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Tutore legale: quando serve e come viene nominato

19 Settembre 2020 | Autore:
Tutore legale: quando serve e come viene nominato

Il tutore legale si occupa di persone che trovandosi in una situazione di incapacità, necessitano di qualcuno che compia gli atti in nome e per loro conto.

La tutela legale è un istituto di diritto civile introdotto dal legislatore nell’ordinamento giuridico italiano per proteggere le persone più deboli, cioè i minorenni e gli interdetti, che non sono in grado di provvedere in modo autonomo alla cura dei propri interessi.

Più esattamente, è il codice civile a stabilire chi è il tutore legale, quando serve e come viene nominato, delineandone la figura e i compiti oltre a disporne la revoca in ipotesi ben specifiche. I soggetti a favore dei quali è prevista la nomina del tutore si trovano in una situazione di svantaggio perché sono affetti da un’assoluta incapacità d’agire, non potendo compiere alcun atto giuridico in maniera autonoma a causa dell’età o a seguito di una sentenza che ne ha dichiarato l’interdizione. In tali casi, interviene il tutore quale rappresentante legale, che compie azioni ed atti in nome e per loro conto.

Quando serve il tutore legale

Il tutore legale serve per salvaguardare gli interessi personali e patrimoniali:

  • dei minorenni, quando i genitori sono deceduti o per qualsiasi causa non possono esercitare la potestà genitoriale;
  • degli interdetti, ossia i maggiorenni e i minori emancipati che trovandosi in uno stato abituale di infermità di mente, non sono in grado di provvedere ai loro bisogni, prendendo decisioni complesse come quelle relative alla gestione del proprio patrimonio.

Come avviene la nomina e la scelta del tutore legale

Il tutore legale viene nominato dal giudice tutelare del tribunale dove il minore/ interdetto ha il domicilio.

Generalmente il tutore legale viene scelto tra i familiari più vicini del beneficiario, come il coniuge non separato, un convivente, un genitore, un figlio, un fratello o un soggetto con un grado di parentela entro il quarto grado.

In presenza di conflitto di interessi o in mancanza di parenti, viene nominato un estraneo. In ogni caso, deve trattarsi di una persona maggiorenne con capacità educative e di condotta ineccepibile.

Il prescelto può rifiutarsi solo se:

  1. ha più di 65 anni;
  2. ha 3 figli minorenni;
  3. è gravemente malato;
  4. esercita un’altra tutela.

Il giudice tutelare può nominare anche un protutore, cioè un soggetto con il compito di tutelare l’interdetto quando:

  • devono essere compiuti degli atti urgenti e il tutore è venuto a mancare o ha abbandonato la funzione;
  • oppure in caso di conflitto di interessi tra l’interdetto e il tutore medesimo.

In tali ipotesi, spetta al protutore promuovere la nomina del tutore.

L’incarico di tutore legale si presume gratuito; tuttavia, il giudice può disporre un’indennità in caso di particolare complessità dell’ufficio[1].

Quali soggetti non possono essere nominati tutori legali

Non possono essere nominati tutori legali i seguenti soggetti [2]:

  • i minori interdetti o inabilitati;
  • i soggetti esclusi direttamente dal genitore che ha esercitato per ultimo la responsabilità genitoriale;
  • chi ha o potrebbe avere una controversia o un conflitto d’interessi con il tutelato;
  • chi ha perso la responsabilità genitoriale o è stato rimosso da un altro incarico come tutore;
  • i soggetti falliti ancora non cancellati dal relativo registro.

Quali persone sono dispensate dall’ufficio di tutore legale

Sono dispensati dall’ufficio di tutore legale [3]:

  1. il Presidente del Consiglio dei Ministri;
  2. i membri del Sacro Collegio;
  3. i Presidenti delle Assemblee legislative;
  4. i Ministri Segretari di Stato.

Cos’è il registro delle tutele

Presso ogni ufficio del giudice tutelare è istituto un registro dove vengono iscritti, a cura del cancelliere:

  • l’apertura e la chiusura della tutela;
  • la nomina;
  • l’esonero e la rimozione del tutore e del protutore;
  • le risultanze degli inventari e dei rendiconti;
  • tutti i provvedimenti che portano modificazioni nello stato personale o patrimoniale del minore.

Dell’apertura e della chiusura della tutela il cancelliere dà comunicazione entro dieci giorni all’ufficiale dello stato civile per la annotazione in margine all’atto di nascita del minore [4].

Come avviene la nomina del tutore legale per il minorenne

La nomina del tutore legale a favore di un minorenne è obbligatoria quando i genitori del minore sono entrambi deceduti o non sono in grado di esercitare la potestà genitoriale (ad esempio ne è stata dichiarata la morte presunta, l’incapacità o la decadenza dalla potestà genitoriale). In tali casi, si apre la tutela presso il tribunale del circondario dove è la sede principale degli affari e degli interessi del minore (dove cioè il minore ha la residenza o il domicilio) [5].

Si procede d’ufficio dopo avere avuto notizia del fatto, cioè della morte dei genitori o della loro incapacità ad esercitare la responsabilità genitoriale:

  • da un ufficiale di stato civile, se si genitori sono deceduti o se si tratta di una nascita da genitori sconosciuti;
  • da un notaio, se espressamente previsto da un testamento;
  • dai parenti entro il terzo grado.

La nomina, quindi, del tutore legale può avvenire per decreto motivato d’ufficio o su istanza dei soggetti interessati.

Il giudice tutelare nomina tutore la persona designata dal genitore che ha esercitato per ultimo la responsabilità genitoriale. La designazione può essere avvenuta tramite testamento, atto pubblico oppure per scrittura privata autenticata [6].

