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L’allarme dell’Ordine: giornalisti sempre più in pericolo

9 Luglio 2020
L’allarme dell’Ordine: giornalisti sempre più in pericolo

In forte aumento gli episodi di minacce e intimidazioni rispetto all’anno scorso.

Non è un Paese per giornalisti, parafrasando un film premio Oscar del 2007. La realtà italiana per chi, ogni giorno, cerca di raccontarla è pericolosa e ostile. Sembra questa la fotografia emergente dagli ultimi dati di un osservatorio costituito presso il ministero dell’Interno per monitorare il fenomeno delle minacce ai giornalisti.

Sono 83 le intimidazioni denunciate nei primi sei mesi del 2020 da chi lavora in carta stampata, media online, radio e tv. Un aumento esponenziale, considerando che gli episodi erano stati 79 nell’intero 2019. «Il dato dell’anno corrente mostra dunque una forte accelerazione – si legge su una nota diramata dal presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna e dal presidente dell’osservatorio Ossigeno per l’informazione Alberto Spampinato – un fatto che non può essere sottovalutato. Infatti, nel 2020 il ritmo mensile delle minacce risulta raddoppiato rispetto al 2018 e al 2019».

Numeri raccolti dal Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, così si chiama l’osservatorio voluto dal Viminale come strumento di monitoraggio. Verna e Spampinato «esprimono preoccupazione per il numero crescente di intimidazioni e minacce contro i giornalisti in Italia e apprezzano il forte richiamo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a preservare in tutti i territori la libertà di stampa quale ‘presidio fondante della nostra democrazia’».

L’andamento è allarmante e c’è senz’altro una quota di sommerso. Ossigeno cerca di individuarla tramite proprie rilevazioni, che hanno numeri ancora più alti di quelle ufficiali. «Nel primo trimestre di quest’anno – continua la nota – l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, che svolge un monitoraggio indipendente e tiene conto anche dell’inarrestabile abuso che si fa nel nostro Paese delle querele per diffamazione a scopo intimidatorio e punitivo, ha infatti segnalato 123 intimidazioni. Lo stesso andamento è stato rilevato da Ossigeno nel semestre successivo».

Secondo la classifica mondiale della libertà di stampa, redatta ogni anno da Reporters Sans Frontières (Rsf), l’Italia quest’anno è salita di due posizioni: è quarantunesima, appena sopra la Corea del Sud e dopo Botswana, Burkina Faso, Ghana, Namibia e gran parte d’Europa. Circa venti i cronisti attualmente sotto scorta. Una violenza crescente specialmente a Roma, dove si sono registrate «aggressioni da parte di membri di gruppi neofascisti e sostenitori del Movimento a cinque stelle (M5S)», riporta Rsf che nota, però, come i politici italiani siano «meno virulenti nei confronti dei giornalisti rispetto al passato».

Per Verna e Spampinato le misure di Lamorgese per contrastare più sistematicamente il fenomeno sul territorio nazionale mobilitando le Prefetture si impongono, per provare a contenere quello che sta già accadendo: «Il diffondersi di reazioni ingiustificabili nei confronti dei cronisti, l’affermarsi di un clima di intolleranza verso gli operatori dell’informazione e l’informazione giornalistica stessa, l’uso frequente di un linguaggio di odio mettono in pericolo i giornalisti e impediscono la discussione pubblica».



1 Commento

  1. ..forse, c’è stato un refuso di battuta e l’articolista voleva titolare il pezzo: “Giornalisti sempre più NEL RIDICOLO!!” Basta solo analizzare superficialmente le sesquipedali figuracce che, quotidianamente, i pennivendoli italioti (schierati trasversalmente) fanno!! Forse, solo alcuni impavidi che si occupano di giudiziaria (ma SERIA) possono dire di onorare la professione che espletano… Gli altri (almeno il 95%) sono braccia (e lingue) sottratte ai servizi cittadini di pulizia fogne!!

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