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Iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti solo se il direttore della testata è professionista o pubblicista

4 Novembre 2013
Iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti solo se il direttore della testata è professionista o pubblicista

Per le riviste di carattere tecnico, professionale o scientifico il direttore può essere iscritto in un albo apposito.

Un tema assai caro ai tanti freelance della rete quello recentemente toccato da una sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, non basta registrare in tribunale la testata giornalistica affinché chi vi scrive stabilmente possa ottenere l’iscrizione nell’elenco dei giornalisti pubblicisti. È anche necessario che il direttore del giornale sia un soggetto iscritto all’albo dei giornalisti professionisti o pubblicisti.

Con la proliferazione di “giornali online”, portali, blog e siti di informazione, molti sono i collaboratori esterni che, a titolo sporadico, offrono la loro penna (o meglio, “tastiera”) in cambio di pochi euro a cartella. In alcuni casi, la speranza – un po’ più ambiziosa – è quella di ottenere la possibilità di conseguire il titolo di giornalisti pubblicisti.

La presenza della testata giornalistica solo sul web e non sulla carta tradizionale non impedisce tale traguardo. Infatti, per iscriversi all’Albo come giornalista pubblicista occorre documentare lo svolgimento di un’attività giornalistica continuativa e retribuita da almeno due anni presso una testata, indipendentemente dal tipo di pubblicazione (web, radiotelevisiva o carta stampata). È necessario, inoltre, che si tratti di una testata regolarmente registrata e diretta da un iscritto all’Albo dei giornalisti in grado di certificare l’attività svolta.

La collaborazione può avvenire anche presso più testate.

La Cassazione poi precisa che le riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico non hanno carattere puramente giornalistico e la loro direzione può essere affidata a un soggetto che non esercita l’attività giornalistica. Per esse, infatti, la legge ha istituito un elenco speciale di coloro che assumono la qualifica di direttore responsabile.

Ebbene, siccome per il conseguimento del titolo di giornalista pubblicista è necessario – come detto – che il direttore della testata sia anche, a sua volta, un giornalista professionista o pubblicista, la collaborazione con una rivista a carattere tecnico, professionale o scientifico potrebbe sortire questo spiacevole effetto: che dopo anni di attività, l’aspirante giornalista si veda respinta la domanda di iscrizione all’albo dei pubblicisti.

Per verificare l’iscrizione di una persona all’Albo dei giornalisti ci si può rivolgere all’Ordine regionale dei giornalisti (per l’elenco e gli indirizzi degli Ordini vedere il sito www.odg.it).


note

[1] Cass. sent. n. 23580 del 17.10.2013.


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