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Conte al Mose di Venezia: «verifica lavori, non passerella»

10 Luglio 2020
Conte al Mose di Venezia: «verifica lavori, non passerella»

Il premier ha partecipato alla prova generale di sollevamento delle paratoie per proteggere la laguna dall’acqua alta. Completamento previsto nel 2021.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assieme alla ministra delle I nfrastrutture, Paola De Micheli, ha preso parte alla cerimonia di avvio del test durante il quale per la prima volta tutte e 78 le paratoie del Mose, alle tre bocche del porto della laguna di Venezia, si sono alzate in contemporanea. Si tratta del sistema per difendere Venezia dall’acqua alta. «Siamo qui per un test, non è una passerella», ha dichiarato il premier, prima di premere il pulsante della prova generale per l’innalzamento delle paratoie.

«Il Governo vuole toccare con mano, verificare l’andamento dei lavori», ha detto il presidente, sottolineando che il Mose «è una poderosa opera che attende da anni il completamento. Quando siamo venuti qui per l’emergenza, per verificare i danni, qui abbiamo visto devastazione e angoscia, abbiamo toccato con mano la sofferenza della città e ci siamo fatti una promessa: il Mose va completato. Ora siamo qui augurandoci possa funzionare».

Conte si è concesso una battuta sui ritardi scherzando con il tecnico, dai capelli bianchi, che accanto a lui ha dato il via alle macchine: «Quando ha iniziato la progettazione del Mose era all’ultimo anno di ingegneria». Poi, tornando sul serio, ha sottolineato come il Mose «è un’opera nata tra tante polemiche per un obiettivo tanto concreto quanto visionario: salvaguardare Venezia dall’acqua alta. La completeremo nel 2021, ma “abbiamo anticipato i tempi: se il funzionamento risponderà alle aspettative nel prossimo autunno avremo quello che abbiamo promesso anche in anticipo rispetto al 2021».

Il premier ha rilevato che il Mose «ha attirato moltissime critiche, è stata rallentata nella sua esecuzione ed è stata oggetto di chiari episodi di corruzione e malaffare che ne hanno compromesso il completamento. Non dobbiamo dimenticare nulla: è la storia». «Il Mose è stata un’opera travagliata e faticosa ma oggi non potevamo mancare, anche per quella sera del 12 novembre dell’acqua alta eccezionale, la difesa di Venezia e del suo straordinario patrimonio per noi è una questione quotidiana», ha aggiunto la ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

Il commissario straordinario per il Mose, Elisabetta Spitz, ha spiegato che l’opera consiste in «un’isola artificiale realizzata alla bocca di porto del Lido di Venezia. Un’opera che vede 1000 km di tubazioni, 100km di cavi elettrici e già dal prossimo autunno in caso di maree alte o altissime saremo in grado di sollevare le paratoie e proteggere dall’acqua alta le isole della laguna e la città di Venezia». Ma ha anche evidenziato che «il Mose non e’ finito: ci sono ancora 18 mesi di lavori e test per arrivare alla fine dei lavori e un collaudo finale e poi alcuni anni di rodaggio per l’avviamento e l’ottimizzazione del processo gestionale».



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