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Diffusione di immagini: ultime sentenze

25 Febbraio 2022
Diffusione di immagini: ultime sentenze

Diffamazione aggravata; obbligo a non diffondere foto di figli minori tramite i social network; trasmissione di immagini di violenza.

Diffusione di immagini e responsabilità penale

Commette il reato di pornografia minorile colui il quale divulghi di propria iniziativa, diffondendole su un gruppo WhatsApp, foto ricevute in via confidenziale da una terza persona; predetta fattispecie è integrata anche nel caso in cui si tratti di autoscatti che il minore sia stato indotto a produrre ed inviare all’agente. Ciò che rileva, infatti, è la diffusione ed il possesso di materiale a contenuto pedopornografico.

Corte appello Napoli sez. VI, 28/05/2021, n.4321

Interesse pubblico alla pubblicazione di una notizia e diffusione immagini delle persone coinvolte

L’interesse pubblico alla pubblicazione di una notizia, qualora ricorrano le condizioni che legittimano l’esercizio del diritto di cronaca, è distinto rispetto all’interesse, del tutto diverso e non sovrapponibile, che riguarda la legittimità della diffusione dell’immagine delle persone coinvolte. L’accertamento di quest’ultimo interesse deve avvenire in concreto e deve tener conto della necessità della divulgazione dell’immagine per la completezza e correttezza del’informazione, ovvero dell’espresso consenso manifestato dalle persone ritratte. A dirlo è la Cassazione pronunciandosi sulla richiesta di risarcimento danni per violazione della privacy avanzata nei confronti di alcune testate giornalistiche nazionali e locali da parte dei genitori di una minore, in stato vegetativo e ricoverata presso un istituto di cura, per la pubblicazione, a loro insaputa, di foto che ritraevano i genitori e la figlia in occasione della visita presso la clinica di un noto calciatore. Per la Suprema corte alla pubblicazione della notizia non si accompagna necessariamente anche la diffusione delle immagini dei soggetti interessati.

Cassazione civile sez. I, 19/02/2021, n.4477

Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti

Esclusa la continuità normativa tra previgente ed attuale formulazione dell’art. 167 d.lgs. n. 196/2003 con riferimento all’illecita condotta diffusiva di immagini o video sessualmente espliciti, il Giudice ha il dovere di interrogarsi circa l’eventuale continuità normativa con altre disposizioni attualmente in vigore che riguardino l’illecita condotta diffusiva di immagini o video sessualmente espliciti: il riferimento è all’art. 612-ter c.p., che punisce, “salvo che il fatto non costituisce più grave reato, chiunque dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”.

Cassazione penale sez. V, 17/12/2020, n.3050

Pedopornografia: prova della diffusione delle immagini

L’utilizzo dell’applicazione whatsapp per la trasmissione di materiale pedopornografico da parte della p.o. all’imputato , non necessita di alcun ulteriore e specifico accertamento in ordine alla potenzialità di diffusione del materiale, stante la natura stessa del mezzo di comunicazione , di agevole struttura e diffusione sulla piazza telematica delle immagini.

Corte appello Trento, 27/08/2020, n.114

Diffamazione mediante mezzi di pubblicità

Integra il reato di diffamazione aggravata mediante mezzi di pubblicità la diffusione, mediante l’utilizzo della posta elettronica con pluralità di destinatari, di immagini abbinanti la figura della p.o. con foto di carattere pornografico. Tale associazione di immagini, infatti costituisce un grave atto offensivo e infamante del decoro e della reputazione della p.o. anche in considerazione dell’elevato numero di destinatari mediante lo strumento “forward”.

Tribunale Nola, 29/04/2020, n.332

Tentata estorsione

Si ravvisa il reato di tentata estorsione nella condotta di un soggetto che, avendo acquisito lecitamente delle immagini fotografiche relative alla vita privata di un altro individuo, la cui divulgazione potrebbe comportare una lesione del diritto all’identità personale, offra a quest’ultimo la possibilità di acquistarle, sì da evitarne la diffusione mediatica. È, dunque, irrilevante che il soggetto agente sia entrato in possesso delle fotografie in maniera lecita.

