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Autostrade perde la causa: ora la revoca è imminente

9 Luglio 2020
Autostrade perde la causa: ora la revoca è imminente

Dopo la decisione della Consulta sul ponte Morandi, ultimatum di Conte alla società Aspi: nuova proposta o la concessione sarà revocata per i gravi inadempimenti.

Un punto in più per i fautori della revoca delle concessioni autostradali: la Corte Costituzionale ha stabilito che il Governo non ha sbagliato ad escludere Autostrade per l’Italia Spa (Aspi) dalla ricostruzione del ponte Morandi di Genova dopo il crollo. La decisione della Consulta è arrivata in tarda serata e ora i vertici della società sono stati convocati oggi stesso al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per cercare un accordo.

Ma stamattina interviene direttamente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che in un colloquio con La Stampa afferma: «La trattativa con Autostrade si trascina da troppo tempo. La procedura di revoca è stata avviata e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati. Quindi o arriva una proposta della controparte che è particolarmente vantaggiosa per lo Stato oppure procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche».

Un invito che ha il sapore di un ultimatum, considerato che le precedenti proposte avanzate da Aspi fino a giugno erano state respinte perché giudicate insufficienti. Anche sul quando arriverà la decisione del Governo il premier è molto determinato e alla domanda del giornalista risponde: «Entro questo fine settimana».

La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso di Aspi che era stata estromessa dalle attività di demolizione integrale del ponte crollato e della sua ricostruzione, ora completata, ma era stata obbligata a pagare i costi della ricostruzione e degli espropri. «La decisione del legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del ponte stesso», ha sancito la Consulta, affermando che «non è illegittimo estromettere Autostrade dalla ricostruzione».

Immediate le reazioni politiche: «Anche la Consulta ci dà ragione: legittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del ponte Morandi. Perché giustizia sia fatta adesso non rimane che la revoca», scrive in un tweet il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri. «Non era illegittimo estromettere i Benetton dalla ricostruzione del ponte di Genova, il nostro decreto andava bene», dichiara il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Per il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà «la decisione della Consulta su Aspi spazza via qualsiasi dubbio residuo. Come indicato da Giuseppe Conte si proceda in fretta per chiudere dossier Autostrade, lo dobbiamo alle famiglie delle vittime e a tutti gli italiani».

Per accelerare i tempi, si terrà questo pomeriggio al ministero delle Infrastrutture e Trasporti un incontro con i vertici di Autostrade per l’Italia: lo confermano fonti del dicastero alla nostra agenzia stampa Adnkronos. Al centro della discussione le proposte per definire in maniera consensuale un accordo sulla concessione.

Un tentativo in extremis che però appare improbabile, viste le posizioni che emergono nella maggioranza, ora rinforzate dalla decisione della Consulta: «Commissariamento di governo di Aspi e gestione di Anas solo per i controlli di sicurezza delle strade», dice il viceministro Cancelleri, già pensando a come sarà regolamentata la fase successiva.

«Ovviamente non si perde un posto di lavoro», chiarisce con riferimento agli almeno 7mila dipendenti a rischio, aggiungendo come poi si debba procedere con «la messa al bando delle concessioni che in due o tre anni devono essere riassegnate». «È chiaro che in questo momento la presenza dei Benetton è un grande problema. Hanno dimostrato di non saper gestire la cosa pubblica, i beni dello Stato, i beni dei cittadini e quindi non possiamo ancora lasciarglieli nelle mani. Noi – aggiunge – stiamo proponendo una revoca, attraverso il commissariamento e con l’affidamento dei controlli di sicurezza ad Anas». E auspica che «il Governo metta la parola fine a questa vicenda che è davvero arrivata a battute finali. Si deve prendere una decisione, non possiamo più aspettare».



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