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Documenti per cambio domicilio

18 Settembre 2020
Documenti per cambio domicilio

Cosa occorre per modificare la sede principale dei propri affari o interessi?

Immagina di essere un libero professionista e di esserti trasferito in un nuovo studio. A questo punto, ti chiedi quali sono i documenti per il cambio di domicilio? È prevista una procedura specifica oppure basta inviare una semplice dichiarazione all’albo di appartenenza? Capita spesso, infatti, di fare molta confusione sul tema. In questo articolo troverai le risposte alle tue domande. Pertanto, ti consiglio di metterti comodo e proseguire nella lettura.

Cos’è il domicilio?

Il domicilio [1] è il luogo in cui una persona stabilisce la sede principale dei suoi affari e interessi di natura personale, economica, sociale o politica. Ti faccio un esempio pratico.

Caio è un architetto che abita a Taranto, ma lavora a Bari presso il suo studio professionale dove ha eletto domicilio.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, l’architetto Caio riceverà tutto ciò che riguarda il suo lavoro (raccomandate, fax, pratiche, ecc.) presso il suo studio di Bari.

Va ricordato che la nostra Costituzione [2] sancisce l’inviolabilità del domicilio. In altre parole, si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri presso il domicilio di una persona solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie previste a tutela della libertà personale. 

Quali sono le tipologie di domicilio?

La scelta del domicilio è volontaria e non richiede alcuna formalità. Al riguardo è sufficiente che sussistano:

  • una stabilità in un determinato luogo;
  • l’intenzione di stabilire in quel luogo il centro dei propri affari e interessi.

Inoltre, possiamo distinguere:

  • il domicilio legale, ossia quello fissato dalla legge per alcune categorie di persone. Pensa, ad esempio, ai minori che sono domiciliati per legge presso i loro genitori;
  • il domicilio generale, vale a dire il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri interessi ed affari. Pensa, ad esempio, al medico cardiologo che elegge il proprio domicilio presso lo studio in cui svolge la sua attività professionale;
  • il domicilio speciale, cioè quello in cui il soggetto stabilisce la sede di determinati affari o atti. Ad esempio, Caia viene citata in una causa civile e decide di eleggere domicilio presso lo studio dell’avvocato che la difenderà in tribunale.

Domicilio e residenza: qual è la differenza?

Nel linguaggio comune, si tende a confondere spesso il domicilio con la residenza. In realtà, si tratta di due cose molto diverse:

  • il domicilio, come già spiegato, è il luogo dove una persona stabilisce la sede principale dei suoi affari e interessi. Ad esempio, per un avvocato, il domicilio è il suo studio professionale;
  • la residenza è il luogo in cui una persona vive abitualmente. Per tornare all’esempio di prima, l’indirizzo della casa dove abita l’avvocato insieme alla sua famiglia. Ogni cittadino ha l’obbligo di fissare la residenza nel Comune in cui vive.

Attenzione: il domicilio e la residenza possono anche coincidere, cioè essere lo stesso luogo. Non è raro, infatti, che una persona lavori da casa. In tal caso, presso la sua abitazione verranno recapitati sia le bollette (luce, gas, telefono, ecc.) sia i documenti di lavoro.

Documenti per cambio domicilio

Per effettuare il cambio di domicilio basta il semplice trasferimento presso il luogo scelto come tale e comunicarlo poi, se necessario, ai soggetti interessati (ad esempio, all’albo di appartenenza, qualora tu sia un libero professionista) con un’autocertificazione, ossia un documento in cui si dichiari di aver trasferito il domicilio ad un indirizzo diverso dal precedente.

Pertanto, nell’autocertificazione è necessario indicare:

  • i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, provincia, via, numero civico e codice fiscale);
  • l’assunzione di responsabilità nel caso di dichiarazioni false e mendaci;
  • le informazioni relative al vecchio e al nuovo domicilio (gli indirizzi per intenderci);
  • la data del cambio di domicilio;
  • l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

All’autocertificazione, datata e firmata, va allegata solo la copia del documento d’identità in corso di validità. Una volta fatto ciò, l’istanza, se richiesta, potrà essere presentata di persona all’ufficio competente o inviata al soggetto interessato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure telematicamente.

Quali sono gli effetti del cambio di domicilio?

Una volta stabilito il domicilio, questo determina ed individua:

  • il luogo in cui si apre la tutela e la successione;
  • il luogo in cui viene dichiarato il fallimento dell’imprenditore.

Unitamente alla residenza, il domicilio individua, altresì, la competenza territoriale degli organi giudiziali e il luogo in cui alcuni atti devono essere notificati.

Domicilio digitale: cos’è?

Devi sapere che ogni cittadino ha facoltà di trasmettere alla pubblica amministrazione il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). 

Tale indirizzo di posta elettronica viene inserito nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e rappresenta il domicilio digitale, la cui funzione è quella di facilitare la comunicazione con le pubbliche amministrazioni e i gestori o gli esercenti di pubblici servizi.

Domicilio fiscale: cos’è?

Infine, merita un cenno il domicilio fiscale. Ne sentiamo parlare spesso ma non tutti sanno esattamente di cosa si tratta. Detto in parole povere, il domicilio fiscale è il luogo in cui un contribuente (il cittadino o una società) può ricevere le comunicazioni da parte dell’amministrazione tributaria (ad esempio, l’Agenzia delle Entrate). Ciò serve a stabilire la competenza territoriale dell’ufficio che si occupa dei controlli e degli accertamenti fiscali.

Dal punto di vista fiscale, i residenti in Italia sono domiciliati nel Comune in cui sono iscritti all’Anagrafe, mentre le aziende sono domiciliate nella località dove è stabilita la loro sede legale o amministrativa.

Chi, invece, risiede all’estero può essere domiciliato nel luogo in cui produce il reddito o una parte rilevante di esso.


note

[1] Art. 43 cod.civ.

[2] Art. 14 Cost.


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