Così il coronavirus ci ha resi più poveri

8 Luglio 2020 | Autore:
Così il coronavirus ci ha resi più poveri

Uno studio di Bankitalia mette in evidenza il calo dei redditi e le difficoltà degli italiani a pagare i debiti. Uno su tre ha rinunciato anche alle ferie.

Un effetto devastante sulle nostre tasche. Così definisce la Banca d’Italia le conseguenze del coronavirus sul reddito degli italiani. Bankitalia ha effettuato uno studio straordinario tra i mesi di aprile e maggio sulla situazione economica e sulle aspettative dei risparmiatori durante la crisi. Il risultato è di un colore grigio tendente al nero. Non solo i redditi sono diminuiti notevolmente, ma – rileva il dossier – «più di un terzo degli individui dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di tre mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19».

Una percentuale che sale fino al 50% se si parla di chi non ha un lavoro o di chi ce l’ha ma a tempo determinato. Poco meno del 20% degli autonomi e dei dipendenti precari non solo vede i propri risparmi agli sgoccioli, ma ha dimezzato il proprio reddito familiare nei primi due mesi dell’emergenza.

Le prospettive sono tutt’altro che incoraggianti. Circa il 50% degli italiani si attende una diminuzione del reddito familiare da qui a un anno. Una visione che preoccupa in modo particolare i lavoratori già in difficoltà prima della pandemia ad arrivare alla fine del mese. Quasi il 40%, soprattutto nel Centro e nel Sud, ammette di avere seri problemi a pagare la rata del mutuo. Di questi, appena un terzo ha deciso di ricorrere alla moratoria del finanziamento. Inoltre, un terzo della popolazione fa fatica a rispettare il finanziamento per il credito al consumo. La stessa percentuale ha rinunciato alle ferie: il bonus vacanze non basta a permettere qualche giorno al mare o in montagna.

Questa situazione si colloca in un contesto negativo già di per sé, come evidenziato dall’Ocse: la disoccupazione a fine anno in Italia arriverà al 12,4% contro una media del 9,4% nell’area dei Paesi che fanno parte dell’Organizzazione. Vengono così cancellati – commenta l’Ocse – «quattro anni di lenti miglioramenti. Se la pandemia sarà tenuta sotto controllo la disoccupazione dovrebbe, poi, scendere gradualmente all’11% entro la fine del 2021, comunque ben al di sopra del livello pre-crisi».

Colpa, secondo l’Ocse, «del mancato rinnovo di molti contratti a tempo determinato e del congelamento delle assunzioni».

Se a ciò si aggiungono le previsioni della Commissione europea che parlano di un crollo del Pil nel nostro Paese dell’11,2% nell’anno in corso, non ci resta che stringere i denti e sperare in tempi migliori.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube