Diritto e Fisco | Articoli

Adozioni: gli aspiranti genitori non possono scegliere l’etnia del bimbo

10 Gennaio 2012
Adozioni: gli aspiranti genitori non possono scegliere l’etnia del bimbo

I coniugi che intendono adottare un bambino non possono sceglierne l’etnia: la “selezione” è sinonimo di discriminazione razziale e rivela l’inidoneità dei genitori all’adozione.

 

I coniugi, in lista d’attesa per un’adozione internazionale, non possono esprimere riserve sull’etnia del minore da accogliere nel proprio nucleo familiare.

Lo ha recentemente stabilito la Corte di Cassazione [1], chiamata a esprimersi sulla bocciatura [2] di una domanda d’adozione, a causa dei “paletti” posti dalla coppia con riferimento alla razza dell’adottando.

Inquietante, nel caso concreto, la pretesa degli aspiranti genitori: “No a religione di origine diversa da quella cattolica; no a bambini figli di pazienti psichiatrici; no a un bambino di origine rom per le difficoltà caratteriali, che renderebbero difficile imporsi e assumere posizioni diverse, perplessità rispetto a un bambino di colore” [3].

Più che giustificata è stata quindi la reazione dei giudici, i quali, nel respingere al mittente la domanda, hanno giudicato la coppia non idonea a farsi carico delle responsabilità che un minore comporta.

Si tratta – secondo la Corte – di un comportamento spaventato e difensivo, non compatibile con le innumerevoli incognite di un’esperienza di questo tipo e un irreparabile passo falso verso un buon incontro adottivo.

La Cassazione, tra l’altro, già da tempo aveva sottolineato che l’adozione internazionale costituisce uno strumento di solidarietà [4] e non un’agghiacciante “selezione” del minore da accogliere.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO


note

[1] Cass., VI Sez., sent. n. 29424 del 28 dicembre 2011.

[2] da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna e, conseguentemente, dalla Corte d’Appello di Bologna.

[3] manca solo la scritta “no perditempo” e potrebbe benissimo essere scambiato per uno squallido  annuncio di giornale!!

[4] Cass., Sez. Un. n. 13332/2010.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube