Reati tributari: basta il solo tentativo

10 Luglio 2020 | Autore:
Reati tributari: basta il solo tentativo

Un nuovo decreto vuole punire chi cerca di evadere il Fisco con fatture omesse o false prima ancora di presentare la dichiarazione infedele o fraudolenta.

Stretta del legislatore sui furbetti del Fisco: il nuovo decreto appena approvato dal Governo, che recepisce la direttiva europea sulla tutela penale degli interessi finanziari dell’Ue, punta a punire, oltre a chi evade le tasse attraverso una dichiarazione fraudolenta o infedele, anche il solo tentativo di farlo.

Un decreto legislativo approvato nel 2000 [1] aveva previsto che non fossero mai puniti a titolo di tentativo i delitti di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false e con altri artifici e di dichiarazione infedele. Il reato, infatti, viene commesso al momento di presentare una di queste due dichiarazioni. Significa che chi durante l’anno non fattura oppure riceve delle fatture false non viene punito da un punto di vista penale. Solo al momento di certificare davanti al Fisco l’imposta dovuta tramite la dichiarazione dei redditi si rischia di essere perseguiti.

Adesso, invece, si introduce il reato di tentativo da applicare nel caso in cui gli atti diretti per commettere i delitti di dichiarazione fraudolenta o infedele siano compiuti anche all’estero allo scopo di evadere l’Iva per un valore complessivo superiore a 10 milioni di euro.

Vuol dire che se prima ancora di presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate non vengono contabilizzati i ricavi con Iva evasa, oppure vengono contabilizzati ma con fatture false, per oltre 10 milioni di euro, si incorre rispettivamente nei reati di tentata dichiarazione infedele e tentata dichiarazione fraudolenta.

Va sottolineato, comunque, che ci vuole l’elemento della transnazionalità. Il che comporta che la condotta illecita si debba realizzare in un altro Paese, oltre che in Italia. Questo fa intendere che in uno Stato estero devono essere compiuti solo gli atti diretti a commettere i delitti ma non il vero e proprio illecito, quindi la potenziale evasione dovrebbe avvenire in Italia. Mancherebbe, infatti, «l’elemento della transnazionalità» se il tentativo e la consumazione del reato venissero fatti nello stesso Paese.

Altro dubbio che dovrebbe essere chiarito. Il reato di tentativo viene escluso quando il fatto integri il delitto di emissione di documenti falsi. Quello che non si capisce è se l’emissione debba verificarsi simultaneamente in capo all’utilizzatore o in capo a qualunque soggetto emittente.

Nel primo caso, la normativa verrebbe applicata quando lo stesso contribuente dovrebbe sia emettere, sia dedurre come costo, lo stesso documento falso, peraltro facendo riferimento a due diversi Stati europei. Nella seconda ipotesi, si escluderebbe quasi sempre il tentativo di dichiarazione fraudolenta: se viene contabilizzata una falsa fattura dall’acquirente qualcuno avrà commesso il reato di emissione dello stesso documento fiscale, escludendo così l’operatività della nuova previsione.


note

[1] Dlgs. n. 74/2000.


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