Scuola: 80mila assunzioni

8 Luglio 2020 | Autore:
Scuola: 80mila assunzioni

Docenti a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2020-21. In corso di definizione le linee guida per l’utilizzo della didattica digitale integrata.

Durante l’audizione in Commissione Istruzione del Senato sulle iniziative connesse all’emergenza coronavirus e sull’avvio del prossimo anno scolastico, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha spiegato che è in corso di perfezionamento la richiesta al Mef di oltre 80mila assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per l’anno scolastico 2020-21.

«Abbiamo bisogno di docenti formati, reclutati con concorsi che si svolgano a cadenza regolare e che puntino ad assicurare presenza stabile di docenti a tempo indeterminato. Bisogna dare tempi certi e stabili ai concorsi. Per troppo tempo abbiamo assistito a ritardi sui bandi: garantiremo che difficoltà siano superate e che sia possibile misurarsi regolarmente con i concorsi. A conclusione delle procedure avviate dal ministero, avremo garantito l’immissione in ruolo di 78mila docenti. E’ un grande risultato».

«Inoltre – ha aggiunto la ministra in una nota dell’agenzia Adnkronos – con la definizione delle graduatorie provinciali per le supplenze, nei prossimi giorni, contiamo entro l’inizio dell’attività didattica di avere in cattedra tutti i docenti necessari. Si tratta di uno strumento che inizia a porre rimedio in via strutturale a tematiche annose per il nostro sistema di istruzione, come la cronica mancanza di docenti soprattutto nelle aree del Nord».

«La prossima riapertura richiederà l’adozione di misure attente alle prescrizioni sanitarie, ma altrettanto importante è tenere in considerazione la qualità pedagogica. In particolare, le fasce di età più basse dovranno poter contare sulla relazionalità sicura, ma imprescindibile affinché l’azione educativa abbia un senso e lo trovi nella frequenza della struttura educativa» ha detto il ministro dell’Istruzione.

Durante il seguito dell’audizione, Lucia Azzolina ha presentato le altre misure.

Fondi per l’acquisto di libri scolastici e materiali didattici

«Nei giorni scorsi abbiamo varato un avviso per 236 milioni di euro. La misura consentirà di portare un piccolo aiuto a oltre 750mila studenti. Con questi fondi le scuole potranno acquistare libri scolastici, dizionari, dispositivi digitali, materiali didattici per ragazzi con bisogni educativi speciali, da destinare anche in comodato d’uso a ragazzi che vivono in condizione di maggior svantaggio. La priorità del governo è quella di non lasciare indietro nessuno» ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante il seguito dell’audizione.

Messa in sicurezza degli edifici scolastici

«Ribadisco -ha aggiunto- che la spesa per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ha registrato un’accelerazione: a marzo sono stati stanziati 510 milioni, altri 320 sono stati ripartiti tra le Regioni ad aprile, altri 885 milioni sono stati messi in favore di province e città metropolitane per interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole secondarie di secondo grado. Inoltre sono stati pubblicati ieri dal ministero dell’Istruzione i risultati relativi al bando che ha messo a disposizione 330 milioni di euro per il finanziamento di interventi per l’edilizia leggera».

Novità sulla didattica digitale

«Sono in corso di definizione le linee guida per l’utilizzo della didattica digitale integrata proprio perché sia chiara la sua funzione di integrare, e non di sostituire, il percorso di apprendimento quale ulteriore strumento metodologico in via ordinaria e straordinaria. Per tali ragioni, a questa attività si accompagneranno nelle prossime settimane spazi di formazione del personale scolastico sulle tematiche digitali e sul rientro in sicurezza» ha annunciato Azzolina.



6 Commenti

  1. è necessario investire sulla scuola dell’infanzia e sul tempo pieno nel nostro Paese. Forse, con i provvedimenti adottati
    l’Italia può far fronte alla fase di emergenza e progettare la ripartenza con interventi strutturali a favore della crescita economica, sociale e culturale

  2. Speriamo che diano presto maggiori indicazioni per i concorsi nelle scuole. Sto facendo supplenze da tempo. Mi hanno preso per matto quando dopo la laurea, decisi di non dedicarmi a dottorati di ricerca, ma decisi di iniziare ad insegnare, ma è quello che ho sempre voluto fare. Ora, aspetto questo concorso sperando di stabilizzarmi

  3. Si ma era vero che vogliono portare in cattedra i giovani studenti di scienze della formazione primaria a partire dal terzo anno. A me sembra una follia. Dessero il lavoro a tutti quei precari e laureati da anni che si arrangiano con qualche ripetizione e fanno doposcuola.

    1. Aperto l’insegnamento anche agli studenti universitari. Con le nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), varate il 13 luglio con l’ordinanza firmata dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, potranno insegnare nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie gli studenti iscritti al terzo, quarto o quinto anno del corso di laurea di Scienze della formazione primaria. Azzolina ritiene che i giovani debbano avere la possibilità di lavorare: «Se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo, e poi questi giovani lavoravano già». «La Lombardia – sottolinea – è una delle regioni che hanno più supplenze per la scuola dell’infanzia e la primaria. Non è una novità. Lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie e questo faciliterà le segreterie che non dovranno impazzire dietro le mad (dichiarazioni di messa a disposizione, ndr), daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante e un percorso, che era a numero chiuso. Persone preparate». Ti suggeriamo la lettura di questo articolo https://www.laleggepertutti.it/417384_scuola-arrivano-in-cattedra-i-non-laureati

  4. Vorrei sapere quali sono le convinzioni della ministra Azzolina sui precari. Cioè che intenzioni hanno? Ci sono delle informazioni riguardo queste assunzioni?

    1. Sarà garantita la mobilità del personale scolastico, nella certezza di dovere assicurare anche quest’anno il diritto tutti di ricongiungersi, dopo anni passati lontano da casa, alle loro famiglie. Sono state istituite le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, al fine di agevolare la chiamata dei supplenti garantendo più trasparenza e rapidità. La ministra rimarca che «Di fatto, stiamo digitalizzando quasi 1 milione di domande. Si tratta di uno strumento che inizia a porre rimedio in via strutturale a problematiche annose per il nostro sistema d’istruzione, fra le quali la mancanza cronica di alcune tipologie di docenti soprattutto nelle aree del nord del nostro Paese, che sgrava le istituzioni scolastiche da una mole enorme di incombenze e che pone un freno alla vecchia roulette della scelta di 20 scuole».

      Anche su questo ci sono state molte polemiche pretestuose, pertanto, Azzolina cerca di fare chiarezza: «Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria i contratti a tempo determinato, perché di questo stiamo parlando, andranno prima a chi è abilitato, e dopo, in subordine, a chi si sta laureando in Scienze della formazione primaria. Si tratta della laurea che abilita all’insegnamento proprio per questo grado di scuola e durante la quale si fanno anche specifici percorsi di tirocinio. Parliamo quindi di giovani preparati, perché già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio. Persone che comunque venivano già chiamate, tramite lo strumento della messa a disposizione».

      Con la procedura chiamata call veloce, sarà consentito ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l’opzione per l’immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti.

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