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Mano morta nei bus: cosa si rischia

21 Settembre 2020 | Autore:
Mano morta nei bus: cosa si rischia

Fare la mano morta sui mezzi di trasporto pubblici è reato? Cosa sono gli atti sessuali? Quale pena si rischia?

I luoghi particolarmente affollati possono essere sfruttati dai malintenzionati per commettere alcuni crimini: pensa al borseggiatore che abilmente infila la mano nella tasca o nel borsello di chi gli sta davanti per sfilargli il portafogli, oppure a colui che, approfittando della ressa, tocca le parti intime di un’altra persona. Non è una novità che alcuni individui, nascondendosi nella folla che riempie i mezzi di trasporto pubblici, ne approfitti per fare la mano morta ai danni di qualche povero passeggero. Cosa rischia chi si macchia di una condotta del genere?

Devi sapere che la “strategia” della mano morta può costare davvero cara: lo sanno bene quanti, avendoci provato, sono stati denunciati e poi condannati per violenza sessuale. Eh sì, hai capito bene: chi approfitta della vicinanza forzata di un’altra persona per molestarla commette un reato in piena regola, con tanto di rischio di reclusione. Se l’argomento ti incuriosisce, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per scoprire cosa rischia chi fa la mano morta negli autobus.

Mano morta: cos’è?

Nel gergo comune, per mano morta si intende l’azione subdola di chi approfitta della stretta vicinanza con un’altra persona per molestarla appoggiando la mano su una parte del suo corpo.

In pratica, chi fa la mano morta fa finta di poggiare casualmente la sua mano su una precisa parte del corpo altrui (in genere, una zona intima), sperando di trarne piacere.

Mano morta: è reato?

La mano morta, se fatta per molestare una persona, cioè per toccarla in una zona erogena o, comunque, in una parte intima del proprio corpo, costituisce il reato di violenza sessuale [1]. Ti spiego subito perché.

Secondo la legge, chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali, è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

Affinché scatti il reato di violenza sessuale, dunque, non occorre una congiunzione carnale completa (cioè, un rapporto sessuale in senso stretto), bensì sono sufficienti i meri atti sessuali. Cosa si intende per atti sessuali? La mano morta è un atto sessuale penalmente perseguibile?

Atti sessuali: cosa sono?

Al fine di definire cosa siano gli atti sessuali al centro del reato di violenza sessuale si è soliti fare riferimento ad un criterio oggettivo e ad uno soggettivo.

Secondo il primo, l’atto sessuale è solamente quelle inerente alle parti del corpo che la scienza medica definisce come zone erogene, cioè quelle zone capaci di stimolare l’istinto sessuale (organi genitali, cosce, labbra, ecc.).

L’identificazione della natura sessuale dell’atto, pertanto, deve passare per la previa individuazione della zona corporea che l’autore ha cercato di violare con la propria condotta: se la parte del corpo rientra tra quelle erogene, si integra il reato di violenza sessuale.

Secondo il criterio soggettivo, invece, si commette violenza sessuale anche quando la parte del corpo oggetto di attenzioni non può essere definita erogena, ma il comportamento del soggetto è comunque inequivocabilmente teso a raggiungere un piacere sessuale.

Secondo questa teoria, quindi, anche un bacio sulla guancia (zona non erogena), se dato all’evidente scopo di godere di una particolare voluttà, può integrare il delitto di cui stiamo parlando.

V’è da dire che, come sempre accade, la valutazione va rimessa al giudice, il quale dovrà esaminare attentamente il fatto nella sua concretezza e stabilire se un atto non rivolto ad una zona erogena possa essere penalmente rilevante.

Anche la giurisprudenza oscilla tra le due teorie: secondo la Corte di Cassazione, la nozione di atti sessuali comprende tutti quegli atti indirizzati verso zone erogene della vittima e, quindi, anche i toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime, anche sopra i vestiti, suscettibili di eccitare la voluttà dell’autore [2].

Sempre secondo la Suprema Corte, la condotta vietata nel delitto di violenza sessuale ricomprende, oltre ad ogni forma di congiunzione carnale, qualsiasi atto che, anche senza contatto fisico diretto con la vittima, sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà della persona attraverso l’eccitazione o il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente [3].

Mano morta: è un atto sessuale?

Avrai ora compreso perché chi fa la mano morta sull’autobus rischia di incorrere nel reato di violenza sessuale: la mano morta, se fatta per molestare qualcuno, può essere considerata un atto sessuale a tutti gli effetti.

Pensa alla mano morta fatta per toccare, palpeggiare o sfregare le zone erogene di un passeggero che, stretto nella ressa dell’autobus, non può muoversi: trattasi a tutti gli effetti di una violenza sessuale, come tale punita con la reclusione [4].

Mano morta: quale pena si rischia?

Come anticipato, la violenza sessuale è punita con la reclusione da sei a dodici anni. È tuttavia improbabile che un giudice si determini per una pena così alta, se la mano morta non è andata oltre lo sfregamento o il toccamento momentaneo di una parte intima del corpo della vittima.

Secondo la legge, nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. Dunque, chi fa la mano morta sull’autobus potrebbe incorrere in una reclusione minima pari a due anni (pena base di sei anni diminuita di due terzi).


note

[1] Art. 609-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 21167/2006 del 25.05.2006.

[3] Cass., sent. n. 1040/1997 del 15.11.1996.

[4] Cass., sent. n. 51581/2017.

Autore immagine: Depositphotos.com


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