Coronavirus, come scoprire nuovi focolai dalle acque reflue

8 Luglio 2020
Coronavirus, come scoprire nuovi focolai dalle acque reflue

Via al progetto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per il monitoraggio precoce della circolazione del Covid.

Vi avevamo già accennato alla possibilità di monitorare la pandemia di Coronavirus a partire dalle acque reflue (leggi l’articolo: “Coronavirus, come controllarlo con le fogne“). Era, però, appunto, solo un’eventualità successiva al ritrovamento di tracce di Covid nelle acque di scarico in Francia. Adesso la novità è che l’Istituto superiore di sanità (Iss) passa alle vie di fatto, lanciando un progetto di sorveglianza epidemiologica attraverso le acque reflue urbane: se al loro interno sarà trovato virus potrà essere la spia di nuovi focolai in zone specifiche delle nostre città. Uno strumento di allerta precoce, insomma, che possa avvisarci anche prima dei tamponi dall’esito positivo. Ma come funziona questo sistema? L’Iss lo spiega sul suo portale.

Si chiama progetto Sari, Sorveglianza ambientale reflue in Italia. Il monitoraggio, condiviso con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, coinvolge Snpa (Sistema nazionale protezione ambiente), Asl, Istituti zooprofilattici, università e centri di ricerca, e attraverso Utilitalia oltre 50 gestori del servizio idrico integrato. Inizierà questo mese in alcune località turistiche. Prevedrà il prelievo di campioni prima dell’ingresso nei depuratori, per far sì che fungano da «spia» di un’eventuale circolazione del virus.

Due le fasi del progetto. Il primo step consisterà nell’individuazione di una rete pilota di siti prioritari, come le zone turistiche. Il secondo, a partire da ottobre, coinciderà con l’estensione del progetto a livello nazionale, «con possibilità – precisa l’Iss – di realizzare anche monitoraggi flessibili e capillari (come quartieri cittadini e siti di depurazione di aeroporti), funzionali alle necessità di prevenzione sanitaria delle diverse aree territoriali, in base agli scenari epidemiologici».

«Gli studi italiani hanno dimostrato l’importanza di costruire una rete capillare di sorveglianza in grado di restituire in tempo quasi-reale la fotografia dell’andamento dei contagi nei contesti regionali e locali – afferma Luca Lucentini, direttore del reparto di qualità dell’acqua e Salute dell’Iss – evidenziando come questo approccio può anticipare la conoscenza sui luoghi di circolazione del virus nel nostro Paese». Un tipo di approccio, quello della sorveglianza ambientale, che molti Paesi stanno abbracciando. «Anche la Commissione europea sta guardando con particolare interesse al nostro modello, basato su metodi sensibili e specifici», spiega Giuseppina La Rosa, coordinatrice del progetto insieme a Lucia Bonadonna.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube