Cronaca | News

Il ponte Morandi unisce Genova e divide il Governo

8 Luglio 2020 | Autore:
Il ponte Morandi unisce Genova e divide il Governo

La ministra De Micheli (Pd) conferma ad Autostrade per l’Italia la concessione del viadotto. M5S su tutte le furie. L’inaugurazione ai primi di agosto.

Non sono solo i decreti per far ripartire l’Italia nel bel mezzo di un’emergenza epocale come quella dettata dal coronavirus a dividere il Governo. Ora – paradosso tra i paradossi – a dividere la maggioranza ci pensa un ponte, cioè un elemento nato per unire, anziché per ottenere l’effetto contrario. Il simbolo più recente dell’orgoglio nazionale, quel ponte Morandi di Genova crollato un paio di anni fa e ricostruito quasi alla velocità con cui Gesù rimise in piedi il Tempio di Gerusalemme, diventa oggi il simbolo più recente di quanto sia facile mettere in discussione la tenuta di un Governo.

Tutto è partito dalla lettera inviata oggi dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, la piddina Paola De Micheli, al commissario per la ricostruzione del Ponte di Genova, cioè al sindaco del capoluogo ligure Marco Bucci, in cui si affida la gestione del viadotto alla società Autostrade per l’Italia. Viene, così, riconfermata la Convenzione del 2007 sui rapporti tra lo Stato ed Atlantia, l’azienda controllata dai Benetton che detiene la concessione sulle arterie di asfalto del nostro Paese. Casualità vuole che nelle prossime ore dovrebbe arrivare la decisione della Consulta sul dispositivo del Tar della Liguria che ha eccepito la questione di costituzionalità sulla scelta del Governo di escluderla dalla ricostruzione del Morandi, affidata alla premiata coppia Salini-Fincantieri. Ogni casualità ha di per sé il potere di sorprendere.

De Micheli non si nasconde dietro a un dito: «Ho firmato io la lettera che ho poi inviato al sindaco Bucci – racconta a Radio 24 – per la procedura di collaudo, di consegna e di gestione post-consegna, che va al concessionario». D’altra parte, il ponte Morandi rischia di rappresentare «il prosciutto dentro il panino»: la gestione delle tratte ad Est e ad Ovest del viadotto è in mano ai Benetton.

Il panino, però, diventa indigesto al socio di maggioranza del Governo, cioè al Movimento 5 Stelle. Il capo politico Vito Crimi si affida a Twitter per contestare la decisione della ministra: «Il ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo. Questi irresponsabili – scrive Crimi – devono ancora rendere conto di quanto è successo e non dovrebbero più gestire le autostrade italiane. Su questo il M5S non arretra di un millimetro».

Ci mette del suo (per creare ulteriore confusione) il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: «Sulla concessione delle Autostrade – commenta il Guardasigilli – il Governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso è arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana».

Sembrerà banale dirlo, ma la realtà dei fatti lo dimostra: tra i due litiganti (all’interno della maggioranza), il terzo gode, cioè l’opposizione. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, si dice «sconcertato»: «Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata – denuncia il governatore – il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il governo M5S-Pd. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte».

Ci va più pesante, tenendo fede al suo stile, Matteo Salvini: «Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5 Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?», si interroga da solo il leader della Lega.

Polemiche a parte, il sindaco di Genova, alias commissario per il Morandi, conferma che il ponte «sarà inaugurato nella settimana tra l’1 e il 10 agosto. Deve essere percorribile – avverte Bucci – se no non facciamo l’inaugurazione». Il vecchio ponte che crolla, il nuovo ponte che unisce, l’eterno ponte che separa. La solita storia che si ripete.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube