Agcom: l’effetto della pandemia sulle comunicazioni

7 Luglio 2020 | Autore:
Agcom: l’effetto della pandemia sulle comunicazioni

L’allegato alla Relazione annuale in cui si stima l’impatto dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus sui settori regolati.

Guardando a quello che avrebbe potuto essere l’andamento complessivo del sistema delle comunicazioni nel 2020 in assenza dell’evento congiunturale, l’effetto negativo prodotto dall’epidemia è stimabile tra i 4 e i 6 miliardi. E’ quanto scrive l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) nell’allegato alla Relazione.

Nel complesso, il valore del sistema economico delle comunicazioni nei primi tre mesi del 2020, stimato in 11,6 miliardi di euro di ricavi, risulta inferiore di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo del 2019, con i tre macrosettori di riferimento telecomunicazioni, media e servizi postali che mostrano andamenti pressoché identici.

Il valore complessivo del settore delle comunicazioni alla fine del 2020 potrebbe scendere al di sotto dei 50 miliardi di euro, con una perdita rispetto al 2019 dai 3 ai 5 miliardi, corrispondente a una variazione compresa tra il -6% e il -10%.

L’impatto dell’epidemia sui media non si esaurisce nel primo trimestre con effetti negativi che si riverberano su tutto il 2020: la stima sui ricavi è di una perdita tra il -9% e il-12%. “Sia per le risorse pubblicitarie sia per la vendita di prodotti editoriali (questi ultimi già strutturalmente in perdurante difficoltà) si prevede una severa flessione in tutti i comparti, più accentuata dell’andamento dell’intera economia” si legge nella Relazione.

Il canone per il servizio radiotelevisivo, data la sua natura di imposta, dovrebbe risentire meno pesantemente degli effetti negativi. Viceversa, il segmento Vod della Tv a pagamento, che ha visto anche l’ingresso di Walt Disney con il servizio Disney+, dovrebbe mantenere un andamento crescente (grazie alla crescita soprattutto di piattaforme come Netflix e Amazon) seppur più contenuto di quanto mostrato nel primo trimestre dell’anno.

Nel settore dei media, che nel primo trimestre complessivamente si stima abbia perso oltre 200 milioni se confrontato con lo stesso periodo del 2019, la riduzione dei ricavi ha interessato tutti i comparti, ad eccezione dei contenuti audiovisivi online a pagamento (Vad), che a marzo, primo mese di lockdown, hanno fatto registrare un tasso di crescita considerevole (+42% rispetto a febbraio, +60% rispetto a marzo 2019), superando i 17 milioni di utenti unici.

Nelle telecomunicazioni, nel 2020 la tendenza appare in decisa contrazione anche se inferiore a quella dell’andamento generale dell’economia: è prevista una contrazione tra il 6 e il 10% del settore, a seconda dei diversi scenari macroeconomici. “Questa evoluzione da un lato beneficia della crescente domanda di connettività da parte di imprese e famiglie, dall’altro, sconta il trend del Pil che si scaricherà inevitabilmente sui redditi degli individui e sugli investimenti tecnologici di piccole, medie e grandi aziende” si legge nella Relazione.

A fronte di livelli di copertura territoriale che potenzialmente consentono all’88,9% delle famiglie italiane di accedere a servizi internet con velocità maggiori o ugualia 30 Mbps, solo il 37,2% di esse possiede effettivamente una simile connessione. Lo scrive l’Agcom nella Relazione annuale in cui affronta il tema delle “disuguaglianze digitali”.



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