Tribunale Taranto sez. I, 21/01/2020, n.688

Diffusione di immagini dell’abitazione di un ex politico

Non costituisce una violazione del diritto alla privacy di un ex politico, noto alla collettività, la diffusione di immagini dell’abitazione per dimostrare il ritorno sulla scena pubblica dell’interessato perché si tratta di informazioni di interesse generale.

I giudici nazionali agiscono in modo conforme alla Convenzione nel valutare l’eventuale compromissione della vita privata se applicano i parametri individuati da Strasburgo come il contributo dell’immagine o dell’articolo a un dibattito d’interesse generale, la notorietà della persona e il comportamento precedente dell’individuo che si ritiene leso nel diritto alla vita privata.

Corte europea diritti dell’uomo sez. V, 25/06/2019, n.14047

Sito Internet: la diffusione di immagini o scritti atti ad offendere un soggetto

L’utilizzo di un sito internet per la diffusione di immagini o scritti atti ad offendere un soggetto è azione idonea a ledere il bene giuridico dell’onore nonché potenzialmente diretta “erga omnes”, pertanto integra il reato di diffamazione aggravata.

Tribunale Pavia sez. III, 14/03/2019, n.468

Violazione del diritto all’oblio

Va cassata la sentenza di merito che, con riguardo alla diffusione di immagini relative a un episodio inidoneo ad aprire un dibattito di pubblico interesse (nella specie, rifiuto perentorio, da parte di un artista, di concedere un’intervista) a distanza di un lustro dalla loro registrazione, abbia escluso la violazione del diritto all’oblio in ragione della fama del personaggio rappresentato (molto noto, ma non investito di un ruolo primario nella vita pubblica).

Cassazione civile sez. I, 20/03/2018, n.6919

Tutela dell’immagine e riservatezza dei minori

A tutela del minore, e al fine di evitare il diffondersi di informazioni che lo riguardano anche nel nuovo contesto sociale da questi frequentato, deve disporsi l’immediata cessazione della diffusione da parte della madre, nei social network di immagini, notizie e dettagli relativi ai dati personali e alla vicenda giudiziaria inerenti al figlio.

Inoltre, per evitare che contenuti analoghi siano diffusi da terzi, il tutore deve essere autorizzato: a diffidare soggetti terzi dal diffondere tali informazioni; a richiedere la rimozione di tali contenuti; a richiedere, ai gestori dei motori di ricerca, la deindicizzazione di informazioni relative al minore.

Infine, per assicurare l’osservanza degli obblighi di fare a carico dei genitori, viene prevista l’astreinte di cui all’art. 614-bis c.p.c. disponendo che, in caso di mancata ottemperanza della madre all’obbligo di interrompere la diffusione di immagini, video, informazioni relative al figlio nei social network, ovvero di mancata ottemperanza all’obbligo di rimuovere tali dati, la stessa dovrà corrispondere l’importo indicato in dispositivo per la violazione posta in essere.

Tribunale Roma sez. I, 23/12/2017

Normativa sulla diffusione televisiva

Secondo un’interpretazione di tipo letterale della fattispecie prevista dall’art. 15, comma 10, l. n. 223 del 1990, il legislatore non ha inteso impedire la visione di scene di violenza a qualunque titolo e in qualsiasi contesto, ma esclusivamente di immagini caratterizzate da “violenza gratuita”. In altri termini, la legge intende vietare la trasmissione di immagini di violenza inutile o che abbiano una causa illecita o riprovevole, ovvero la diffusione di immagini che abbiano la mera finalità di aumentare l’ audience o la capacità di generare approvazione o che inducano all’imitazione.

Sulla base di tali premesse, il film, che rientra nel genere thriller, in assenza di una precisa individuazione delle scene o dei tratti che possano configurare le ipotesi di “violenza gratuita”, non può di per sé (e sulla base di un generico riferimento alla sua trama e alla globalità della proiezione) essere considerato alla stregua di quanto previsto dall’art. 15, comma 10, l. n. 223 del 1990 (1).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 24/11/2017, n.11692

Diffusione di immagini televisive relative ai campionati nazionali

Stante la mancata dimostrazione dell’interesse di società straniere alla diffusione di immagini televisive relative ai campionati nazionali di calcio di serie A e B, va rigettata l’eccezione di difetto di competenza della corte di appello (in favore del tribunale, competente ad applicare la disciplina comunitaria) riguardo all’istanza di provvedimenti cautelari urgenti avverso l’abuso di posizione dominante, ad opera della Lega nazionale professionisti, nell’assegnazione di pacchetti relativi ai diritti televisivi concernenti detti campionati.

Corte appello Milano sez. I, 04/11/2009

Tutela dei diritti di soggetti coinvolti dalla diffusione di immagini

Al fine di assicurare un’adeguata tutela dei diritti di soggetti coinvolti dalla utilizzazione o dalla diffusione di immagini relative a comportamenti strettamente personali raccolte con tecniche intrusive all’interno di luoghi di privata dimora, all’insaputa degli interessati e, comunque, senza il loro consenso, nell’individuazione delle figure di “privata dimora” e dei luoghi “di sua appartenenza”, appare assolutamente indifferente il requisito della “visibilità” del luogo “dall’esterno”.

Ragion per cui viola i principi del codice Privacy (art. 1, 2, 11 e 136 ss.; v. anche art. 8 convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), la raccolta di immagini attraverso un uso non corretto di una tecnica invasiva (teleobiettivo) e tale illiceità non viene meno per la circostanza che, su alcune di esse, sia stata adottata una tecnica di mascheramento del volto, né per il fatto che le immagini medesime siano state successivamente rielaborate con appositi software.

Aut. protez. dati person., 18/06/2009, n.1623306

Dimensione narrativa di cronaca

La diffusione di immagini che ritraggono solo le azioni più rilevanti di una partita di calcio non confligge con eventuali diritti di utilizzazione economia dello spettacolo-partita, in quanto quest’ultimo è composto di una ben più ampia serie di elementi che trascendono la mera dimensione narrativa di cronaca verso una totalità partecipativa del tifoso spettatore.

Tribunale Milano, 14/07/2003

Diffusione di immagini statiche di momenti salienti delle partite calcistiche

Non costituisce esercizio del diritto di cronaca, ma un atto di concorrenza sleale, la diffusione di immagini statiche di momenti salienti delle partite calcistiche, offerta quale servizio a pagamento di telefonia mobile.

Tribunale Roma, 29/03/2003

Lesione del bene giuridico dell’onore

L’utilizzo di un sito internet per la diffusione di immagini o scritti atti ad offendere un soggetto è azione idonea a ledere il bene giuridico dell’onore nonché potenzialmente diretta “erga omnes”, pertanto integra il reato di diffamazione aggravata.

Cassazione penale sez. V, 17/11/2000, n.4741

Diffusione di immagini riservate e di carattere personale

La diffusione di immagini riservate e di carattere personale di personaggi notori reca pregiudizio alla loro vita privata e di relazione; anche le persone che godono di notorietà conservono integro il diritto alla propria immagine e riservatezza, e possono farlo valere relativamente a quella sfera d’interessi e attività personali che siano prive dell’interesse pubblico.

Pretura Roma, 03/07/1987

Diffusione di immagini remote

Non costituisce lesione dell’onore, della reputazione e del decoro la diffusione di immagini remote – nella specie, fotografie di nudo – di una persona nota, anche se essa in seguito abbia sviluppato una diversa personalità o concezione etica o professionale.

Pretura Roma, 02/01/1985



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