Peste bubbonica: torna a far paura

7 Luglio 2020 | Autore:
Peste bubbonica: torna a far paura

Sono vietati la caccia e il consumo di animali selvatici, specialmente le marmotte.  

Chi si sarebbe mai immaginato che nel conto alla rovescia nella notte dell’ultimo dell’anno avremmo fatto i conti con un 2020 tanto insolito? Un anno anomalo, in cui si sono susseguiti una serie di eventi decisamente imprevedibili: l’emergenza incendi in Australia, la pandemia mondiale causata dal Coronavirus, l’arrivo di un asteroide che sembrava sfiorare la Terra, il virus nei suini (leggi Scoperto virus nei maiali: un nuovo rischio per l’uomo) e, adesso, ci mancava il ritorno della peste bubbonica.

Nella regione della Mongolia Interna, è stato accertato un caso di peste bubbonica. Precisamente, nella città di Bayannur, un pastore è risultato positivo. Ora, è in condizioni stabili e in quarantena. Il comitato sanitario della città di Bayannur ha emesso un allarme di terzo livello che vieta la caccia e il consumo di animali selvatici, specialmente delle marmotte.

I funzionari stanno indagando su un secondo caso sospetto che, secondo il Global Times, riguarda un quindicenne. Il ragazzo era venuto in contatto con una marmotta cacciata da un cane.

In genere, la peste bubbonica viene trasmessa dagli animali all’uomo dalle pulci. I sintomi sono: febbre alta, brividi, nausea, debolezza e linfonodi ingrossati su collo, ascella o inguine. Lo scorso anno, già due persone sono morte in Mongolia a causa della peste, contratta dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta.

La patologia, che in passato (secoli fa) ha contato un grande numero di vittime in tutto il mondo, può essere curata, ma è indispensabile tracciare tutti i casi di contagio altrimenti può avere una mortalità elevata.



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