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Invalidità con diritto all’accompagnamento

22 Dicembre 2020 | Autore:
Invalidità con diritto all’accompagnamento

Quali sono gli invalidi che oltre all’eventuale pensione dovuta per la riduzione della capacità lavorativa hanno anche diritto all’accompagno?

La persona tra i 18 e i 67 anni con una ridotta capacità lavorativa generica, oppure il minorenne o l’over 67, non pienamente in grado di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, ha diritto al riconoscimento dell’invalidità civile.

Questo riconoscimento non avviene ad opera del medico curante, ma è effettuato da un’apposita commissione Asl, su domanda dell’interessato. La domanda si inoltra tramite il sito web dell’Inps (tramite il servizio Domanda di invalidità) oppure tramite patronato o Contact Center Inps (al numero 803.164, oppure 06.164.164 per chi chiama da cellulare).

La procedura di richiesta è unica e vale non solo per il riconoscimento dell’invalidità civile, ma anche di un eventuale handicap, della cecità, della sordità e della non autosufficienza, quest’ultima condizione necessaria per ottenere l’accompagnamento.

Ma quando si ottiene, di preciso, l’invalidità con diritto all’accompagnamento? Bisogna innanzitutto chiarire che, salva l’ipotesi in cui l’accompagnamento sia concesso a una persona affetta da cecità assoluta, i beneficiari dell’indennità di accompagnamento, o accompagno, devono essere necessariamente riconosciuti inabili totali, ossia invalidi civili nella misura del 100%.

Non ci può essere, dunque, indennità di accompagnamento senza il riconoscimento dell’invalidità civile. Al contrario, un invalido civile potrebbe non essere riconosciuto idoneo per ricevere l’indennità di accompagnamento, ossia gli potrebbe venir negato il riconoscimento della non autosufficienza. Ma procediamo con ordine.

Quali prestazioni economiche sono riconosciute all’invalido civile?

La persona con invalidità civile riconosciuta ha diritto a numerose prestazioni e agevolazioni, tra cui dei benefici di tipo economico, a sostegno del reddito personale.

In particolare:

  • se l’interessato è riconosciuto invalido civile in una percentuale che va dal 74 al 99%, sussistendo i requisiti economici e lo stato di disoccupazione, ha diritto all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, detto anche pensione di invalidità civile; la pensione, nel dettaglio, ammonta a 287,09 euro mensili e spetta se il reddito personale non supera 4.931,29 euro (valori 2021); per approfondire, puoi leggere la nostra guida alla “Pensione di invalidità civile“;
  • se l’interessato è riconosciuto invalido civile nella misura del 100%, ossia inabile, ha diritto, soddisfando specifici requisiti economici, più elastici rispetto a quelli previsti per la pensione di invalidità civile, alla pensione di inabilità civile; questa pensione ammonta a 287,09 euro, ma per i titolari di redditi inferiori alla soglia prevista per l’incremento al milione è aumentato a 651,51 euro mensili; il limite di reddito per il diritto alla pensione è 16.982,49 euro; per maggiori approfondimenti, qui trovi la “Guida alla pensione di inabilità civile“.

Se l’invalido civile nella misura del 100% è, inoltre, riconosciuto non autosufficiente, ha diritto all’indennità di accompagnamento. Questa indennità è slegata da qualsiasi requisito economico, cioè spetta a prescindere dal reddito dell’invalido.

Quali requisiti per l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili?

Ecco, nel dettaglio, quali sono i requisiti sanitari per ottenere l’indennità di accompagnamento:

  • invalidità civile riconosciuta in misura pari al 100%;
  • riconoscimento dello stato di non autosufficienza: in particolare, l’interessato deve essere riconosciuto impossibilitato in modo permanente a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza, oppure a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore.

L’interessato deve inoltre essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del Comune di residenza;
  • in alternativa, cittadino straniero extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • deve poi avere residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;

Al beneficiario di indennità di accompagnamento non è richiesto il rispetto di soglie di reddito massime: questo, in quanto l’indennità è riconosciuta per assicurare assistenza al disabile, non in grado di provvedere a sé stesso nella quotidianità o di camminare, quindi è volta ad assicurargli un aiuto.

Come funziona l’indennità di accompagnamento per invalidi civili?

L’indennità di accompagnamento, che come osservato prescinde dal reddito dell’interessato, spetta nella misura fissa mensile di 522,10 euro per l’anno 2021. Ogni anno, l’ammontare dell’indennità viene rivalutato. L’assegno di accompagnamento spetta per 12 mensilità e non è erogata alcuna 13ª o mensilità aggiuntiva.

Nell’ipotesi in cui il beneficiario dell’accompagnamento sia ricoverato in un istituto di lungodegenza a carico dello Stato, per più di 30 giorni consecutivi, l’indennità viene sospesa.

L’invalido civile totale, oltre all’indennità di accompagnamento, può aver diritto alla pensione di inabilità civile, o assegno mensile per invalidi civili totali, a seconda della percentuale di invalidità riconosciuta: i benefici sono infatti cumulabili.

Ricordiamo, comunque, che i limiti di reddito validi per la pensione d’invalidità o inabilità civile si applicano anche alle persone non autosufficienti titolari dell’indennità di accompagnamento. Solo l’accompagno, difatti, beneficia dell’assenza di soglie reddituali in relazione alla sua spettanza.



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2 Commenti

  1. sono priva di reddito, invalidità 74% , 99% lavorativa, cosa mi spetta, posso richiedere l’accompagnamento, non avendo nessun familiare? grazie

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