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Crif: quanto dura la segnalazione?

20 Settembre 2020 | Autore:
Crif: quanto dura la segnalazione?

Fino a quando sono visibili i dati dei cattivi pagatori nella Centrare Rischi Finanziari? È possibile consultare la propria situazione?

Se hai bisogno di chiedere un mutuo e in passato hai avuto delle difficoltà a restituire un prestito, forse è meglio che prima di recarti in banca controlli se il tuo nome si trova nell’elenco dei cattivi pagatori. Se non altro, eviti un momento di imbarazzo: ti vedresti rifiutare il finanziamento e, per di più, per un motivo che non fa piacere a nessuno. Chi ha avuto dei problemi a pagare le rate di un mutuo o di un prestito, infatti, finisce in una banca dati alla quale hanno accesso anche gli istituti di credito per verificare il livello di affidabilità del cliente che hanno davanti. Questa banca dati viene gestita da una società chiamata Centrale Rischi Finanziari, nota come Crif. Quanto dura la segnalazione? Fino a quando una banca (o chi per essa) può trovare il nome di un cattivo pagatore inserito nella «lista nera»?

Il tempo di permanenza, come vedremo, dipende dal momento in cui si chiede il finanziamento, dall’esito della richiesta alla banca, dai precedenti rapporti, ecc. È importante anticipare anche il fatto che pure tu puoi accedere al servizio per controllare, nel dubbio, se i tuoi dati si trovano ancora tra quelli dei cattivi pagatori.

Vediamo di seguito come funziona Crif, quanto dura la segnalazione e come vengono cancellati i dati presenti.

Crif: la società

Come detto poco fa, Crif significa Centrale Rischi Finanziari. Si tratta di una società che ha la sua sede principale a Bologna e che si propone come supporto all’erogazione e alla gestione del credito al consumo. Inoltre – e questa è la parte che interessa di più in questo caso – fornisce informazioni per la previsione ed il controllo del rischio finanziario.

La società, nello specifico, si occupa della gestione del più importante sistema di informazioni creditizie (Sic) presente in Italia. Questo sistema si chiama Eurisc. Ed è proprio la banca dati di cui abbiamo parlato all’inizio, quella che contiene tutti i riferimenti sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese. Le informazioni che finiscono in questo enorme «cervellone» vengono raccolte e trasmesse a Crif dalle banche e dalle società finanziarie che aderiscono volontariamente al sistema.

Istituti di credito e finanziarie possono accedere liberamente ai dati contenuti in Eurisc nel momento in cui devono valutare l’affidabilità di un cliente che richiede un prestito o un finanziamento. Un modo, quindi, per sapere se la persona che si rivolge a loro si trova indebitata fino al collo oppure è in grado di restituire il prestito. Perché Eurisc non contiene solo l’elenco dei cattivi pagatori, ma anche i dati positivi sui clienti che, in passato, hanno chiesto un finanziamento e pagato fino all’ultima rata senza problemi.

Nella banca dati, quindi, vengono immagazzinate le informazioni in caso di ritardo di un pagamento, ma anche:

  • quando la banca o la finanziaria, durante la fase di istruttoria, valuta la richiesta;
  • quando viene erogato il finanziamento;
  • quando vengono effettuati i pagamenti per la restituzione del debito, con aggiornamenti periodici sul versamento delle rate.

Crif: la segnalazione

Abbiamo capito che si può finire nella banca dati di Crif anche quando si ha un passato immacolato e si è stati dei bravi pagatori. Ma che succede quando non si è stati in grado di restituire correttamente il finanziamento ottenuto, cioè quando c’è stato anche solo qualche ritardo nel pagamento delle rate?

