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Coronavirus, UE: i rischi nel mercato del lavoro

7 Luglio 2020
Coronavirus, UE: i rischi nel mercato del lavoro

I rischi relativi alle previsioni economiche d’estate per l’Ue e l’Eurozona: Pil Eurozona -8,7% se non ci sarà una seconda ondata.

In Europa, ci sono rischi considerevoli che il mercato del lavoro possa riportare più cicatrici di lungo termine di quanto previsto e che le difficoltà sul fronte della liquidità possano trasformarsi in problemi di solvenza per molte imprese. Lo sottolinea la Commissione Europea, relativamente alle previsioni economiche d’estate, che aggiornano, limitatamente a Pil e inflazione, le stime diffuse il 9 maggio scorso. I rischi relativi alle previsioni economiche d’estate per l’Ue e l’Eurozona “sono eccezionalmente alti e principalmente al ribasso”, precisa la Commissione Europea in una nota diffusa dall’agenzia di stampa Adnkronos.

Tra gli altri rischi al ribasso, la Commissione sottolinea che, se non si riuscisse a siglare un accordo tra Ue Regno Unito sulla relazione futura, ciò si tradurrebbe in una “crescita economica più bassa, in particolare per il Regno Unito”.

La “dimensione” e la “durata” della pandemia di Covid-19 e “possibili future misure di lockdown” restano essenzialmente “sconosciute”, ma le previsioni, che indicano un crollo del Pil dell’8,7% per l’area euro nel 2020, “assumono che le misure di lockdown continueranno ad essere alleggerite e che non ci sarà una seconda ondata di contagi“.

Nel secondo trimestre del 2020, “con un periodo di gran lunga più lungo di lockdown, è previsto che la produzione” nell’Ue “si sia contratta molto di più” che nel primo trimestre. Tuttavia, i primi dati per maggio e giugno “suggeriscono che il peggio potrebbe essere passato. La ripresa dovrebbe prendere spinta nella seconda metà dell’anno, pur rimanendo incompleta e ineguale tra i diversi Stati”, spiega.



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