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Condominio: nulli gli interessi di mora deliberati dall’assemblea a carico degli inadempienti

6 Novembre 2013
Condominio: nulli gli interessi di mora deliberati dall’assemblea a carico degli inadempienti

Per il mancato pagamento degli oneri condominiali sono dovuti solo gli interessi legali, salvo diversa previsione del regolamento contrattuale.

Chi non paga le quote condominiali non può vedersi addebitato anche gli interessi di mora solo perché così ha deliberato l’assemblea di condominio. A dirlo è stata una recente sentenza della Cassazione [1].

Secondo i giudici, l’assemblea condominiale non può imporre il pagamento degli interessi moratori a carico dei condomini qualora questi ritardino nei pagamenti delle quote condominiali.

Infatti, affinché tale aggravio possa avvenire in modo legittimo, è necessario che esso sia stato approvato da una delibera presa all’unanimità o, diversamente, sia presente nel regolamento contrattuale di condominio, approvato anch’esso all’unanimità.

Insomma, la semplice maggioranza non è sufficiente per addebitare al condomino moroso anche gli interessi di mora. In tal caso, la delibera è nulla.

È facile ipotizzare che l’unanimità sia pressoché impossibile da ottenere, atteso che richiederebbe anche il consenso del condomino tenuto al pagamento.

Questo non vuol dire, però, che il condomino inadempiente non sia obbligato a corrispondere gli interessi per il proprio ritardo. Si parlerà, però, in questo caso, dei soli interessi legali, che sono quelli stabiliti, per legge, con Decreto della Banca d’Italia e sono uguali per tutto il territorio italiano.

La differenza con gli interessi di mora, invece, è che questi ultimi sono previsti di comune accordo tra le parti (generalmente nei contratti) e sono di norma superiori agli interessi legali, in quanto consistono in una sorta di “penalità”, una sanzione per l’inadempimento contrattuale.


note

[1] Cass. sent. n. 10196 del 30.04.2013.


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