Diritto e Fisco | Articoli

Vincita al casinò: come regolarsi con il fisco

9 Luglio 2020 | Autore:
Vincita al casinò: come regolarsi con il fisco

Come funziona la tassazione per i giochi online autorizzati e per quelli illegali: cosa bisogna fare per essere in regola con il pagamento dei tributi.

Tra i giochi d’azzardo, quelli offerti dai casinò sono i più antichi e ben conosciuti e ora stanno vivendo una nuova stagione. Roulette, slot machine, poker, blackjack, ruota della fortuna, bingo, baccarà e molti altri sono disponibili online e non c’è più la necessità, come avveniva prima dell’avvento di internet, di doversi recare nelle sale tradizionali. Non tutti infatti possono permettersi di andare a Venezia, Sanremo, Campione d’Italia o a Saint Vincent.

Così per molti è bello giocare al casinò e soprattutto vincere, magari una bella sommetta almeno ogni tanto. Ma come regolarsi con il Fisco in caso di vincite? Devi sapere che il fisco tiene gli occhi bene aperti su tutte le entrate dei cittadini e dunque anche su queste. Anzi, il settore dei giochi è proprio una delle principali fonti di proventi per l’erario, grazie alla tassazione, che viene realizzata in vari modi.

Anche i casinò – tradizionali e online, autorizzati o illegali – hanno una loro disciplina fiscale specifica, che in questo articolo ti spiegheremo. Vedrai che ci sono poche e semplici regole fondamentali da rispettare per stare tranquillo sotto tutti i punti di vista e giocare con serenità, evitando brutte sorprese. L’unico rischio, inevitabile, sarà quello della fortuna.

Quale casinò scegliere

Devi sapere innanzitutto che esistono due tipi di casinò: quelli legali e quelli illegali. I primi sono autorizzati dall’Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato), gli altri no. Questa distinzione è fondamentale ai fini del regime di tassazione sule vincite, come vedrai tra poco.

Operando online, potrebbe sembrarti difficile distinguere i casinò legali da quelli illegali, ma in pratica non lo è affatto: tutti i casinò autorizzati dall’Aams ad operare in Italia sono riconoscibili dalla presenza, ben visibile nella homepage dei siti, del logo dell’Amministrazione dei monopoli, di un timone stilizzato che riporta la scritta “AAMS” o “ADM”, dal dominio (che termina con il suffisso “.it”) e dall’indicazione del numero di licenza o concessione rilasciata per il gioco a distanza.

I casinò autorizzati riportano sempre anche la dicitura “Gioco sicuro”, “Gioco legale” o “Gioco responsabile” e nelle info del sito specificano la sede della società ed il numero di partita Iva.

Se hai dei dubbi, puoi consultare l’elenco dei concessionari abilitati al gioco in Italia, sulle pagine del sito ufficiale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, dove c’è anche la blacklist, cioè la lista nera dei siti illegali che sono stati scoperti nel corso del tempo e viene aggiornata costantemente.

Come avviene la tassazione sulle vincite

La prima domanda che ti farai è: devo riportare le vincite al casinò nella dichiarazione dei redditi? La risposta è: no se si tratta di un casinò autorizzato Aams; sì negli altri casi. Infatti le vincite realizzate e pagate da uno degli operatori muniti di regolare licenza al gioco a distanza in Italia sono già tassate in partenza dal casinò stesso, che paga una trattenuta all’origine. Quindi se sei vincitore puoi incassare la vincita senza dover effettuare nessun adempimento fiscale.

L’ammontare della ritenuta fiscale è stabilito per legge [1] e le aliquote per ciascun tipo di gioco vengono periodicamente aggiornate. In genere, la detrazione sui giochi dei casinò è del 25% sulla somma vinta dal giocatore. Ma la tassazione parte solo dagli importi vinti superiori a 100 euro. L’importo che ti verrà pagato è già al netto di questa trattenuta fiscale, che l’operatore riverserà allo Stato nelle liquidazioni periodiche delle imposte a suo carico.

