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Come entrare nella Polizia locale

8 Luglio 2020 | Autore:
Come entrare nella Polizia locale

Quali sono i compiti assegnati agli agenti ed in che cosa consiste il concorso. Le materie richieste alle prove scritte e orali.

Hai uno spiccato senso del dovere e ti piacerebbe scegliere un lavoro che ti consenta di rendere un servizio utile alla tua comunità. Le strade che potresti imboccare sarebbero tante. Tra queste, quella di diventare un agente della Polizia municipale. Ma come entrare nella Polizia locale? Che tipo di selezione viene fatta e da chi?

Va fatta una premessa, che può sembrare un atto di pignoleria ma che, per correttezza, va sottolineata. Oggi, l’espressione «vigile urbano» non è più esatta. È vero che buona parte della popolazione usa dire ancora «bisogna chiamare i vigili», ma in teoria non bisogna più dire così. La dicitura esatta è «agente di polizia municipale» o «di polizia locale».

I compiti di questi agenti sono aumentati negli ultimi anni. Chi pensa che si dedichino soltanto a controllare la viabilità, a dirigere il traffico o a fare delle multe per divieto di sosta si sbaglia: oggi, l’agente di Polizia locale viene impiegato anche in altre mansioni, come la pubblica sicurezza, la tutela dell’ambiente e del territorio, il controllo delle attività commerciali o la sensibilizzazione all’educazione stradale. Un lavoro, dunque, molto più ampio rispetto quello svolto in passato. Nulla a che fare con l’icona del 1960 rappresentata da Alberto Sordi nel film Il vigile. Anche perché, appunto, «il vigile» è diventato a tutti gli effetti un agente di polizia. Con competenze ridotte rispetto a chi opera nella Polizia di Stato, certo. Ma pur sempre un agente è.

Vediamo, allora, come entrare nella Polizia locale e di che cosa si occupa questa figura, essenziale per la sicurezza dei cittadini.

Polizia locale: che cosa fa?

La differenza principale tra un agente di polizia locale ed uno che appartiene ad altre forze di polizia sta nel territorio di competenza. La Polizia municipale svolge la sua attività in una zona più ristretta, che comprende uno o più Comuni.

I compiti, come si diceva, non si limitano al controllo del traffico e alle contravvenzioni ma riguardano altri settori.

Controllo del traffico e multe stradali

È, come si diceva, l’attività che a tutti viene subito in mente quando si pensa alla Polizia locale: il controllo del traffico della città, sia nei punti nevralgici sia in altri luoghi più delicati, come l’ingresso delle scuole e di alcuni uffici pubblici.

Si aggiungono la prevenzione e la sanzione delle violazioni del Codice della strada: le famose multe per divieto di sosta, le rilevazioni della velocità nelle zone di competenza, ecc. E ancora, l’assistenza ed il supporto alla rimozione di veicoli che intralciano la circolazione, così come a determinate occasioni o funzioni speciali, come una festa cittadina, una gara sportiva o una processione che necessitino del controllo viabilistico della Polizia.

Incidenti stradali

La Polizia locale si occupa anche della prevenzione degli incidenti stradali ed interviene laddove si verifica un sinistro nel territorio comunale, facendo tutte le rilevazioni utili per stabilire la dinamica e le responsabilità dell’incidente e regolando il traffico quando la circolazione è ostacolata dai veicoli coinvolti.

Attività di pubblica sicurezza

Gli agenzi di Polizia locale possono essere coinvolti anche nelle attività necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della proprietà, insieme al resto delle forze dell’ordine. In base a specifici accordi tra i Comuni e le prefetture, offrono un supporto per mantenere l’ordine pubblico.

Inoltre, possono anche svolgere i compiti di Polizia giudiziaria previsti nel Codice di procedura penale. Nello specifico, «prendere notizia dei reati, impedire che tali fatti vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quanto altro possa servire all’applicazione della legge penale» [1].

Attività di polizia commerciale

Un ulteriore compito che può essere affidato alla Polizia locale è quello della vigilanza e del controllo degli esercizi commerciali. In pratica, gli agenti vengono chiamati a prevenire e a reprimere gli abusi ai danni dei consumatori, a verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle disposizioni in materia di prezzi.

Controllo e tutela dell’ambiente e del territorio

Gli agenti di Polizia locale garantiscono anche il rispetto di tutte le norme e le ordinanze emanate dai Comuni, comprese quelle in campo edilizio e ambientale.

Altre attività

La Polizia municipale, infine, può essere chiamata ad intervenire per:

  • affiancare la Protezione civile nella gestione delle emergenze in caso di eventi calamitosi come terremoti, alluvioni, crolli o frane, ecc.;
  • essere di supporto nei seggi elettorali;
  • controllare la segnaletica stradale;
  • accompagnare i soggetti sottoposto a trattamento sanitario;
  • elaborazione e gestione dei progetti di educazione stradale nelle scuole.

Polizia locale: come si entra

Per entrare nella Polizia locale è necessario superare un concorso pubblico che viene indetto dal Comune attraverso un bando.

I requisiti

Per partecipare al concorso per entrare nella Polizia locale occorre avere questi requisiti:

  • essere cittadino italiano;
  • avere un’età compresa tra 18 e 40 anni;
  • godere dei diritti civili e politici;
  • non avere alle spalle delle condanne penali;
  • avere i requisiti fisici e psichici idonei al porto d’armi;
  • avere la patente B.

In alcune grandi città, particolarmente frequentate da turisti, potrebbe essere richiesta la conoscenza della lingua inglese, oltre che il possesso della patente A per la guida di motociclette.

Inoltre, con una laurea in tasca (possibilmente in Economia e Commercio, in Scienze Politiche o in Giurisprudenza) si può optare al ruolo di comandante.

Il concorso

Come accennato, il concorso per entrare nella Polizia locale viene bandito dal Comune. Questo vuol dire che ciascun ente locale detterà le sue regole, a seconda delle esigenze del territorio. Può succedere, ad esempio, che un concorso venga bandito da più Comuni consorziati e che, quindi, l’aspirante agente di Polizia municipale debba essere impegnato in un territorio che non si limita a quello di un singolo Comune.

Ad ogni modo, e in linea di massima, il concorso consiste in una prova preselettiva (se ritenuta necessaria), in una prova scritta e in una orale. La prova preselettiva (con domande a risposta multipla di cultura generale o su materie giuridiche) potrebbe servire a fare una prima «scrematura», nel caso il numero dei candidati fosse troppo elevato rispetto ai posti a disposizione.

La prova si intende superata quando si ottiene un punteggio minimo di 21/30. Ma ci sono delle variabili che possono condizionare la graduatoria finale, come i titoli di studio o qualche esperienza precedente in ruoli simili.

Le materie giuridiche la fanno da padrone nella prova scritta, con la modalità della risposta multipla oppure con la richiesta di svolgere un tema, a seconda del Comune. Normalmente, è anche prevista la simulazione di un verbale di accertamento che riporti il destinatario del verbale, la norma violata e l’illecito riscontrato.

La prova orale, oltre a queste materie, contiene anche delle domande sulla conoscenza dello Statuto comunale.


note

[1] Art. 55 cod. proc. pen.


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