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Se l’ex non versa il mantenimento e non ha redditi da pignorare

14 Novembre 2013
Se l’ex non versa il mantenimento e non ha redditi da pignorare

Con la sentenza di separazione, mi è stata riconosciuta una somma mensile a titolo di mantenimento che il mio ex non ha mai pagato; è stato vano ogni tentativo di pignoramento dello stipendio o del conto, inoltre non appaiono beni a lui intestati. Sono a conoscenza che il mio ex lavora all’estero. Come posso tutelarmi visto che non ho redditi e non posso mantenermi?

Certamente, la cosa più importante da fare, in questi casi è azionare la tutela penale. Essa, generalmente, costituisce un forte stimolo all’ottemperamento dei doveri familiari nei confronti del soggetto inadempiente, proprio per via delle ripercussioni personali che un eventuale procedimento penale ha sul condannato (sin già dalla fase del procedimento).

A tal proposito, il soggetto beneficiario del mantenimento potrà andare presso la Stazione dei Carabinieri o presso la Procura delle Repubblica, situata all’interno del Tribunale, e querelare l’ex del reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

Detto reato, infatti, scatta – tra le altre ipotesi – in caso di mancato versamento dei “mezzi di sussistenza” ai familiari che si trovino in stato di bisogno.

Perché il reato in questione possa ritenersi sussistente sono necessarie due condizioni:

 

1 – che al soggetto beneficiario del mantenimento siano venuti a mancare i cosiddetti “mezzi di sussistenza”, ossia quanto necessario per soddisfare le proprie esigenze primarie di vita (abitazione, cibo, vestiario, ecc.).

L’avente diritto, dunque, deve versare in uno stato di bisogno. Ciò avviene, per esempio, quando quest’ultimo è privo di lavoro, di un proprio reddito e, ancora, di un’abitazione dove vivere. Diversamente, il mancato versamento del mantenimento nei confronti di una persona che, da sola, riesce a tenere un sufficiente tenore di vita non fa scattare il reato;

2 – il soggetto obbligato al mantenimento deve aver tenuto un comportamento volontario (cosiddetto “doloso”): egli, cioè, deve aver voluto, in modo cosciente, far mancare i mezzi di sussistenza al proprio familiare.

Qualora invece l’imputato si difenda dichiarando di non aver alcun reddito, il giudice dovrà verificare se lo stato di indigenza dell’imputato sia reale o anche solo “fittizio”, al solo scopo di sottrarsi all’obbligo del mantenimento. Nel qual caso, le indagini tributarie riveleranno l’eventuale presenza di redditi occultati (come, per esempio, la sussistenza di un rapporto di lavoro all’estero).

Nel corso del giudizio penale, l’avente diritto al mantenimento potrà costituirsi parte civile per ottenere la condanna al risarcimento del danno.

Da un punto di vista civilistico – e, in particolare, nell’ambito dell’esecuzione forzata -, l’interessato potrà ancora richiedere all’Ufficiale giudiziario di interrogare l’anagrafe tributaria o altre banche dati pubbliche per individuare eventuali beni pignorabili o l’esistenza di redditi che non noti (come, nel caso di specie, di soggetto che lavora all’estero e percepisce, comunque, un regolare reddito).

Si tratta, in genere, di informazioni molto utili che possono far risalire ad eventuali beni da pignorare. Sarà, a tal fine, necessario promuovere un nuovo pignoramento proprio per poter chiedere, all’ufficiale giudiziario, all’esito del pignoramento stesso, di interrogare l’anagrafe tributaria.

Per poter chiedere all’ufficiale giudiziario l’interrogazione dell’anagrafe tributaria sarà necessario mostrare:

1) Istanza del creditore contenente le generalità complete degli esecutati;

2) Esibizione del titolo esecutivo (la sentenza, nel Suo caso);

3) Verbali di pignoramento negativi, insufficienti per garantire il creditore procedente o che siano divenuti insufficienti a seguito di intervento dì altri creditori.

Da un punto di vista operativo, per quanto concerne la ricerca delle informazioni patrimoniali, l’ufficiale giudiziario può procedere a interpello diretto, nell’ambito del circondario di appartenenza, con accesso presso i gestori dell’Anagrafe Tributaria e di altre banche dati pubbliche, nonché può farne richiesta scritta a mezzo del servizio postale.

Per quanto concerne l’individuazione delle “altre banche dati pubbliche“, la legge ha evitato dì inserire un elenco tassativo delle stesse, ma ha utilizzato una formula generica, in grado di comprendere qualsiasi banca dati. Dunque, per “banche dati pubbliche” deve intendersi qualsiasi banca dati formata e detenuta o gestita dalle pubbliche amministrazioni: non solo le banche dati liberamente e direttamente accessibili dal pubblico, ma anche quelle accessibili da parte di altre pubbliche amministrazioni.


All’Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti di Nuoro

Richiesta Indagini Patrimoniali presso Anagrafe Tributaria ex articolo 492, 6° comma del Codice di Procedura Civile finalizzata alla ricerca di cose o crediti da pignorare in danno del debitore.

CREDITORE PROCEDENTE:

Signor  __________________________________

Nato a  ______________________  il ____________________ residente in  _____________________ via ____________________ Codice fiscale: ______________________

Elettivamente domiciliato in ______________________  presso lo studio legale dell’Avvocato ____________

DEBITORE:

Signor  ______________________________

Nato a  ______________________ il ____________________ residente in  _____________________ via ____________________ Codice fiscale: ______________________

PROCEDURA ESECUTIVA

Titolo Esecutivo costituito da _______________________

Ultimo precetto notificato in data _____________________

Somma precettata €. ___________________

Esito dell’accesso eseguito in data _______________

dall’Ufficiale Giudiziario ________________

per eseguire il pignoramento: _______________________

Esito della dichiarazione patrimoniale del debitore o i motivi per cui non è stata effettuata:

___________________________

Io sottoscritto Avvocato _________________________

Premesso che dai risultati fin qui raggiunti nella procedura esecutiva sopra indicata, non hanno portato alla soddisfazione del creditore procedente; ai sensi dell’articolo 492, del Codice di Procedura Civile, sesto comma,

CHIEDE

all’Ufficiale Giudiziario un accesso presso i soggetti dell’anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche, affinché siano forniti elementi utili riguardanti la situazione patrimoniale del debitore, finalizzati all’individuazione di ulteriori beni e crediti utilmente pignorabili ai sensi di legge.

A tal fine si trascrivono denominazione e recapiti dei gestori delle banche dati pubbliche presso cui si richiede l’intervento di Codesto Ufficio :

a. ____________________________________

b. ____________________________________

c. ____________________________________

Allegati:

Titolo esecutivo;
Precetto;
Verbale di pignoramento.

Luogo, ________________                                                                                    Avvocato

___________________


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2 Commenti

  1. Però, non sarebbe meglio andare a lavorare onestamente invece di far partire denunce per vivere di mantenimenti?

  2. se tu me lo trovi con invalidità all’80% io ci vado! Anche perchè ho lavorato e non ho paura farlo anche ora!!!!!ho 50 anni ……….e non mi sono mai pianta addosso anzi!!!!…Solo che oltre essere stata fregata dopo 28 anni di matrimonio con il mancato mantenimento mi sento anche presa ulteriormente in giro.Lui ha la donna di “SERVIZIO” ma non ha soldi per il valore di 550E da dare a me!!!!

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