Covid: potrebbe creare nuova forma di diabete

7 Luglio 2020 | Autore:
Covid: potrebbe creare nuova forma di diabete

Un progetto studia il legame tra le due malattie. Il coronavirus non solo può complicare la patologia in corso ma anche provocarla a chi non ce l’ha.

Esiste un rapporto tra Covid-19 e diabete? Il coronavirus può complicare questa patologia nei pazienti che ne soffrono o può addirittura crearne nuove forme? Se ne sta occupando un gruppo di 17 scienziati di fama mondiale. Insieme hanno scritto una lettera pubblicata sul New England Journal of Medicine in cui annunciano la creazione del progetto CoviDiab, tramite il quale viene istituito un registro internazionale per studiare i casi di diabete osservati nei pazienti con Covid-19.

I primi sospetti che il coronavirus possa causare il diabete in una persona sana si sono tramutati in «prove emergenti», come anticipa il co-direttore del progetto CoviDiab, Francesco Rubino, in un’intervista al quotidiano Il Sole 24Ore di questa mattina. Rubino, che è anche professore di chirurgia del diabete e dell’obesità al King’s College di Londra, ritiene che non solo il virus può essere in grado di provocare il diabete in un paziente che non l’ha mai avuto ma che possa anche aggravare le condizioni di chi già ne soffre.

«Il diabete è una delle malattie croniche più diffuse – commenta Rubino al quotidiano di Confindustria – e stiamo purtroppo cominciando a osservare le conseguenze dell’inevitabile scontro tra due pandemie: diabete e Covid-19. Il meccanismo con cui il virus influenza il metabolismo del glucosio non è ancora chiaro e non sappiamo ancora se la manifestazione acuta del diabete in questi pazienti rappresenti un classico diabete di tipo 1 o di tipo 2 o, addirittura, una nuova forma di diabete»

Il progetto mira a valutare le strategie più valide per il trattamento e il monitoraggio dei pazienti diabetici durante e dopo la pandemia, attraverso la raccolta quotidiana di dati nella pratica clinica per esaminare la capacità di secrezione dell’insulina, la resistenza all’insulina e la presenza di anticorpi. «Queste informazioni – continua il professore – ci permetteranno di capire come si sviluppa il diabete durante il Covid-19, la sua storia naturale e la terapia più efficace».

Il lavoro di ricerca da fare è ancora tanto, ma qualche certezza c’è già. Come la relazione tra coronavirus e diabete, emersa dalle osservazioni cliniche disponibili. «Da un lato – svela Rubino – il diabete è associato a un aumentato rischio di mortalità da Covid-19. Il diabete è infatti riportato come malattia pre-esistente nel 20-30% dei pazienti deceduti con coronavirus. Inoltre, nei pazienti con Covid-19 sono stati osservati casi di diabete di nuova insorgenza oppure complicanze metaboliche atipiche del diabete preesistente, comprese alcune potenzialmente letali».

L’esperto precisa che la proteina che permette involontariamente al virus di entrare nel nostro organismo non si trova solo nei polmoni ma «anche in organi e tessuti coinvolti nel metabolismo del glucosio come pancreas, intestino tenue, tessuto adiposo, fegato e rene. Entrando in questi tessuti, il virus può causare multiple e complesse disfunzioni del metabolismo del glucosio». Facile dedurre, quindi, che il coronavirus possa causare delle alterazioni in grado di complicare il quadro del diabete preesistente o di creare addirittura nuovi meccanismi di malattia.



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