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Il ritorno di Prodi

9 Luglio 2020 | Autore:
Il ritorno di Prodi

Il Professore insinua l’ipotesi di un ingresso di Berlusconi nella maggioranza. Fi: «Fulminato come San Paolo». Cauto il Pd. Salvini: «Una non notizia».

Parla dalla sua Bologna ma l’eco delle sue parole arriva fino a Roma. Romani Prodi, ex presidente del Consiglio italiano ed europeo, ex padre fondatore dell’Ulivo e, ormai, ritirato dalla vita politica, partecipa all’iniziativa Repubblica delle idee, organizzata come ogni anno nel capoluogo emiliano dal quotidiano del gruppo Gedi, e lancia una provocazione che qualcuno ha preso molto sul serio: aprire la porta della maggioranza di Governo, o almeno non lasciarla chiusa a priori, a Silvio Berlusconi. Proprio a quel Berlusconi che lui riuscì a battere alle urne non una ma due volte (fu l’unico leader del centrosinistra a farlo).

Prodi parla di questa possibilità usando il guanto di velluto: «Non è certo un tabù l’ingresso di Forza Italia in maggioranza». Se non altro, aggiunge a proposito di Berlusconi, «la vecchiaia porta saggezza».

Che si tratti di un invito all’ex Cavaliere o di un’ipotesi del tutto generica, poco importa. Il fatto è che il gesto del Professore non è passato inosservato. Anzi, nella cerchia berlusconiana è stato perfino apprezzato. Con una punta di ironia, ma apprezzato. «È come la folgorazione di San Paolo sulla via di Damasco», commenta il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari azzurri. «Su Berlusconi – ricorda Mulè – c’erano già state parole significative da parte di Bersani, di Bertinotti. Quello di Prodi è un atto di serietà, di coraggio politico», osserva il deputato forzista. «Un modo per rimettere insieme i tasselli della Storia, forse un primo vagito di pacificazione politica»

Più cauto il Partito Democratico nel valutare l’ipotesi di sedersi attorno ad un tavolo di governo con l’avversario storico. Prende le distanze il vicepresidente dei senatori del Pd, Franco Mirabelli: «Il tema non è l’ingresso di Berlusconi in maggioranza – precisa – ma il rapporto con un’opposizione responsabile». Per Mirabelli, dunque, il punto è un altro: l’ipotesi che Forza Italia incarni un centrodestra europeista e moderato prendendo le distanze da Salvini e Meloni. «Da parte nostra – conclude il senatore dem – nessun revisionismo storico. L’antiberlusconismo è finito da tempo».

Chiamato in causa, eccolo Matteo Salvini pronto a chiudere in fretta lo scenario aperto da Prodi: «È una non notizia – taglia corto il leader della Lega –, Berlusconi non ha nessuna intenzione di entrare nel Governo”. Se tutti sono pronti a commentare le «non notizie», però, un motivo ci sarà.



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