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Si può divorziare dal partner per mancanza di passione?

8 Luglio 2020
Si può divorziare dal partner per mancanza di passione?

Separazione e divorzio con addebito solo se l’astensione dai rapporti sessuali è continua e senza giusta causa. 

Se è vero che il matrimonio può essere annullato quando non viene “consumato”, i rapporti sessuali non devono limitarsi alla sola “prima notte di nozze”.

Certo, fare l’amore non è un obbligo: i coniugi possono astenersi dal concedersi momenti di intimità se entrambi lo vogliono. Ma che succede se ciò dipende dalla volontà di uno solo? La scusa del mal di testa o del mal di schiena non può reggere in eterno. Ed allora, fermo restando che non si può obbligare neanche il proprio coniuge ad avere rapporti sessuali, poiché diversamente si configurerebbe il reato di violenza sessuale, è normale comunque chiedersi se si può divorziare dal partner per mancanza di passione. E con “passione” intendiamo non solo la completa astensione dal rapporto ma anche una presenza statica. Cosa dice la legge a riguardo? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Matrimonio e rapporti sessuali

Il Codice civile elenca i doveri dei coniugi, ma tra questi non è indicato, in modo espresso, quello di fare sesso. Tuttavia, la giurisprudenza lo ha ritenuto incluso nel dovere di reciproca assistenza morale. Così qualificato, esso rientrerebbe quindi, a pieno titolo, tra i diritti dei coniugi. Un diritto però che non può essere imposto perché, dall’altro lato, resta sempre la libertà di autodeterminazione che, specie se ha ad oggetto una prestazione fisica, non può essere oggetto di coercizione. Risultato: non si può imporre alla moglie o al marito di fare l’amore. Neanche se l’imposizione è posta sotto forma di ricatto psicologico («Se non lo facciamo, vado con un altro uomo», «Se non stai con me, potrei trovare interesse in altre donne», «Se non facciamo l’amore ti lascio», ecc.). Diversamente, si verrebbe incriminati per violenza sessuale, reato che ben può sussistere anche tra moglie e marito.

Ed allora, che fare se il coniuge si sottrae alle “coccole”? La strada per chi non intende sopportare questa assenza è una sola: la separazione. Anzi, la separazione con addebito. Il tutto, ovviamente, tramite l’intervento del tribunale. 

Ma ciò solo se l’astensione dai rapporti sessuali è totale, continua e priva di giusta causa. 

In buona sostanza, si può interrompere il matrimonio imputando la colpa della cessazione della convivenza al coniuge apatico. Ciò significa che quest’ultimo non avrà diritto all’assegno di mantenimento, neanche se dovesse essere disoccupato, né potrà rivendicare diritti successori nel caso di morte prematura dell’ex. A parte questo, però, nessun’altra conseguenza è prevista per chi non vuol fare l’amore. 

Violenza sessuale tra coniugi: è possibile?

Non meravigli il fatto che, secondo la giurisprudenza, anche tra coniugi è possibile che si configuri il reato di violenza sessuale. 

Come abbiamo detto sopra, per configurare tale illecito penale non è necessaria la coercizione fisica, ben potendosi verificare anche in presenza di minacce psicologiche, ritorsioni e via dicendo. 

Come chiarito a più riprese dalla Cassazione, il reato di violenza sessuale è configurabile anche se la moglie accetta rapporti sessuali col marito perché rassegnata a non reagire a causa di violenze e minacce. Il mancato esplicito dissenso, infatti, non elimina il reato, in quanto in tale ipotesi la donna subisce comunque violenze fisiche o psicologiche che ne riducono l’autodeterminazione.

È stato anche scritto che «la violenza sessuale può realizzarsi a prescindere dal rapporto di coniugio sussistente con la vittima: si deve cioè escludere categoricamente l’esistenza di un diritto del marito a soddisfare le proprie pretese sessuali nei confronti della moglie. In particolare, la pretesa di un rapporto sessuale, avanzata dopo aver posto la vittima in una condizione di paura e vessazione, desumendo il consenso all’atto sessuale dalla mancanza di reazioni da parte della vittima, è condotta integrante di per sé la consapevolezza del dissenso della partner. Ciò è accaduto nel caso di specie, in cui l’imputato, minacciando la propria coniuge di portarle via i figli qualora si fosse rifiutata di avere rapporti sessuali con lo stesso, in più occasioni costringeva la donna ad avere rapporti sessuali completi contro la sua volontà».