La segnalazione che arriva al Sic dalla banca o dalla finanziaria viene resa visibile sul sistema per la prima volta quando c’è un mancato versamento per due mesi consecutivi o per due rate di fila. Il cliente riceverà 15 giorni prima della segnalazione al Sic da chi gli ha concesso il credito una comunicazione con cui viene avvisato del ritardo e della conseguente segnalazione. In questo modo, il debitore ha due settimane di tempo per sapere se si è trattato di un errore tecnico che non dipende dalla sua volontà. Ad esempio, un ritardo nel versamento dello stipendio o di altra entrata che lui dava per stabilita e che, invece, non è arrivata.

Crif: i dati registrati

Nel Sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, cioè nell’Eurisc, finiscono i dettagli sui finanziamenti erogati ad un cittadino o a un’impresa.

Da un lato, ci sono i dati relativi all’identità della persona, quindi nome, cognome, codice fiscale, recapiti, reddito, sesso ed età, stato civile, ecc. Dall’altra, invece, ci sono le informazioni sui finanziamenti registrate per categorie, ovvero:

  • rateali, quando si tratta di prestiti o mutui;
  • non rateali, se si tratta di fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o all’import/export;
  • carte di credito.

In particolare, restano memorizzati:

  • il singolo rapporto di credito: la tipologia del finanziamento e la fase in cui si trova, il piano di rimborso, la banca o la società che lo ha erogato e che ha trasmesso le informazioni;
  • il rimborso del credito: il debito residuo, l’andamento dei versamenti (è qui che si vede se il soggetto interessato è o non è un cattivo pagatore), eventuali contenziosi, ecc.;
  • la data in cui sono state aggiornate le informazioni precedenti.

Crif: la cancellazione

Una volta che tutte queste informazioni sono rimaste registrate nel sistema gestito da Crif e sono visibili a chiunque abbia il diritto di accedervi, quanto dura la segnalazione? Cioè, quanto tempo restano visibili i dati del cattivo (o del bravo) pagatore?

Come anticipato, ci sono diverse variabili. Nello specifico, in caso di:

  • finanziamento richiesto ed in corso di valutazione​: 180 giorni dalla data della richiesta;
  • richieste di finanziamento rinunciate o rifiutate: 90 giorni dalla data di aggiornamento con l’esito di rinuncia o rifiuto;
  • finanziamento rimborsato regolarmente: 60 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di credito, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tale data. In caso di compresenza di rapporti con eventi positivi e di altri con eventi negativi, si applica il termine di conservazione previsto per i rapporti con eventi negativi non sanati;
  • ritardo nel pagamento di 1 o 2 rate o mensilità: 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre regolari;
  • ritardo nel pagamento di 3 o più rate o mensilità: ​24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre regolari;
  • finanziamento non rimborsato (eventi negativi non sanati, quali morosità, gravi inadempimenti, sofferenze): 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui l’ente partecipante ha fornito l’ultimo aggiornamento, in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso. Al massimo fino a 60 mesi dalla data di scadenza del rapporto, come risulta dal contratto.

Crif: la verifica

Si diceva all’inizio che prima di chiedere un mutuo o un prestito, nel caso in cui ci siano stati dei finanziamenti precedenti, conviene controllare se il proprio nome si trova ancora nella banca dati di Crif. E, in effetti, chiunque può conoscere la propria situazione o inviare una domanda di modifica dei dati, nel caso in cui venga riscontrato qualche errore.

Per farlo, occorre inviare una richiesta attraverso il modulo online messo a disposizione da Crif per privati o aziende, allegando una copia di un documento di identificazione. Crif risponderà via e-mail entro 30 giorni dalla data in cui ha ricevuto il tutto.

Per quanto riguarda il costo di accesso, viene indicato nella lettera di riscontro inviata via e-mail. Per le persone fisiche, l’accesso è gratuito. Per le aziende, invece, il contributo è pari a:

  • 4 euro, Iva inclusa, nel caso in cui vengano rilevate informazioni;
  • 10 euro se non è presente alcuna informazione.

Il pagamento deve avvenire entro 15 giorni dal ricevimento della lettera di riscontro con carta di credito oppure presso un punto vendita Sisal Pay utilizzando il codice a barre ricevuto.



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