Sesso sicuro, consigli nell’era del Coronavirus

7 Luglio 2020
Sesso sicuro, consigli nell’era del Coronavirus

Un elenco di raccomandazioni messe a punto dal gruppo di esperti guidati da Massimo Galli, nell’ambito della campagna di Durex «Safe is the new normal».

È possibile contrarre/trasmettere il Coronavirus facendo sesso? Domanda da un milione di dollari. Secondo la Società italiana di contraccezione (Sic) che, qualche tempo fa, ha diffuso un vademecum sul tema, «pare sia molto remota la trasmissione del virus attraverso le secrezioni vaginali o il liquido seminale, infatti soltanto in due studi il virus è stato trovato nei testicoli di un uomo e nel fluido vaginale di una donna».

La via maestra del contagio resta, quindi, il droplet. D’altro canto, gli esperti sconsigliano, ad esempio, di avere rapporti con un positivo, il che è vietato dalle precauzioni anticontagio, dovendo i positivi rispettare la quarantena ed evitare contatti ravvicinati con altri. Va tenuto presente, indipendentemente dal Covid, che la regola della protezione vale sempre. Anche perché non siamo esposti solo alla pandemia: il rischio del sesso non protetto è contrarre altre malattie, come epatite, Hiv, sifilide, ecc.

Più attenzione all’igiene e alla protezione

Per ricordare questi rischi, oggi l’Anlaids, gruppo di esperti medico-scientifici guidato dal professore e infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, ha presentato i suoi dieci consigli per un comportamento sessuale corretto e responsabile. Il tutto nell’ambito della ricerca/campagna di Durex «Safe is the new normal». Se durante il lockdown le occasioni di sesso occasionale si sono inevitabilmente ridotte, anche tra i partner non conviventi, la ricerca di Durex mette in luce l’assenza di consapevolezza sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Su un campione di 500 persone tra i 16 e i 55 anni, più della metà ha detto che prima del Covid solo un italiano su due era solito utilizzare il preservativo come contraccettivo e che il lockdown non ha cambiato le abitudini legate alla propria igiene sessuale. È questo che, per Galli e colleghi, va cambiato. «Il Coronavirus è un “nemico totale” del sesso libero, che ha costretto molti a un lungo periodo di astinenza – osserva l’infettivologo -. La fine del lockdown fa prevedere una robusta ripresa dei rapporti. Ci vuole più accortezza, ricordando che se il 100% della sicurezza per Covid non si può avere, qualcosa di molto vicino al 100% della sicurezza contro le malattie sessualmente trasmissibili può essere raggiunto. Le infezioni sessualmente trasmesse sono un capitolo da molti dimenticato, a partire dalla più temibile: l’infezione da Hiv. Tentando di trasformare una crisi in opportunità, di tradurre un’attenzione destata da Covid per la propria salute in maggior attenzione per la sicurezza propria e altrui, è il momento di tornare a parlare di prevenzione».

Sesso e malattie, i dieci consigli degli infettivologi

Il gruppo medico scientifico che ha redatto i dieci consigli sulle buone pratiche sessuali è formato dal professor Galli, uno dei principali punti di riferimento della comunità scientifica per il suo impegno nella ricerca sull’Hiv e oggi anche sul Covid- 19, la dottoressa Sonia De Balzo, sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’ospedale Cotugno di Napoli, il dottor Alberto Venturini, psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale presso la struttura complessa Malattie infettive ospedale Galliera di Genova e la dottoressa Alessandra Scarabello, dermatologa allo Spallanzani di Roma.

Ecco le loro dieci buone pratiche, in collaborazione con Durex:

  • la sicurezza non ha identità di genere, né orientamento sessuale: ogni anno in Italia ci sono circa tremila nuove infezioni da Hiv e tra il 2004 e il 2017 è aumentato di quasi due volte il numero di persone con un’infezione sessualmente trasmissibile (ist);
  • la sessualità è un bisogno fondamentale: salute sessuale non vuol dire solo evitare le infezioni e le gravidanze indesiderate ma anche diritto di avere esperienze sicure e piacevoli. Focalizzare l’attenzione su aspetti legati al piacere di una sessualità consapevole può aumentare la prevenzione;
  • acquisire consapevolezza sulle pratiche che comportano un rischio di infezioni: rapporti non protetti anali, vaginali e orali;
  • proteggiamoci con il preservativo: garantisce sicurezza e protezione verso tutte le infezioni sessualmente trasmissibili. Attraverso sesso vaginale: Hiv, epatiti virali, sifilide, Gonorrea, Chlamydia, Hpv. Attraverso sesso anale: Hiv, epatiti, condilomi, molluschi contagiosi, sifilide, gonorrea, linfogranuloma venereo (Chlamydia). Attraverso sesso orale: Hiv, sifilide, epatite B, Hpv, Gonorrea, Herpes genitale;
  • utilizziamo il preservativo correttamente: va indossato dall’inizio alla fine del rapporto, va maneggiato stando attenti a non danneggiarlo; va controllata la scadenza riportata su ogni confezione. Teniamolo lontano da fonti di calore (ad esempio, il cruscotto dell’auto in estate o la tasca posteriore dei jeans). Usiamo solo eventuali lubrificanti a base acquosa e siliconica;
  • manteniamo un’accurata igiene intima e personale: è consigliabile lavare le parti intime prima e dopo il sesso ed evitare di condividere sex toys, che vanno lavati con acqua calda e sapone e disinfettati dopo l’uso;
  • contrastiamo gli stereotipi negativi sull’uso del preservativo: sull’uso del preservativo, si sono definiti nel tempo diversi stereotipi negativi. Per esempio: «rovina il momento, il suo uso è competenza maschile, diminuisce il piacere». Per promuovere comportamenti mirati alla salute bisogna contrastare questi stereotipi, focalizzando il ragionamento sui vantaggi dell’utilizzo;
  • sentiamoci protagonisti attivi della nostra sessualità e della prevenzione: l’autoefficacia corrisponde alla consapevolezza di riuscire a dominare specifiche attività, situazioni o aspetti del proprio funzionamento psicologico e sociale. Si può considerare come la percezione che abbiamo di noi stessi di essere in grado di fare qualcosa. Potenziare questa consapevolezza aumenta quindi la probabilità di adottare comportamenti corretti;
  • evitiamo sovrainformazione e fake news: confrontiamoci con persone di fiducia, come i genitori o gli insegnanti, e rivolgiamoci per pareri medici alle figure professionali preposte, informandoci sui siti istituzionali (ministero della Salute, Istituto superiore di sanità), quelli da essi approvati e sui siti delle associazioni di volontariato accreditate;
  • la comunicazione è fondamentale: l’assertività sessuale è la capacità di far conoscere i propri bisogni, mettendo dei limiti se questi non sono rispettati. Un esempio di richiesta assertiva in ambito della sessualità si riferisce al richiedere l’utilizzo del preservativo come condizione necessaria al rapporto, mostrando così esplicitamente la propria volontà di protezione e prevenzione.

Sesso e Coronavirus, le raccomandazioni della Sic

Ricordiamo, inoltre, il vademecum della Società italiana di contraccezione (Sic), fondata nel 2004 da un gruppo di esperti ginecologi allo scopo di fare informazione nel campo della contraccezione, soprattuto nei giovani. Sic ha voluto redigere una serie di raccomandazioni sull’argomento sesso e Coronavirus. Eccole qui:

  • il partner più sicuro è qualcuno con cui si vive o si è convissuto prima dell’isolamento;
  • il bacio può essere via di trasmissione del Covid-19, ma niente paura, secondo la Sic, se la coppia ha rispettato le indicazioni della Fase 1;
  • prestare maggiore attenzione all’igiene intima, prima e dopo i rapporti sessuali;
  • meglio evitare rapporti sessuali o contatti stretti se uno dei due partner è malato o se è risultato positivo al Coronavirus. In questo caso, seguire le norme generali di isolamento domiciliare;
  • è bene comunque evitare rapporti occasionali non protetti. Sebbene la pillola contraccettiva protegga da gravidanze indesiderate e il preservativo da malattie sessualmente trasmissibili, non difendono dal Covid;
  • il rapporto orale/genitale potrebbe diffondere il Covid-19. Esistono in commercio presidi in lattice usualmente utilizzati come barriera tra la bocca e l’ano o la vagina, efficaci per prevenire infezioni orali, vaginali o anali;
  • le coppie a distanza possono provare con il sexting, ossia lo scambio di messaggi con contenuti erotici. Fare, però, molta attenzione al rischio di revenge porn;
  • per qualsiasi dubbio, contattare il proprio medico o specialista.


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