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Si può girare in città in costume da bagno?

10 Luglio 2020
Si può girare in città in costume da bagno?

Atti contrari alla decenza pubblica o al decoro urbano: in quali città non si può circolare in bikini o in boxer.

Contrariamente a quanto si legge su molti siti e forum in internet, camminare in costume da bagno o in bikini nel pieno del centro urbano non costituisce alcun reato, né esistono leggi statali che lo vietino. Sicché, se è vero che tutto ciò che non è espressamente vietato dal nostro ordinamento deve considerarsi lecito – specie nell’ambito del diritto penale dove ogni interpretazione analogica della legge non è consentita neanche al giudice – se ne trae una regola tanto chiara quando precisa: si può girare in città in costume da bagno.

Certo, esiste la contravvenzione di «atti contrari al pubblico decoro e alla decenza», comportamento che un tempo costituiva reato e che quindi faceva scattare un procedimento penale. Ma questa norma da un lato è stata depenalizzata, costituendo ora un semplice illecito amministrativo, dall’altro lato si è evoluta coi tempi. Sicché, laddove il bikini un tempo faceva scandalo anche sulla stessa spiaggia, ora non è più motivo di “rossore”. Trovare una bella donna che fa jogging con un top stretto e un pantaloncino brasiliano non fa scalpore, salvo attirare l’attenzione dei maschietti più “sensibili”. 

Ma allora perché molti giornali scrivono che non si può girare in città in costume da bagno? La ragione è semplice e la spiegheremo qui di seguito. 

Atti contrari alla pubblica decenza

Un tempo esisteva il reato di «atti contrari alla pubblica decenza e pudore»: vi rientravano tutti quei comportamenti – posti in luogo pubblico o aperto al pubblico – che possono considerarsi scostumati o che creavano scalpore e offesa nel sentimento popolare. Si pensi a chi fa la pipì per strada o gira con il sedere completamente nudo. Oggi, tale comportamento è ancora vietato ma, anziché essere punito da norme penali, viene sanzionato con una pena di carattere amministrativo che va da 5mila a 10mila euro. Dunque, nessun processo penale ma una sanzione di carattere pecuniario che non lascia strascichi sulla fedina penale. 

Sicuramente, la sanzione economica ha una funzione molto più deterrente di quella penale, come ha insegnato l’esperienza del Codice penale, anche perché arriva subito, non necessita di un processo e non è soggetta a prescrizione.

Dagli atti contrari alla pubblica decenza si distinguono gli atti osceni in luogo pubblico che invece hanno a che fare con comportamenti che coinvolgono la sfera sessuale (si pensi a un rapporto amoroso o a una masturbazione in pubblico).

Il fatto di camminare nudi per strada viene tutt’oggi fatto rientrare nell’illecito amministrativo degli atti contrari alla pubblica decenza e pudore e ciò vale anche quando avviene solo a fini propagandistici o di manifestazioni di carattere sociale.

Girare in costume da bagno è reato?

L’indossare un costume da bagno, per quanto possa essere succinto, non rientra nell’illecito appena descritto, quello cioè degli atti contrari alla pubblica decenza. E questo perché i costumi sociali si sono evoluti e non accordano più a tale tipo di abbigliamento un significato provocatorio o scandalistico. Si pensi allo stesso topless che, almeno sulle spiagge, è largamente consentito.

Dunque, un uomo che viene beccato a fare una passeggiata sul lungomare in boxer o una donna in bikini non potrà mai essere fermata dalla polizia o dai carabinieri per essere condotta in questura o in caserma. La condotta, come detto, è pienamente lecita.

Le eccezioni per chi cammina in città in costume da bagno

Ciò nonostante possono esistere delle eccezioni e, anzi, a quanto ci risulta, sono piuttosto frequenti. Alcuni Comuni infatti, nell’ambito di politiche di valorizzazione di determinate zone urbane o di carattere turistico, possono vietare di camminare in costume fuori dalle spiagge imponendo abbigliamenti meno succinti. Il tutto nell’ottica di tutelare il cosiddetto decoro urbano. 

Ma attenzione: gli enti locali non hanno alcun potere di creare nuove figure di reati, la cui competenza è riservata – dalla nostra Costituzione – unicamente alla legge. Dunque, i provvedimenti adottati dagli enti locali hanno solo carattere amministrativo ed equivalgono, in termini di gravità, alle comuni multe stradali. Esse, quindi, hanno carattere pecuniario e non implicano alcuna conseguenza sulla fedina penale. 

In tal caso, non potranno essere né i carabinieri, né la polizia di Stato ad infliggere le sanzioni, né tantomeno la Guardia di Finanza, ma solo gli agenti della polizia locale, quelli cioè che un tempo si chiamavano vigili urbani, in quanto garanti del territorio.

Dunque, per sapere se si può camminare in costume da bagno in città bisognerebbe innanzitutto informarsi presso l’ufficio del proprio Comune per verificare:

  • se sono state emesse ordinanze di questo tipo (non è necessariamente detto che siano state adottate: nel qual caso, vale quanto abbiamo detto nell’articolo e nessuno potrà multarti per aver fatto una passeggiata in costume);
  • quali sono i limiti geografici in cui operano tali ordinanze (ad esempio: solo le zone del centro storico, solo in prossimità di chiese e monumenti,ecc.);
  • quali sono i limiti temporali di operatività di tali ordinanze (ad esempio, solo nelle ore pomeridiane e notturne);
  • quali sono le sanzioni previste per chi viola l’ordinanza: di solito, sono sanzioni di alcune centinaia di euro.

Leggi anche “Jogging a petto nudo: è possibile?“.

Chi cammina in costume può fare ricorso contro la multa?

Come tutte le sanzioni amministrative, anche quelle che abbiamo appena visto – ossia contro l’eventuale contestazione dell’atto contrario alla pubblica decenza o contro l’ordinanza comunale – può essere oggetto di ricorso.

Il ricorso si presenta, entro 60 giorni, al prefetto. Se il prefetto dovesse rigettare l’impugnazione dell’interessato, contro l’ordinanza di diniego è ammesso ricorso al giudice di pace entro i 30 giorni successivi. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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