Cronaca | News

Sul caso Berlusconi Bonafede non farà accertamenti

9 Luglio 2020
Sul caso Berlusconi Bonafede non farà accertamenti

«Le indagini disciplinari riguardano solo magistrati in servizio», dice il Guardasigilli. Ma il giudice Franco è morto. Ora una commissione parlamentare d’inchiesta.

Non ci saranno accertamenti da parte del ministero della Giustizia sul caso Berlusconi, la bufera sulla giustizia causata dalle rivelazioni del giudice Amedeo Franco. Il componente del collegio della Cassazione che aveva condannato Silvio Berlusconi per frode fiscale aveva, in seguito, detto all’interessato che era stata fatta «una porcheria, è stato condannato a priori, ha subito una grave ingiustizia» ed inoltre «la vicenda è stata guidata dall’alto» e «quella sentenza faceva schifo».

Oggi, Alfonso Bonafede è intervenuto alla Camera per rispondere ad un’interrogazione presentata da Italia Viva sulla recente diffusione dell’audio che riportava queste parole. L’agenzia stampa Adnkronos ci riporta che il ministro della Giustizia ha risposto che il suo dicastero «compie accertamenti tendenti a chiedere, eventualmente, l’esercizio dell’azione disciplinare da parte del competente organo istituzionale a ciò preposto davanti al Csm, cioè la Procura generale presso la Corte di Cassazione», ma «l’accertamento deve muovere da fatti circostanziati e specifici, relativi esclusivamente a magistrati attualmente in servizio».

Ma il giudice Franco è deceduto. Così il ministro ha lasciato intendere chiaramente che non promuoverà nessuna inchiesta sulla clamorosa vicenda. Questa risposta ha lasciato insoddisfatto il proponente dell’interrogazione, il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone: «Dal ministro Bonafede è arrivata una risposta insoddisfacente sulla vicenda della condanna di Berlusconi per il processo diritti tv Mediaset. Valuteremo l’accertamento in sede parlamentare e l’avvio della commissione di inchiesta», ha detto.

Così la questione non finirà qui e probabilmente, se la commissione parlamentare verrà istituita, saranno le Camere ad approfondire la vicenda. Intanto il giudice Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione che il 1° agosto del 2013 aveva condannato Berlusconi con la sentenza “incriminata” dalle successive dichiarazioni del giudice Franco, ha chiesto di intervenire personalmente nel procedimento intentato dal Cavaliere davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo «sia per dimostrare la sua assoluta imparzialità sia per argomentare, contrariamente a quanto sostenuto dai legali di Berlusconi, in merito alla totale regolarità e correttezza del processo che lo ha visto condannato per il reato di frode fiscale».



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1 Commento

  1. Dopo il tentativo (peraltro, miserevolmente fallito -e per fortuna) di rivirginare un condannato in via definitiva per evasione fiscale, universalmente riconosciuto come colluso -a vario titolo- con la criminalità organizzata, aspetto sereno la mozione del CDx per “Matteo Messina Danaro for President” e “Raffaele Cutolo for Pope”….

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