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Cellulari: deduzioni e detrazioni per liberi professionisti

7 Novembre 2013
Cellulari: deduzioni e detrazioni per liberi professionisti

Per i telefonini è possibile la detrazione dell’Iva fino al 50% e la deduzione del costo di acquisto e delle successive spese di utilizzo fino all’80%.

 

Per il lavoratore autonomo, il telefono cellulare rappresenta un’immobilizzazione (cioè un investimento di lungo periodo per l’acquisto di un bene destinato all’esercizio dell’attività professionale). I professionisti che ne fanno largo uso o che tendono a sostituirlo spesso hanno un legittimo interesse a scaricare dalle tasse le relative spese, sia ai fini IVA che IRPEF. Ciò è consentito entro tetti massimi fissati dalla legge. Eccoli.

Imposte dirette

Con riferimento alle imposte dirette (IRPEF, IRAP, etc.) la legge [1] ammette, dal 1 gennaio 2007, una deduzione del costo pari all’80%. Per come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, la deducibilità limitata opera sia per l’acquisto del telefonino (fisso e cellulare) sia per i costi dei servizi telefonici, ivi incluse le spese sostenute per l’acquisto delle ricariche telefoniche ossia delle schede prepagate.

In ogni caso, per essere deducibili, i costi relativi all’acquisto delle ricariche telefoniche o delle schede prepagate devono essere connotati dei seguenti requisiti:

1) i costi devono essere sostenuti per necessità relative all’attività professionale;

2) la spesa deve essere tracciabile ossia devono essere note le modalità di pagamento utilizzate.

Per provare il sostenimento del costo della ricarica telefonica è sufficiente uno scontrino non fiscale, una ricevuta commerciale o una fattura esclusa da Iva, se sono indicate le generalità del soggetto che ha effettuato il pagamento e il numero del telefono ricaricato, che deve appartenere al soggetto che intende scaricarlo.  Se il pagamento viene effettuato tramite lo sportello del bancomat va bene anche la ricevuta rilasciata automaticamente, se successivamente comprovata dall’estratto conto.

IVA

In teoria, dal 1 gennaio 2008 la detrazione IVA è pari al 100% se il bene è utilizzato nell’attività d’impresa o di arte o professione. Ciò significa che chi possiede due telefonini e uno lo utilizza per uso personale/familiare e uno per uso professionale potrà detrarre interamente (al 100%) l’IVA del telefonino e delle relative telefonate svolte in ambito professionale, potendo agevolmente dimostrare l’uso esclusivo del telefono per la professione.

Nel caso di telefonini a scheda ricaricabile, l’Iva (teoricamente detraibile al 100%) non è evidenziata a parte nelle ricevute rilasciate dal rivenditore al momento della ricarica. Conseguentemente la detraibilità dell’Iva si perde in assenza di contratto con regolare fattura.

Per limitare l’indebita detrazione dell’IVA sull’acquisto e i consumi dei cellulari utilizzati sia per scopi familiari che professionali, la legge [2] prevede poi la possibilità di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria in caso di detrazione superiore al 50%; per cui è sempre consigliabile restare entro questo limite. A tal fine, infatti, nella dichiarazione dei redditi deve essere compilato un rigo a parte da quei soggetti che hanno detratto l’IVA sugli acquisti e spese di gestione dei telefoni cellulari in misura superiore al 50%.

 

Per quanto riguarda la detrazione dell’Iva, non vi è un vero e proprio obbligo di limitare il dato al 50%, ma la legge ha stabilito che, quando la detrazione è superiore al 50% dell’Iva assolta, il soggetto potrebbe essere destinatario di un controllo. Proprio per evitare ciò – e i rischi che comporta – si usa la prassi, assai frequente, di limitare la detrazione al 50%.


Sono un professionista che sta per acquistare un telefono cellulare da utilizzare, sia per la famiglia sia per lavoro, dal costo di € 400,00, oltre € 88,00 per IVA e vorrei capire quanto è possibile scaricare dalle tasse ?

L’IVA che potrà essere detratta è pari a € 44,00 (= € 88,00 x 50%)

Inoltre del costo residuo, pari al prezzo d’acquisto (€ 488,00) meno l’IVA detratta (€44,00), di € 444 potrà scaricare l’80% e quindi € 355,20. Considerando un’aliquota media del 30% in “soldoni” significa un risparmio d’imposta di € 106,56.

Complessivamente tra IVA e Imposte dirette, a fronte di un acquisto di € 488,00, il risparmio complessivo derivante dalla detrazione/deduzione del costo è pari a € 150,56.

note

[1] Art. 54, comma 3-bis, del Tuir.

[2] Art. 255 L. 244/2007.


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