Se così dovessero stare le cose, allora le sorti nell’eventuale giudizio di separazione o divorzio si invertirebbero e, a chiedere l’addebito, sarà il coniuge violentato.

Si può divorziare dal partner per mancanza di passione? 

Una cosa però è la totale astinenza dai rapporti sessuali, un’altra l’assenza di passione. La giurisprudenza, nel richiedere un comportamento attivo nei rapporti di coppia (a pena – solo – dell’addebito), non pretende che tale comportamento debba rivestire determinati connotati o un grado minimo di coinvolgimento emotivo. Il che significa che un partner statico non può essere accusato di nulla. Non si può quindi domandare la separazione e il divorzio con addebito – ossia con imputazione di responsabilità – nei confronti di chi non è passionale. Ma lo si può comunque chiedere senza addebito. Il fatto di non essere più innamorati del marito o della moglie – a prescindere dalle ragioni, che possono risiedere nei suoi comportamenti a letto che fuori – non è considerabile una colpa. Sicché, il coniuge che non prova alcuna soddisfazione a causa dell’atteggiamento passivo e statico dell’altro può ugualmente rivolgersi al giudice, senza peraltro dover motivare la sua intenzione di far cessare il matrimonio. 

In buona sostanza, è possibile divorziare per mancanza di passionalità, fermo restando però che se il coniuge dal quale si chiede la separazione dovesse avere un reddito più basso, bisognerà comunque versargli l’assegno di mantenimento. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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11 Commenti

  1. Ci sono coppie che vanno avanti per inerzia. Coppie in cui si vede lontano un miglio che stanno insieme solo per evitare tutti gli impicci collegati a separazione e divorzio. Coppie che in ogni caso fanno i fatti loro, pur restando sotto lo stesso tetto. Che senso ha? In un certo senso, così limiti la tua libertà e resti legato ad una persona solo per convenienza. è il caso della moglie che non lavora e non vuole lasciare il marito che guadagna tanto e sta con l’idraulico, mentre il marito è al lavoro. Pur innamorata dell’idraulico, non vuole lasciarlo per non perdere tutti i vantaggi di una vita agiata. Dall’altro lato, il marito ha iniziato a guardarsi intorno. Insomma, per me è lo schifo.

  2. Si, io dopo diverso tempo ho deciso di lasciare mia moglie. Era diventata insopportabile ed io sinceramente mi ero stancato di “elemosinare” attenzioni sessuali che lei non aveva più… Era diventata apatica, sempre distratta. Disinteressata verso tutto. Siamo andati da un terapista di coppia e per qualche tempo sembrava essere tornata quella di prima, ma poi di nuovo periodo buio. Io non volevo più vivere quelle sensazioni di rifiuto costante anche perché è umiliante e allora le ho detto che avremmo dovuto chiudere questo matrimonio e ricominciare una vita e andare ognuno per la sua strada

  3. Quanto è brutto vivere con una persona e accorgersi che non si prova più nulla. Non c’è più attrazione, non c’è più quella voglia di ritagliarsi anche un piccolo momento da dedicare alla coppia e si preferisce uscire con gli amici, dedicarsi ad altro, pur di condividere del tempo con il proprio partner. Quando è così, bisogna darsi e dare la possibilità di amare di nuovo, amare ancora e concedersi l’opportunità di essere ancora felici…

  4. Mal di testa? Mal di schiena? Ma siamo impazziti? Ma non esistono scuse se tu vuoi stare con una persona. Non esistono dolori che possano impedirti di scambiarti anche qualche coccola. Se è così o sei tu frigida oppure è proprio finita. Non inventiamoci giustificazioni inutili. Anche con una distorsione e con un piede dolorante, riesci a stare insieme al tuo lui o alla tua lei se davvero ci sono l’amore e la passione.

  5. Quando la fiamma si è spenta, puoi provare e riprovare a riaccendere il fuoco ma ormai la legna è già bruciata e non c’è fiammifero che possa essere utile per far divampare la passione. A volte, è una delusione, a volte si tratta di tante piccole cose messe insieme, altre volte si tratta di un fuoco di paglia, altre volte ancora hai perso la testa per un’altra persona. In ogni caso, se dopo vari tentativi vedi che non va, la cosa migliore è prenderne atto e voltare pagina.