Ricorda che dal 1° luglio sono in vigore i nuovi limiti al pagamento in contanti che pongono la soglia massima a 1999,99 euro; quindi anche i casinò tradizionali, in caso di vincita superiore, dovranno effettuare un bonifico o utilizzare un’altra forma di pagamento digitale o comunque tracciabile, come gli assegni, ma non potranno pagare le vincite per cassa. Nei casinò online, il pagamento avviene sempre con accredito dell’importo sul conto del giocatore.

I casinò illegali

Con i casinò non autorizzati al gioco a distanza invece la situazione si complica. Qui è indifferente che l’operatore (in genere riconoscibile dal fatto che il sito ha dominio “.com” ed è sprovvisto delle indicazioni che ti abbiamo illustrato nei paragrafi precedenti) sia autorizzato in un altro Stato estero o non lo sia affatto: l’assenza della licenza rilasciata dall’Aams lo pone al di fuori del circuito legale.

In questi casi dovrai dichiarare le vincite nella dichiarazione dei redditi, riportandole nel modello Unico (in questo caso non va bene il 730) tra i “Redditi diversi” perché il fisco italiano le considera, in base alla legge [2], come plusvalenze straordinarie. La tassazione sarà più svantaggiosa perché si applicherà l’aliquota Irpef marginale (che può arrivare al 43% per i redditi annui complessivi superiori a 75mila euro), anziché quella in misura fissa trattenuta a monte dal casinò legale.

Non conviene “barare” perché lo Stato è molto severo contro questi siti che non pagano le tasse nel nostro Paese. Le società sprovviste di licenza che arrivano online in Italia sono costantemente monitorate – come dimostra il fatto che tutti i siti scoperti vengono subito oscurati da una pagina dove compare il divieto imposto dall’Aams – e il fisco potrebbe accertare abbastanza facilmente, prima ancora delle vincite realizzate, i depositi fatti anche telematicamente dal giocatore per operare su quella piattaforma. Infatti le banche devono comunicare periodicamente all’Aams le transazioni effettuate dai loro clienti su conti di gioco che appartengono a casinò non legali.

Quindi, prima ancora della vincita, occorrerà dimostrare al fisco la disponibilità del denaro impiegato per giocare. Inoltre con un casinò estero e illegale sarà molto più difficile dimostrare la provenienza della somma vinta. Così, in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate si rischia non solo il recupero a tassazione dell’ammontare evaso ma anche un accertamento sulla posizione complessiva, dal quale potrebbero emergere anche altri fenomeni di evasione del contribuente controllato. Insomma, a giocare (e a vincere) su un casinò illegale si rischia grosso.

Cosa fare in caso di controlli dell’Agenzia Entrate

Può accadere che, anche a distanza di tempo, l’Agenzia delle Entrate verifichi che sul tuo conto corrente è arrivata una determinata somma e ti chieda di giustificarne la provenienza, o il successivo impiego, specialmente se si tratta di importi consistenti. In questi casi accadrà infatti che i proventi delle vincite superino il reddito dichiarato e le spese effettuate siano superiori al consueto ammontare, come nel caso in cui tu abbia approfittato della vincita per acquistare beni di lusso, una nuova auto o addirittura una nuova casa.

Così la sproporzione risulterà evidente, ma non c’è motivo di preoccuparsi, a condizione di poter comprovare la vincita avvenuta. Per questo c’è la documentazione bancaria,  che prova in maniera inoppugnabile la circostanza che il soggetto che ha erogato il denaro è un operatore autorizzato. Ma è sempre bene conservare anche le ricevute telematiche dell’operazione (vincita realizzata e pagamento ottenuto) che dimostrano la provenienza della somma: se essa deriva da un casinò legale, non avrai alcun problema con il fisco, altrimenti ti sarà contestata l’omessa dichiarazione di questi redditi.


note

[1] Art. 30 D.P.R. n.600/73 del 29 settembre 1973 “Ritenuta sui premi e sulle vincite”.

[2] Art. 67, lett. d), D.P.R. n.917/86 del 22 dicembre 1986 “Testo Unico delle Imposte sui Redditi“.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube