Lifestyle | Articoli

Ennio Morricone: 10 curiosità e retroscena

7 Luglio 2020 | Autore:
Ennio Morricone: 10 curiosità e retroscena

Alcuni aspetti anche intimi e poco conosciuti della vita e della carriera del maestro, che rivelano molto del musicista e dell’uomo.

Il maestro Ennio Morricone che ci ha lasciato ieri ha realizzato ed è stato tante cose, nel mondo della musica e non solo. In questo articolo non ti parleremo dei suoi innumerevoli capolavori e dei suoi famosissimi brani musicali in tutti i generi, dalle colonne sonore alle canzoni pop, ma ti riportiamo 10 curiosità e retroscena accaduti nei suoi 91 anni di vita: episodi e vicende che rivelano la personalità del maestro e prima ancora dell’uomo che lo è diventato.

Il maestro e il voto d’esame

Morricone quando era studente al Conservatorio di Santa Cecilia ebbe un grande maestro: il compositore Goffredo Petrassi, che sviluppò la passione per la musica a 15 anni, quando era commesso di vendita di strumenti musicali, per conquistare la prestigiosa cattedra dopo 20 anni di studi intensi. Nel 1954 esaminò Morricone e lo promosse con il voto di 9,75 su 10.

Molti anni dopo, l’ormai celebre Morricone si espresse così in un’intervista su quel voto altissimo ma non pieno: «Petrassi e gli altri insegnanti erano molto soddisfatti di me. All’esame finale per il diploma di composizione, non mi diedero 10, perché 10 non si dà mai, ma 9,75, che mi sembrò un voto giusto».

L’impiego rifiutato alla Rai

Nel 1958, il trentenne Morricone, che aveva iniziato a suonare come trombettista in alcune orchestre romane e a lavorare come arrangiatore di musica leggera per la casa discografica Rca, trovò impiego in Rai. Viene assunto ma si dimise il primo giorno di lavoro, non appena seppe che le sue opere non avrebbero potuto essere trasmesse, proprio a causa della sua qualifica di dipendente del servizio radiotelevisivo pubblico: le stringenti regole dell’epoca lo impedivano e così lui lasciò il posto fisso per fare il libero professionista.

Il compagno delle elementari

Dopo aver detto no alla Rai, Morricone arrangiò molti brani discografici della musica leggera nei primi anni Sessanta, come i successi di Edoardo Vianello (Abbronzatissima, Guarda come dondolo, Pinne fucile e occhiali), Gino Paoli (Sapore di Sale) e Mina (Se Telefonando), ma lo sbarco nel mondo del cinema e dunque delle celebri colonne sonore avvenne grazie al famoso regista Sergio Leone.

L’incontro fu in realtà un reincontro, perché i due erano stati compagni di scuola alle elementari, anche se solo per un anno. Dalla loro collaborazione nacquero molti film, da Per un pugno di dollari, che nel 1964 inaugurò la proficua stagione dei western all’italiana, a “C’era una volta in America” con Robert De Niro. Il legame tra musica e sceneggiatura è così stretto che oggi non si può pensare a questi film di Leone senza la colonna sonora di Morricone e viceversa.

La musica d’avanguardia

Morricone fu per tutta la sua vita uno sperimentatore in tutti i generi musicali e per molti anni, dal 1964 al 1980, suonò anche in un complesso: era il “gruppo di improvvisazione nuova consonanza” (più brevemente chiamato Ginc), ma era un esperimento programmato, studiato: «la musica che facevamo era improvvisata a partire da esercizi mirati: facevamo mesi e mesi di improvvisazione su parametri molto precisi, ci registravamo, la sera ci riascoltavamo e ci criticavamo. Era una cosa molto attenta», disse Morricone. Uno dei locali preferiti in cui si esibivano era il teatro Beat 72 a Roma.

Lo pseudonimo

Nei primi anni di successo, quando realizzò la trilogia western di Leone («ho scritto più di cinquecento pezzi e mi chiedono solo degli spaghetti western», diceva spesso agli intervistatori) Morricone non si firmava con il suo vero nome ma utilizzava uno pseudonimo americano. In “Per un pugno di dollari” era Don Savio, ma anche il regista Sergio Leone, già famoso, compariva nei titoli come Bob Robertson.

I western erano un prodotto tipico americano; quelli all’italiana invece, anche se realizzati alla perfezione, erano agli albori e sconosciuti, solo il futuro successo li avrebbe resi credibili: usare i veri nomi forse avrebbe bruciato quei film in partenza. Poi, la ruota girò: «la cosa buffa accadde anni dopo, ci furono dei casi di registi americani che usarono uno pseudonimo italiano», ricorda Sergio Leone.

La moglie

Ennio conobbe la moglie, la messinese Maria Travia, di 4 anni più giovane di lui, nel 1950 perché era amica di sua sorella Adriana. «A me piacque subito moltissimo», confidò il maestro in un’intervista a Corriere.it. La ragazza però, poco dopo il loro primo incontro, fu vittima di un’incidente stradale. «La ingessarono dal collo alla vita, come si faceva allora. Soffriva moltissimo. Io le sono rimasto vicino. E così, giorno per giorno, goccia dopo goccia, l’ho fatta innamorare». Dopo sei anni, il matrimonio diede loro 4 figli. Le sue ultime parole sono state per lei.

Gli Oscar mancati

Durante la sua lunga carriera di compositore, il maestro Morricone fu candidato 5 volte al prestigioso premio Oscar per la miglior colonna sonora di film come Mission (1987) e Malena (2001) ma mancò sempre l’obiettivo: non vinse mai. Solo a quasi 80 anni di età, nel 2007, dopo queste cinque precedenti candidature mai premiate, gli venne finalmente conferito l’Oscar alla carriera, accompagnato da una standing ovation della platea. A consegnargli il premio fu il celebre attore americano Clint Eastwood.

«Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo e io la amo alla stessa maniera: questo premio è anche per lei. Il mio pensiero va anche a tutti gli artisti che hanno meritato questo premio e che non lo hanno avuto. Io gli auguro di averlo in futuro. Credo che questo premio sia per me, non un punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorarmi», disse l’ormai anziano maestro nel discorso di ringraziamento. Tenne fede alle sue parole: ha composto, suonato, diretto e si è esibito fino a pochi mesi fa, nonostante un’ernia del disco e altri infortuni.

Contro il flauto nelle scuole

Alcuni anni fa, l’ormai famoso maestro Ennio Morricone scrisse un’accorata lettera a Il Messaggero, polemizzando contro il modo di insegnare la musica nelle scuole. «Gli educatori usano metodi sbagliati: la musica nelle scuole è un disastro e basta flauti», affermò Morricone, contestando l’uso del flauto come unico strumento di insegnamento. Morricone proponeva l’alternativa «che insegna ai giovani a creare la musica insieme» e di dotare tutte le scuole di «un impianto per ascoltare la musica e un corredo di una trentina di incisioni discografiche importanti, da fare ascoltare agli studenti come esempio degli argomenti teorici».

Morricone e Verdone

L’attore romano Carlo Verdone deve molto ad Ennio Morricone e a Sergio Leone che glielo presentò, quando si trattava di realizzare la colonna sonora del suo primo film, “Un sacco bello”, nel 1980. «Io, un esordiente, con la colonna sonora del maestro Morricone», racconta commosso ancora oggi. «E certo, te devo fà debuttà al massimo», gli rispose il regista romano, mentre lo accompagnava da lui. «Morricone lesse il copione ma non capiva bene i personaggi, io glieli interpretai tutti per due ore e lui mi disse: c’è molta poesia», ricorda Verdone, aggiungendo che «con quelle composizioni Ennio diede la grazia a quel film».

Il segreto del successo

Nel 2016, l’ormai celebre maestro viene intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera e, ripercorrendo tutta la sua carriera, spiega così il segreto del successo: «il successo viene certo dal talento ma più ancora dal lavoro, dall’esperienza e, ripeto, dalla fedeltà: alla propria arte come alla propria donna. Mi sono dato la regola di dare il meglio, sempre. Anche se non sempre ci si riesce».

Anche qui la storia professionale si lega alla vicenda umana e al rapporto con la moglie durato anch’esso quasi 70 anni come la sua carriera. E, infatti, aggiunge: «nell’amore, come nell’arte, la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata». Una frase che è già entrata nei meme sui social. La sua musica, invece, la abbiamo tutti nel cuore.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube