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Lite tra condominio e condomino: spese legali

10 Luglio 2020
Lite tra condominio e condomino: spese legali

Come si dividono i costi dell’avvocato e la condanna alle spese se c’è una controversia o una causa tra uno dei condomini e il condominio. 

Non sono infrequenti le liti all’interno dello stesso condominio e, in particolare, tra condominio e condomino. Le occasioni di contrasto sono molteplici: l’impugnazione di una delibera assembleare, il recupero degli oneri per le “bollette” non pagate, l’uso del cortile, la riparazione di un bene comune danneggiato dal singolo, e co7sì via. In questi casi, il più delle volte, non basta il tentativo di mediazione portato avanti dall’amministratore per risolvere la controversia, né è sufficiente quello che – obbligatorio per legge – è necessario svolgere presso un organismo competente prima dell’azione giudiziaria. Così, una buona fetta di questo contenzioso finisce inevitabilmente in tribunale.

Con l’avvio del giudizio civile, però, si pone sempre il problema del riparto dei costi sostenuti per l’avvocato, per il contributo unificato (la tassa del giudizio), per l’esecuzione forzata (il pignoramento) e l’eventuale perizia: problema che chiaramente pone un’ulteriore contrapposizione tra le parti in causa. Di qui la domanda: come avviene la ripartizione delle spese legali nel caso di lite tra condominio e condomino? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Bisogna considerare tre diverse questioni che si snodano in questo tipo di problema:

  • chi deve sostenere l’anticipo per la causa? Se ad agire per primo è il condominio, è giusto che una quota di tale spesa venga ripartita, pro quota, anche sul condomino-controparte?;
  • nel caso di soccombenza del condominio, è giusto che l’assemblea ripartisca la spesa anche sull’avversario vincitore, in quanto facente parte del condominio medesimo?;
  • cosa succede se uno dei condomini ha optato per il cosiddetto «dissenso alla lite»?.

Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Spese anteriori alla causa

Le spese anteriori alla causa devono essere ripartite per millesimi tra tutti i condomini, ivi compreso quello che ha dato origine alla controversia giudiziale. 

L’assemblea non ha il potere di addebitare tutto il costo dell’avvocato che difende il condominio e delle relative perizie sul condomino-avversario; né quest’ultimo può invocare il diritto di essere escluso dal calcolo millesimale delle spese legali da anticipare prima del giudizio. 

Antonio si rende responsabile di una serie di atti di vandalismo sull’ascensore. L’amministratore chiama un tecnico che lo ripara. Il costo del manutentore andrà diviso tra tutti i condomini secondo millesimi, non potendo essere addebitato solo su Antonio. A poter decidere diversamente e ad addossare il risarcimento solo sul danneggiante potrebbe essere un giudice, a seguito di una causa di risarcimento del danno, cosa che però, nel caso di specie, non è intervenuta, essendosi la lite risolta anteriormente.

Se la controversia si conclude con un accordo stragiudiziale – ossia  prima di approdare in tribunale – le spese legali ricadono su tutti i condomini, anche sul condomino-controparte.

Marco non paga le quote condominiali. Il condominio incarica un avvocato affinché gli invii un sollecito, all’esito del quale Marco paga il dovuto. L’avvocato presenta la parcella all’amministratore che dovrà ripartire il costo, secondo millesimi, tra tutti i condomini, ivi compreso Marco. Dunque, l’assemblea non può scaricare tutta la spesa legale su Marco, né questi può pretendere di non pagare nulla all’avvocato del condominio. 

Spese successive alla causa

Con la sentenza che chiude il giudizio, è il giudice a decidere chi dovrà sostenere le spese legali proprie e dell’avversario. Il più delle volte, la decisione avviene in ossequio al principio della cosiddetta soccombenza: chi perde, paga le spese legali dell’avversario, compreso l’onorario del proprio avvocato. 

Dunque, se a perdere è il condominio, il giudice lo condanna alle spese e tale somma dovrà essere ripartita tra tutti i condomini secondo millesimi, escluso però il condomino vittorioso. Quest’ultimo quindi non deve partecipare all’esborso neanche in minima parte.

Se invece a perdere è il singolo condomino, sarà quest’ultimo a sostenere l’intero costo del giudizio, compresi i costi sostenuti dal condominio-controparte.

Il giudice potrebbe infine optare per la cosiddetta compensazione delle spese legali ossia per la ripartizione delle spese tra le parti. In tale ipotesi, ciascuna di queste sosterrà le spese di propria pertinenza, senza poterle imputare all’avversario. Così neanche in questo caso l’assemblea potrà ripartire la quota millesimale sul condomino-avversario e viceversa.

Dissenso alle liti

Uno o più condomini potrebbero, prima di una causa in tribunale, manifestare all’amministratore il proprio dissenso alle liti: questo meccanismo consente loro di non dover sostenere solo le spese relative a un’eventuale condanna giudiziale in caso di soccombenza ma non li esonera dal partecipare alle spese anteriori, come l’anticipo versato all’avvocato del condominio.

Approfondimenti

Abbiamo volutamente trattato l’argomento delle spese legali, in caso di lite tra condomino e condominio, in modo sintetico e schematico. Per maggiori approfondimenti si consigliano le seguenti letture su questo stesso giornale:



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