Cosa rischio se non faccio colazione o mangio tardi

7 Luglio 2020
Cosa rischio se non faccio colazione o mangio tardi

Sembra un dettaglio e, invece,  fa tutta la differenza del mondo. Secondo l’American Heart Association, chi salta il primo pasto della giornata, subito dopo il risveglio, ha molte più probabilità di avere problemi al cuore. Vediamo perché. 

Non fare colazione equivale ad avere il 27% di probabilità in più, rispetto alla media, di avere problemi cardiaci: lo sostiene l’American Heart Association nel suo ultimo rapporto, intitolato Circulation. Un dato che fa comprendere come non sia sufficiente mangiare cibi sani e nelle giuste quantità, dimostrando peraltro che saltare i pasti è una pessima abitudine che mette a rischio la salute.

Ce lo ricorda una nota dell’Adnkronos; l’agenzia di stampa, da sempre attenta all’argomento salute, ha intervistato Silvio Danese, del Centro per le Malattie infiammatorie croniche dell’intestino dell’Irccs Humanitas di Rozzano, secondo il quale un’accortezza fondamentale è cercare di avere un’alimentazione equilibrata, anche negli orari. Non è un parere isolato: un recente studio dell’International journal of obesity afferma che avere un’alimentazione sregolata durante il giorno, quindi magiare quando capita, soprattutto tardi, senza fare attenzione agli orari, aumenta il rischio di diabete, ipertensione e obesità, oltre a quello di far ingrassare.

«Distribuire in modo errato l’apporto calorico lungo la giornata influisce negativamente sulla salute – afferma Danese – perché ci sfasa rispetto ai tempi dettati dal nostro orologio biologico interno. In questi casi, il metabolismo può subire alterazioni e portare, per esempio, all’aumento di peso. Inoltre si rischia di avere maggiori disturbi digestivi, come reflusso e dispepsia».

Quanto alla colazione, come ripetono sempre gli esperti, «è il pasto più importante della giornata. Mai saltarla – avverte Danese – perché il cervello rallenta se non riceve glucosio per oltre 16 ore». Nonostante questo, gli esperti chiariscono che se proprio appena svegli non si ha fame o tempo per dedicarsi a una buona colazione, ci si può limitare almeno a un biscotto e un caffè, purché entro metà mattina si completi l’apporto di calorie necessarie al nostro corpo come benzina, che sempre secondo gli esperti è pari al 25% di apporto calorico giornaliero.

Quanto agli orari dei pasti, secondo una ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston negli Stati Uniti e dell’Università della Murcia in Spagna chi pranza ad esempio dopo le 15 del pomeriggio, posticipando di conseguenza anche l’orario della cena, spesso vedrà aumentare peso e girovita. Durante la ricerca che ha coinvolto 420 volontari tenuti a regime alimentare controllato per venti settimane, chi ha anticipato il pasto ha perso in media 11 chili, cioè 2,5 in più dei ritardatari.

Ma quanto tempo far trascorrere tra un pasto e l’altro? «La digestione si completa in un paio d’ore; non c’è un tempo consigliato – spiega Danese – ma sarebbe bene non digiunare per oltre quattro ore. Meglio mangiare poco e spesso». Mentre frutta e verdura non dovrebbero mai mancare nella dieta e possono essere consumati senza grandi problemi, secondo il gastroenterologo «la distribuzione dell’apporto calorico durante il giorno dovrebbe propendere per un consumo di carboidrati decrescente nel corso della giornata». Dunque resta valido il vecchio adagio: «Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero».



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