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Conte spiega le nuove semplificazioni

7 Luglio 2020
Conte spiega le nuove semplificazioni

Il nuovo Decreto varato dal Consiglio dei ministri per la ripartenza illustrato oggi dal presidente del Consiglio in conferenza stampa.

«Un trampolino per il rilancio del Paese»: così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa definisce il nuovo Decreto Semplificazioni varato stanotte dal Consiglio dei ministri anche se con la formula “salvo intese” che non esclude ulteriori modifiche e aggiustamenti da parte delle forze politiche di maggioranza.

Il tema principale sono i cantieri e gli appalti, che questo decreto «semplifica, velocizza, sblocca una volta per tutte», assicura il premier. «Agli stati generali dell’economia è arrivato un appello corale a ridurre le burocrazie e far correre il Paese. Noi siamo sempre convinti di questa priorità e l’abbiamo realizzata. Questo decreto è il trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno per uscire dall’emergenza, è necessario per renderlo più agile e competitivo», dice nella conferenza stampa a Palazzo Chigi seguita per noi dall’Adnkronos.

«Oggi il rapporto con la Pa è vissuta dai cittadini come un percorso a ostacoli, una strada tortuosa in cui finiscono per impantanarsi anche i progetti migliori, compresi quelli dei giovani che vogliono lanciare start up e si ritrovano impantanati. Vogliamo migliorare tutto questo, lo facciamo con questo dl che offre una strada a percorrenza veloce. Alziamo il limite di velocità dell’Italia che deve correre, ma al contempo rafforziamo i presidi di legalità, gli autovelox», ha proseguito il premier.

Conte ha anche fornito anticipazioni sulla lista delle 50 grandi opere pubbliche che beneficeranno della procedura accelerata di realizzazione. Nell’elenco compaiono le ferrovie ad alta velocità, la Gronda e la SS 106 Jonica. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha precisato che le opere prioritarie sono 130 e rientrano nel processo di infrastrutturazione del Paese chiamato “Italia Veloce”.

Nel piano ci sono porti e direttrici ferroviarie (come il nodo di Genova e il Terzo Valico di Giovi) e molte strade, come la Pedemontana lombarda, l’ampliamento a 4 corsie della via Salaria, la Roma-Latina, la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania, la Pescara-Roma e Pescara-Bari, la Venezia-Trieste e la via Pontina. Conte, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha invece affermato che riguardo al ponte sullo Stretto di Messina – che non compare nell’elenco delle opere strategiche – «non c’è nessuna novità».

Il presidente del Consiglio punta anche sulla digitalizzazione e ha rimarcato: «Avremo un Paese tutto a portata di clic. Tutto sarà più semplice. Avremo meno scartoffie e un internet più veloce e a portata di tutti».

Ecco i principali punti toccati dal premier Conte per illustrare sinteticamente i contenuti del Dl Semplificazioni:

  • appalti più semplici e veloci: «niente gara d’appalto, ci sarà l’affidamento diretto alle ditte incaricate al di sotto dei 150 mila euro» (l’attuale soglia per questa procedura è di 40mila)
  • funzionari pubblici: «basta paura della firma», bisogna combattere l’inerzia e sbloccare lavori e opere. Così fino al 31 luglio 2021 la responsabilità per danno erariale davanti alla Corte dei Conti sarà limitata solo ai casi di dolo; resterà la responsabilità per colpa, dovuta a omissioni e inerzie e quindi ritardi, come nel caso del funzionario che blocca o rallenta l’esecuzione delle opere.
  • abuso d’ufficio: «non lo aboliamo affatto», ha rimarcato Conte, ma ne circoscriviamo l’applicazione ai soli casi di precisa violazione di legge; lo avevamo anticipato nell’articolo Dl semplificazioni: cambia il reato di abuso d’ufficio.
  • procedimenti amministrativi: si concluderanno con una «sentenza breve» ma le amministrazioni potranno procedere a stipulare contratti anche in presenza di contenzioso, salvo un provvedimento del giudice che espressamente inibisca la stazione appaltante da questo potere.
  • silenzio assenso: le pubbliche amministrazioni che non rispondono in tempo alle istanze di cittadini e imprese, entro 60 giorni, non potranno più intervenire.
  • costi burocratici: i provvedimenti che introducono nuovi oneri devono anche eliminarli, compensandoli con analoghi incentivi o detrazioni.
  • tempi delle pratiche amministrative: dovranno essere predeterminate, in maniera da consentire ai cittadini di controllare se sono stati rispettati o no.
  • autocertificazioni: si potranno ottenere con una semplice app e produrle in via telematica agli uffici pubblici.
  • carta identità digitale (o Spid) renderanno automatico l’accesso dei cittadini ai servizi della Pa.
  • condoni: non ce ne saranno, ma nemmeno saranno consentiti abusi; le valutazioni ambientali saranno più semplici e veloci.

Leggi anche Dl semplificazioni: le misure approvate.



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