Cronaca | News

Lourdes rischia il crac per colpa del Coronavirus

7 Luglio 2020
Lourdes rischia il crac per colpa del Coronavirus

Una stagione persa. La tagliola della pandemia sul turismo religioso. Pochi alberghi aperti e il grido d’aiuto dal santuario: «Così non ce la facciamo».

Non è bastata la ripartenza dei pellegrinaggi a risollevare le sorti di uno dei luoghi simbolo del cristianesimo. Lourdes, qualcosa come sei milioni di visitatori ogni anno e secondo centro turistico di Francia dopo Parigi, rischia seriamente di andare in fallimento. La cittadina francese, nota per le apparizioni della Madonna alla piccola Bernadette Soubirous, la contadina diventata santa, ha chiesto aiuto al governo: il deficit attuale ammonta a otto milioni di euro, cui si aggiungono i 340 milioni di mancati introiti del 2020. Un annus horribilis che mette a rischio la sopravvivenza di uno dei poli religiosi più amati al mondo.

È di oggi l’incontro che doveva servire proprio a decidere quali provvedimenti prendere per salvare la cittadina dal crac. Come spiega Repubblica, si parla di un possibile rifinanziamento a lungo termine del debito pubblico e degli operatori privati, una campagna di marketing per rilanciare il turismo e un pacchetto per aiutare i 2.500 lavoratori stagionali della filiera del santuario. Una città che si regge quasi esclusivamente sui pellegrinaggi e sul business del turismo religioso in generale, ma la congiuntura di questo periodo è pessima e sembra remare fortemente contro la ripresa.

Il perché è presto detto ed è un circolo vizioso: i turisti non arrivano e, per questo, solo 4 dei circa 150 alberghi della cittadina sono aperti, per un totale di due-trecento posti letto su diecimila disponibili in condizioni normali. Se non arrivano i pellegrini non si riapre, ma sarà difficile che arrivino a frotte sapendo che gli hotel sono chiusi. Indipendentemente da questo dato, sappiamo tutti come la pandemia abbia dato un taglio, in generale, al turismo restringendo gli arrivi dall’estero, un po’ perché la maggior parte delle persone preferisce non rischiare, un po’ perché i Paesi più colpiti hanno dovuto limitare gli accessi.

Non era mai accaduto che il santuario di Lourdes chiudesse i battenti, nei suoi oltre centocinquant’anni di storia. Il Coronavirus ha rappresentato una drammatica prima volta. L’unico modo per correre ai ripari è un’iniezione di soldi pubblici e donazioni. Per il 16 luglio – giorno dell’ultima apparizione, nel 1858, a santa Bernadette – è stata organizzata una grande raccolta fondi, nella forma di una giornata di preghiera trasmessa in streaming. Vuole essere il primo pellegrinaggio mondiale digitale, ma soprattutto un modo per accendere i riflettori su uno dei luoghi della cristianità stremati dalla pandemia.



4 Commenti

    1. Più di 6,1 miliardi versati tutti i santi anni da noi italiani allo SdV e mi venite a parlare di: “Un annus horribilis che mette a rischio la sopravvivenza di uno dei poli religiosi più amati al mondo.”
      Ma poco poco il giornalista è un parente del card. Bassetti??
      …e io pago!! diceva il buon Totò

  1. Più di 6,1 miliardi versati tutti i santi anni da noi italiani allo SdV e mi venite a parlare di: “Un annus horribilis che mette a rischio la sopravvivenza di uno dei poli religiosi più amati al mondo.”
    Ma poco poco il giornalista è un parente del card. Bassetti??
    …e io pago!! diceva il buon Totò

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