Dl Semplificazioni: le misure approvate

7 Luglio 2020 | Autore:
Dl Semplificazioni: le misure approvate

Accordo sugli appalti, sullo snellimento della burocrazia, sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Restano alcune riserve.

Appalti, innovazione digitale, burocrazia più snella e meno costosa. Sono alcuni dei punti contenuti nel decreto Semplificazioni, approvato nella notte dal Consiglio dei ministri «salvo intese», cioè con qualche margine per perfezionare dei dettagli tecnici.

Il provvedimento prevede che per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, valga la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti. Il decreto introduce la Conferenza di servizi semplificata, con la compressione dei tempi: tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rispondere entro 60 giorni. Inoltre – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – gli enti pubblici dovranno misurare la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per cittadini e imprese, confrontarli con i termini previsti dalla legge e pubblicarli.

Semplificazioni anche per favorire la partecipazione di cittadini e imprese ai procedimenti amministrativi telematici, introducendo il principio generale che le pubbliche amministrazioni devono erogare i propri servizi in digitale e che i cittadini devono poter consultare gli atti in forma digitale.

Burocrazia, quindi più veloce e anche, come si diceva, meno costosa. È previsto, infatti, che, sia per le norme primarie sia per i decreti attuativi, nel caso si introducano nuovi costi regolamentari, si debbano eliminare altri oneri di pari valore, oppure rendere i nuovi costi introdotti fiscalmente detraibili.

Approvato all’interno del decreto l’affidamento diretto nei contratti pubblici per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro. Al fine di incentivare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi, si introduce, «in via transitoria fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Le nuove norme prevedono, tra l’altro, una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro.

Su proposta del premier Giuseppe Conte e del ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, è stato approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. Il testo, sostiene il Governo, «costituisce un intervento organico volto alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, al sostegno all’economia verde e all’attività di impresa».

Si introduce per il periodo 2020-2023, l’Agenda della semplificazione amministrativa, definita secondo le linee di indirizzo condivisa fra, Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali e si prevede la definizione di una modulistica standard in tutto il Paese per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini».

In merito alla cittadinanza digitale e allo sviluppo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, nel Dl Semplificazioni si prevede:

  • l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite Spid, Carta d’identità digitale (Cie) e tramite AppIO su smartphone;
  • il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi;
  • la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini;
  • la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO.

Sono inoltre previste semplificazioni per:

  • il rilascio della carta d’identità elettronica;
  • una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della Pubblica Amministrazione e via Pec degli atti giudiziari;
  • la firma elettronica avanzata;
  • l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici;
  • agevolare le pubbliche amministrazioni negli acquisti informatici, nella formazione digitale dei dipendenti pubblici e nella progettazione dei servizi digitali ai cittadini;
  • l’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le pubbliche amministrazioni.

Per le imprese, si prevedono:

  • la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga;
  • l’aumento dell’importo di erogazione in un’unica soluzione della «Nuova Sabatini» (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno;
  • la semplificazione delle procedure per la cancellazione dal registro delle imprese e per lo scioglimento degli enti cooperativi;
  • il rafforzamento del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici, la semplificazione delle attività del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e quella delle erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura;
  • la possibilità per le società per azioni quotate di prevedere aumenti di capitale in deroga rispetto alla disciplina del codice civile.

Sul fronte della responsabilità degli amministratori pubblici, si prevede, fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni, in modo che i funzionari siano chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive. Inoltre, la fattispecie del dolo viene riferita all’evento dannoso e non alla sola condotta, viene rafforzato il controllo concomitante da parte della Corte dei conti per accelerare le spese di investimento pubblico e viene definito in modo più puntuale il reato di abuso d’ufficio, affinché i funzionari pubblici abbiano certezza su quali sono gli specifici comportamenti puniti dalla legge.

Restano alcune riserve (in particolare, tra i renziani) sulla riforma dell’abuso d’ufficio. Oggi, viene punito chi si procura un vantaggio «violando norme di legge o di regolamento». La nuova versione prevede, invece, che sia punibile «chi violi specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali residuino margini di discrezionalità».

Il Consiglio dei ministri, durato circa sei ore, ha dato anche il disco verde al Programma nazionale di riforme e al ddl di assestamento di bilancio e al rendiconto di Stato.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Spero che quello che ho letto sia realizzabile, per molto tempo non ho più creduto a questo governo.
    Se è vero quanto proposto, sarà di certo un buon miglioramento.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube