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Stato di emergenza Covid: quando finisce?

9 Luglio 2020 | Autore:
Stato di emergenza Covid: quando finisce?

Un chiarimento sulle voci che parlavano di una proroga di altri sei mesi: in realtà il decreto Rilancio ha già escluso questa possibilità.

È stata ventilata recentemente la possibilità che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, stesse valutando di prorogare lo stato di emergenza di altri sei mesi, cioè fino al 31 gennaio 2021. Si vociferava, infatti, che tale ipotesi venisse proposta durante la fase in atto di conversione in legge del decreto Rilancio alla Camera e al Senato.

In realtà, l’eventualità di prolungare lo stato di emergenza proclamato per la pandemia da coronavirus è stata scartata proprio nel testo originale del Dl Rilancio (quello già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) e non è stato presa in considerazione (almeno finora) una probabile modifica del decreto su questo punto.

Significa, pertanto, che lo stato di emergenza proclamato dal Governo lo scorso 31 gennaio finirà il 31 luglio prossimo. Ancora una ventina di giorni, quindi, e verrà emanata l’ordinanza con cui si dichiara la formale chiusura di questo periodo eccezionale ed il ritorno alla normalità da un punto di vista amministrativo. Non certamente da un punto di vista sanitario, considerato che le disposizioni in materia approvate durante lo stato di emergenza resteranno in vigore anche dopo il 31 luglio.

Tuttavia, sempre il decreto Rilancio stabilisce il prolungamento degli stati di emergenza che scadono il 31 luglio (quindi, in teoria, anche quello sul Covid-19), ma soltanto per quelli non prorogabili. Non riguardano il coronavirus ma quelli non prorogabili che hanno a che fare con altre problematiche, come alluvioni, calamità naturali o altro.

Probabile, dunque, che la confusione si sia creata su questo punto, cioè sul fatto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbia firmato un decreto che consente la proroga fino al 31 gennaio 2021 di alcuni stati di emergenza che non hanno a che vedere con la pandemia.

Ricordiamo che il 31 gennaio 2020, il Governo decise di proclamare lo stato di emergenza per la minaccia del Covid-19 in seguito alla segnalazione da parte della Cina (risalente al 31 dicembre 2019) di un cluster di casi di polmonite di natura ignota nella città di Wuhan, che poi risultò essere quello che già, purtroppo, sappiamo. In seguito a questa segnalazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò l’epidemia di coronavirus in Cina come «emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale». Il giorno successivo il Governo italiano, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati dal 22 gennaio, e «tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia», spiega Palazzo Chigi, proclamò lo stato di emergenza per sei mesi, la durata massima consentita rinnovabile per altri sei mesi in caso di «riconosciuta necessità».



3 Commenti

  1. Visto che la pandemia – afferma quell’OMS disdettata dal dittatorello pazzo dai capelli improbabili, paternalmente rimproverato perfino dal suo virologo più eminente – a livello planetario non ha ancora raggiunto il suo picco, e che non esiste ancora il vaccino, mi pare assolutamente opportuno prorogare ulteriormente lo stato d’emergenza. O vogliamo far finta che nulla sia successo e che è finito tutto? I primi casi risalgono a novembre 2019 già in Europa, compresa l’Italia (vedi allarme medici di base per polmoniti atipiche perniciose), abbiamo perso tempo preziosissimo tutto gennaio e febbraio 2020, mentre Giovanna Botteri ci avvertiva tutte le sere del pericolo in atto. Questo film si è ripetuto nel corso dei mesi almeno due volte, e spesso si sentono frasi discorsi ed atteggiamenti come se fossimo ancora a gennaio 2020. Non abbiamo imparato un bel nulla di nulla?

    Mi dispiace, ma non è affatto finita, anzi, rischiamo di scoprire qualche nuovo ceppo mutante iperresistente. Ormai è un processo che si sta autoalimentando. Fino al vaccino, solo il ritirarsi dell’Uomo dalla circolazione sul Pianeta potrà far r-esistere la specie umana. A noi la scelta.

    1. «Ragionevolmente, ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio», ammette il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a margine del test di sollevamento delle paratoie del Mose a Venezia.Ma precisa subito che «la decisione sarà collegiale, andrà presa in Consiglio dei ministri». Cosa comporterà per i cittadini, per la pubblica amministrazione e per la vita del Paese la proroga dello stato di emergenza? Qui Conte si è limitato a fare solo «una riflessione anticipatoria: l’eventuale proroga dello stato d’emergenza significa che siamo nella condizione di adottare misure necessarie, anche minimali».

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