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Coronavirus: come ha inciso sulle famiglie

9 Luglio 2020
Coronavirus: come ha inciso sulle famiglie

Lockdown e coabitazione hanno migliorato i rapporti familiari (sia di coppia che con i figli). Tuttavia, sono emerse le paure per il futuro: perdita del lavoro, peggioramento della situazione economica, rischio di povertà.

Il coronavirus in Italia ha colpito duro le famiglie italiane. A spiegare l’impatto del virus sulla popolazione è l’indagine ‘Le famiglie e l’emergenza Covid-19: una fotografia attuale’, realizzata dal network internazionale di Sfera, l’area di RCS MediaGroup dedicata all’infanzia, insieme al Forum delle associazioni familiari che evidenzia come per oltre 6 famiglie italiane su 10 è l’assegno unico-universale per figlio la proposta più urgente da mettere in campo per scongiurare la crisi economica e sociale del Paese. Mamme e papà chiedono dunque a Governo e Parlamento di trasformarla in realtà già adesso, nel passaggio tra l’emergenza pandemica da Covid-19 e l’auspicato ritorno alla normalità.

Sorprendentemente – ma forse non troppo – il report evidenzia che il lockdown prolungato e le restrizioni legate alla pandemia hanno rafforzato e migliorato, nella stragrande maggioranza dei casi, le relazioni di coppia e il rapporto tra genitori e figli, con una forte aspettativa di miglioramento dell’armonia familiare anche per il prossimo futuro. Tuttavia, in questo periodo, è aumentata la preoccupazione sul fronte economico. I timori per il proprio futuro economico e lavorativo sono stati confermati pochi giorni fa dal dato di previsione del PIL italiano.

”L’indagine – sottolinea il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, come riporta una nota stampa dell’Adnkronos – conferma che la stragrande maggioranza delle famiglie italiane sceglie la misura dell’assegno unico-universale per ogni figlio: un provvedimento efficace per restituire fiducia nel futuro ai nuclei familiari del nostro Paese. Lo spezzettamento dei contributi in bonus, incentivi, mancette non ha colto il gradimento delle famiglie. Mamme e papà vogliono qualcosa di diverso: più semplice, immediato, chiaro e facile da ottenere”.

All’indagine hanno aderito più di 12.500 famiglie di tutta Italia – genitori di età compresa tra i 20 e i 59 anni con istruzione medio-alta – compilando un questionario online. I risultati sono stati ottenuti analizzando le risposte di un campione omogeneo, rappresentativo delle differenti generazioni e delle diverse famiglie che costituiscono l’attuale panorama familiare nazionale.

Vediamo quali sono stati i risultati dell’indagine.

Convivenza forzata: come ha inciso sulle famiglie?

La convivenza forzata ha inciso positivamente sulla coppia per il 31% del campione e non ha inciso per il 56%: dunque, l’87% degli intervistati ha registrato dati confortanti a livello di relazioni coniugali durante e subito dopo la quarantena.

Nel dettaglio, per il 23,8% è migliorata la comunicazione e il dialogo, per il 29,1% la collaborazione in casa, per il 14,5% quella dei figli e per il 13,2% se n’è giovata l’armonia familiare in generale. Ben il 48% ha detto che è migliorata la relazione con i propri figli, con un 40% che ha mantenuto questo rapporto inalterato: le famiglie che escono dunque rafforzate nei propri legami con la prole, segnale inequivocabile del bisogno di rivedere al più presto, rispetto a quanto fatto in passato, le modalità di conciliazione famiglia-lavoro.

Quali sono le paure delle famiglie italiane?

Al contrario, le paure più radicate oggi nei nuclei familiari italiani sono: perdere il lavoro (47%) e il peggioramento della propria condizione economica (49%), con conseguente impoverimento e aumento del divario ricchi-poveri. Le donne sono tendenzialmente meno ottimiste sulle conseguenze della crisi per il futuro familiare. Quanto, invece, alle conseguenze già in atto in famiglia, per il 71% ci sono problemi economici, per il 52% i guai sono lavorativi, il 34% ha dovuto fare i conti con disagi legati all’assenza di servizi e con le difficoltà nella gestione dei figli. Da non sottovalutare, inoltre, il 27% del campione che ha riscontrato problemi per la salute mentale di un familiare: quasi un intervistato su otto.

Rientro a scuola a settembre

C’è poi, percepito in modo molto forte soprattutto nel nord-ovest (ma non solo), il tema del rientro a scuola a settembre: è la seconda priorità d’intervento (59% degli intervistati) per le famiglie italiane appena dietro l’assegno unico-universale, un altro messaggio lanciato a Governo e istituzioni. Solo il 23%, invece, ha ritenuto opportuno inserire come priorità il reddito di emergenza e appena il 13% il bonus baby-sitter.

Le misure messe in campo dal Governo

Non esaltanti, viceversa, le valutazioni di gradimento sulle misure messe in campo dal Governo per contenere le conseguenze dell’emergenza Covid-19, specie quelle per la gestione dei figli: solo il 10% si è detto soddisfatto delle soluzioni previste per il riavvio dell’anno scolastico, appena il 25% dell’estensione dei congedi parentali. E ancora: un italiano su 5 è contento del bonus per gli autonomi mentre uno su due non lo è affatto.

Crisi economica

Ultimo, ma non per ultimo, il dato sui problemi sentiti come più insidiosi a breve (entro 3 anni) e nel medio periodo (tra 20 anni): nel primo caso, c’è la crisi economica causata dal fallimento delle aziende (68%) e l’aumento dei nuclei familiari in condizione di povertà (65%), accanto alla crescita delle differenze tra ricchi e poveri (50%). Nel secondo, oltre all’aumento del numero degli indigenti (47%) c’è la crescita esponenziale della preoccupazione per il rischio di default demografico generato dal crollo delle nascite (35%).



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