Se non è avvenuta alcuna designazione o se la persona designata non può svolgere la funzione per gravi motivi, il giudice tutelare sceglie il tutore preferibilmente tra gli ascendenti (i nonni) o tra gli altri prossimi parenti o affini del minore, i quali, in quanto sia opportuno, devono essere sentiti [7].

Se il minore ha compiuto i 12 anni di età, il giudice tutelare deve sentirlo prima di procedere alla nomina del tutore [8]. In ogni caso, la scelta deve cadere su una persona idonea all’esercizio delle funzioni, di ineccepibile condotta, la quale dia affidamento di educare e istruire il minore [9].

Come avviene la nomina del tutore legale per l’interdetto

La tutela a favore dell’interdetto si apre su richiesta dei prossimi congiunti, cioè dei parenti e degli affini fino al secondo grado. La richiesta di interdizione va presentata con ricorso al tribunale del luogo dove la persona da interdire ha la residenza o il domicilio.

Nella scelta del tutore, il giudice deve preferire, ove possibile, il coniuge che non sia legalmente separato, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata [10].

In mancanza di parenti, il giudice tutelare può sempre rivolgersi ad enti e associazioni di assistenza.

Quali sono i compiti del tutore legale

Dopo la nomina, il tutore legale deve prestare giuramento di esercitare l’ufficio con fedeltà e diligenza, consapevole che dovrà rispondere dei danni in caso di inadempienza.

Nello specifico, il tutore legale deve:

  1. prendersi cura dell’educazione e dell’istruzione del minore/interdetto;
  2. rappresentarlo nella gestione degli atti patrimoniali e personali;
  3. provvedere all’amministrazione dei beni;
  4. procedere alla formazione dell’inventario dei beni del minore/interdetto;
  5. tenere regolare contabilità;
  6. informare annualmente della gestione il giudice tutelare.

Quando serve l’autorizzazione del giudice tutelare

L’autorizzazione del giudice tutelare è necessaria per determinate situazioni; in particolare, per:

  • investire in capitali o assumere delle obbligazioni;
  • acquistare beni, ad esclusione di quelli utili per le esigenze quotidiane del minore, l’economia domestica e l’amministrazione del patrimonio;
  • accettare o rinunciare a donazioni o eredità;
  • stipulare contratti di locazione per un periodo di tempo superiore a 9 anni;
  • promuovere giudizi, ad eccezione di azioni cautelari;
  • cancellare ipoteche o svincolare da impegni;

Quando serve l’autorizzazione del tribunale

Per gli atti più importanti, invece, serve l’autorizzazione del tribunale, su parere del giudice tutelare, come ad esempio per:

  • la vendita di beni ad eccezione di frutti e beni mobili deteriorabili;
  • la costituzione di pegni o di ipoteche;
  • la stipula di divisioni, compromessi o transazioni.

Gli atti compiuti senza l’autorizzazione del giudice tutelare o del tribunale, possono essere annullati su istanza del tutore, del tutelato, dei suoi eredi o aventi causa.

Revoca del tutore: quando è possibile?

La revoca del tutore legale è possibile in qualsiasi momento se ricorrono gravi motivi [11].

Più specificatamente può essere disposta dal giudice tutelare per:

  • negligenza;
  • abuso di potere;
  • immeritevolezza dell’ufficio, anche a causa di atti estranei alla tutela;
  • insolvenza.

In altre parole, il tutore viene revocato se commette atti in violazione dei compiti a lui attribuiti, attivi ed anche omissivi (quindi gravi inadempienze e dimenticanze). Tuttavia, prima della revoca, il giudice ha il dovere di sentire il tutore e valutare la sua posizione.

Il decreto di revoca del tutore legale è reclamabile presso il:

  1. tribunale dei minori, quando il beneficiario della tutela è un minore;
  2. tribunale in composizione collegiale, quando il beneficiario della tutela è un interdetto.

Tra le ipotesi che possono giustificare la revoca del tutore vi è il caso in cui lo stesso si appropri di somme spettanti all’interdetto, ricevute nell’adempimento del suo ruolo. Oltre ad essere causa di revoca, tale ipotesi configura il reato di peculato [12] in quanto l’istituto della tutela protegge interessi di natura pubblica e il tutore assume la qualifica di pubblico ufficiale [13].

Il tutore legale può chiedere di essere esonerato dall’incarico quando sia divenuto particolarmente gravoso e vi sia un’altra persona idonea a sostituirlo. In ogni caso l’esercizio delle funzioni si protrae fino a quando il nuovo tutore non presta giuramento e non assume ufficialmente l’incarico.

L’incarico di tutore legale può terminare decorsi dieci anni dalla tutela, fatta eccezione per i prossimi congiunti e qualora sia venuta meno la causa dell’interdizione. In entrambi i casi, il tutore deve rendere il conto finale al giudice tutelare che provvede ad approvarlo.


note

[1] Art. 379 cod. civ.

[2] Art. 350 cod. civ.

[3] Art. 351 cod. civ.

[4] Art. 389 cod. civ.

[5] Art. 343 cod. civ.

[6] Art. 348 co. 1 cod. civ.

[7] Art. 348 co. 2 cod. civ.

[8] Art. 348 co. 3 cod. civ.

[9] Art. 348 co. 4 cod. civ.

[10] Art. 408 cod. civ.

[11] Art. 384 cod. civ.

[12] Art. 314 cod. pen.

[13] Cass. Civ. sent. n. 39982/2018.


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