  6. Il problema è quando ci sono figli in mezzo e magari pensi che no vuoi negare a tuo figlio la gioia di vivere e di crescere in una famiglia felice, anche se mamma e papà non si amano più come prima… E quindi le tue priorità diventano altre e cerchi di ingoiare il rospo e farti andare bene la situazione con la speranza che prima o poi le cose miglioreranno. Ma poi passano gli anni e le cose non migliorano così ti ritrovi infelice e riversi il tuo malessere sulla famiglia che inevitabilmente, o per un motivo o per un altro si sgretola…

  7. Tutti abbiamo il diritto di vivere un amore folle, travolgente e passionale. Perché dover rinunciare alla propria felicità e restare legati a qualcuno che non ci vede più con gli occhi di prima, che non prova più alcun desiderio nei nostri confronti, che non ci fa sentire amati? Ecco, io ho lasciato mia moglie perché non era possibile che ogni sera era stanca e stremata solo perché faceva le faccende di casa e viveva una vita da regina ed io che mi ammazzavo, tornavo da lavoro e lei non si degnava di fare neppure un massaggio alla schiena, perché altrimenti la manicure si rovinava… E su, via…

  8. Se sei fortunato ad accorgerti che la situazione peggiora ancor prima di arrivare al matrimonio, ti sei salvato. Mi è capitato poco prima di arrivare alle nozze… Ok, capisco che i preparativi possono essere stressanti e sei nervosa, ma diamine, se ci sposiamo è perché vogliamo vivere una vita insieme e se prima di sposarci mi diventi fredda e scostante… meglio non sposarsi proprio perché non voglio restare intrappolato in un matrimonio in cui mi si prospetta una vita di stress continuo e di “lasciami stare che sono nervosa”, “non è il momento”, “ma pensi solo a quello?”…Ma di cosa stiamo parlando? No, grazie…

  9. Io e mia moglie ci siamo lasciati dopo qualche mese di matrimonio… Assurdo vero? Abbiamo aspettato tanto quel momento, dopo 10 anni di fidanzamento… E poi, abbiamo iniziato a convivere..Uno si aspetta che convivendo, hai più tempo per la coppia, hai più tempo da dedicare all’intimità…NADA! I primi tempi, era allegra, gioiosa per via del matrimonio. Poi, dopo pochi mesi, iniziava a inventare scuse assurde. Non riuscivo a capire cosa fosse successo. IO ho mille pensieri per il lavoro, ma mi aspetto che una volta a casa, tu sia felice di vedermi come lo sono io. Invece, lei a telefonare alle amiche, alla mamma, alle sorelle. Era un centralino. Si era trasformata in una moglie pesante e petulante… Ogni forma di entusiasmo dopo un po’ era svanita. Io pensavo fosse depressa, allora le ho chiesto di andare da un professionista.. Lei non accettava i miei commenti e si era rinchiusa in se stessa. Sembrava comunque appagata così, senza fare sesso. Ma è possibile una cosa del genere?

  10. Dopo tanti anni di matrimonio, io e mio marito ci siamo allontanati. Evidentemente, era finita da un bel po’ di tempo… c’era un uomo che mi corteggiava da tempo in chat. Ci siamo visti e, lo ammetto, ho tradito mio marito. Non avrei mai voluto farlo, ma immagino che sia scattato qualcosa che mi ha fatto capire che bisognava voltare pagina… Gli ho parlato dei problemi della coppia e lui non riusciva a crederci…evidentemente, mi dava per scontata, si aspettava che restassi lì ad aspettare chissà cosa da questo matrimonio. Poi, dopo averlo tradito una sola volta per un solo appuntamento, ho chiuso con entrambi. Ma mio marito ha tentato di recuperare il nostro rapporto. Purtroppo, inutilmente, era tutto rotto. Poi, ha scoperto il tradimento e come potete immaginare, divorzio… Magari, se ne avessimo parlato prima, avremmo potuto evitare di scannarci in una causa e magari io mi sarei rifatta una vita senza trascinarmi tutta questa sofferenza.

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