Cronaca | News

Coronavirus: i sacrifici del lockdown sono a rischio

8 Luglio 2020
Coronavirus: i sacrifici del lockdown sono a rischio

Preoccupano i nuovi casi importati dall’estero, soprattutto dal Bangladesh, dove ora sono stati bloccati i voli e si cercano i passeggeri già sbarcati.

La riapertura delle frontiere dal 1° luglio ha provocato nuovi contagi di ritorno, cioè i casi di Coronavirus importati dall’estero. Così si sono aperti nuovi focolai in Italia. Ora, questo fenomeno rischia di «disperdere tutti i sacrifici fatti durante il lockdown». È l’opinione del virologo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), che dalle colonne de ‘Il Gazzettino‘ lancia l’allarme su questi nuovi «casi d’importazione» che mettono in pericolo i risultati di contenimento dell’epidemia finora ottenuti dall’Italia.

«Vi sono alcuni Paesi al mondo in cui la situazione è epidemicamente rilevante, c’è una grande circolazione di virus. Per cui è alta la probabilità che lo importiamo in Italia», avverte Andreoni. E difendersi «non è semplice» perché – spiega l’esperto – «persone infette non sono arrivate solo da Dacca», la città capitale del Bangladesh da cui ieri l’Italia ha bloccato i voli aerei, «ma in questi giorni anche dal Perù, dal Brasile, dagli Stati Uniti. Pensare che tutti coloro che arrivano poi rispettino la quarantena è oggettivamente complicato».

Ora, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, annuncia le contromisure: «Fare tamponi anche a chi arriva da aree extra Schengen non ad alto rischio. Andrebbe fatto il tampone quando si arriva e una quarantena di pochi giorni, 4-5 giorni, poi ripeti il tampone e se è negativo esci dalla quarantena», ha detto a  ‘Radio24 Mattino‘.

Sileri teme soprattutto la diffusione del virus arrivato dal Bangladesh: «La cifra dei possibili positivi provenienti dal Bangladesh è di circa 600, ed è in atto l’opera per rintracciare queste persone per poter fare il link epidemiologico e tamponi per tutti», ha detto nell’intervista radiofonica, per come ci riporta l’Adnkronos Salute.

Del resto, è proprio questa «una delle ragioni per cui i voli dal Bangladesh sono stati bloccati – ha aggiunto – in virtù del fatto che i test effettuati nella giornata di ieri a Roma su quelli atterrati hanno riscontrato un numero altissimo di soggetti positivi al Covid-19».

Sileri, però, confida nell’efficacia delle misure di contenimento messe in atto e, sulla possibilità di una seconda ondata in autunno, risponde che «è possibile ma abbiamo imparato a difenderci, a stare più lontani e a contenere il virus. Abbiamo una malattia in più che finirà quando ci sarà il vaccino e muterà in una forma più lieve o ci sarà l’immunità di gregge. Fino a quel momento il virus è fra noi, ma siamo in grado di contenerlo».



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