alla data di presentazione della relativa dichiarazione di consumo.

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, n.34086

Fornitura gas: blocco del contatore e lettura finale dei consumi

La clausola secondo la quale l’utente finale, fruitore del contratto di somministrazione, deve acconsentire ed agevolare la società di distribuzione nelle operazioni di chiusura del contatore e lettura finale dei consumi (lettura necessaria alla società di vendita per l’emissione della fattura finale di chiusura e conguaglio dei consumi), restando in caso contrario responsabile dei consumi di gas e di quant’altro dovuto, se certamente non nuoce all’utente che non vi adempia per causa a lui non imputabile (in quanto estromesso dal godimento dell’abitazione prima condotta in locazione), non è tuttavia vessatoria.

Con essa, invero, il fornitore di energia tutela un interesse apprezzabile, legato alla conoscenza dei consumi addebitabili all’utente, anche per poter intraprendere un nuovo rapporto con un successivo utente su basi di conoscenza e trasparenza, essendo la lettura del misuratore indispensabile per assicurare la corretta fatturazione dei consumi, e pone in capo all’utente un obbligo che non richiede un eccessivo sacrificio, essendo anzi di facile adempimento. Essa non determina, quindi, a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, ex artt. 33 e 34 cod. consumo, avuto riguardo alla natura del servizio erogate e della causa del contratto.

Tribunale Grosseto, 02/11/2018, n.926

Gas ed energia elettrica: la domanda di rateizzazione 

Non costituisce ricognizione di debito, ai sensi dell’art. 1988 c.c., la domanda di rateizzazione del pagamento richiesto, proposta in via subordinata dall’attore nel giudizio per l’accertamento dell’avvenuta prescrizione dei crediti vantati dall’ente fornitore di energia elettrica o gas relativamente a consumi a conguaglio.

Tribunale Latina sez. I, 11/10/2018, n.2472

La riattivazione del contatore del gas posto sotto sigilli 

La manomissione del contatore del gas sequestrato e con apposizione di sigilli per morosità al quale era stato aggiunto un pezzo per poterlo far ugualmente fiunzionare senza che registrasse i consumi, integra il reato di furto aggravato.

Tribunale Torre Annunziata, 14/05/2018, n.1496

Gli eventuali errori di lettura e misurazione della fornitura di gas 

In tema di fornitura di gas e di contestazione di fattura, in assenza di autolettura da parte del cliente o addirittura di effettiva lettura del misuratore da parte del distributore di zona, la tariffazione avviene per mezzo dei consumi stimati in conformità a quanto stabilito dalla delibera dell’autorità per l’energia elettrica n. 229 del 2001. In ogni caso ogni errore di lettura e di misurazione è riferibile non tanto al fornitore di gas quanto al distributore al quale compete la gestione del flusso di gas proveniente dalla rete nazionale, laddove invece il fornitore è contrattualmente tenuto nei confronti del cliente finale esclusivamente all’approvvigionamento dei gas immessi nei gasdotti.

Tribunale Roma sez. IX, 07/06/2017, n.11641

Imposte di gas ed energia elettrica: il rimborso dell’accisa

In tema di imposte sul consumo del gas e dell’energia elettrica, ai sensi dell’art. 14, comma 2, del d.lg. n. 504 del 1995 (T.U. delle imposte sulla produzione e sui consumi,) il rimborso dell’accisa indebitamente corrisposta, a prescindere dalle cause per le quali il pagamento non sia dovuto (e quindi anche nelle ipotesi di non debenza del tributo per cause sopravvenute), deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni dalla data del pagamento stesso, da intendersi come termine non derogabile, neanche per accordo delle parti.

Cassazione civile sez. trib., 31/05/2017, n.13724



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1 Commento

  1. Come mai sia Enel sia Hera, a fronte della richiesta con Pec, da parte dell’utente, di rimborso dell’anatocismo pagato in bolletta sia per l’energia elettrica sia per il gas, fanno “orecchio da mercante” trincerandosi dietro la scusa che “lorsignori” già hanno versato allo Stato quanto viene richiesto dal consumatore per l’indebito pagamento dell’anatocismo? Spero di essermi fatto capire…

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