Diritto e Fisco | Articoli

Detrazione sull’affitto per i giovani: come funziona

12 Luglio 2020 | Autore:
Detrazione sull’affitto per i giovani: come funziona

Chi ha diritto al recupero del 19% sul canone di locazione e come possono beneficiarne in modo particolare i ragazzi, studenti e lavoratori.

I giovani fino a 30 anni hanno diritto ad una detrazione sull’affitto della casa. Che si tratti di studenti fuori sede o di ragazzi che hanno trovato un lavoro in un’altra città e non hanno voluto perdere l’occasione, a costo di preparare la valigia e staccare il cordone ombelicale dai genitori. Per avere il beneficio, però, bisogna rispettare determinati requisiti, ad esempio sul tipo di abitazione e sul reddito dichiarato. Serve, dunque, approfondire la detrazione sull’affitto per i giovani, come funziona e chi ne ha diritto.

L’agevolazione consente di recuperare una parte dei canoni di locazione versati dai ragazzi e cambia a seconda delle situazioni: se sono studenti universitari fuori sede, se il proprietario ha scelto il regime della cedolare secca, se si tratta di giovani che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro ed altro ancora. Occorrerà, come vedremo, segnare la relativa spesa nella dichiarazione dei redditi.

Ecco, allora, come funziona la detrazione sull’affitto per i giovani.

Detrazione affitto giovani: che cos’è?

La detrazione sull’affitto per i giovani è un rimborso del 19% dell’Irpef sulle spese del canone di locazione versato dai ragazzi. È rivolta sia a studenti o lavoratori fuori sede sia a giovani che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro. In qualsiasi caso, devono essere rispettati alcuni requisiti che vedremo tra poco.

Per poter beneficiare della detrazione, occorre indicare la spesa sostenuta per l’affitto nel modello 730 della dichiarazione dei redditi a seconda della categoria a cui si appartiene (studente, lavoratore fuori sede, requisito di età, ecc.). Significa, quindi, che occorre riportare le spese sostenute durante l’anno precedente, cioè nel periodo d’imposta a cui si riferisce il 730.

La detrazione spetta per questi tipi di contratto:

  • a canone libero;
  • con cedolare secca;
  • stipulato per giovane di età compresa tra 20 e 30 anni;
  • per alloggi sociali;
  • per giovani dipendenti che si sono trasferiti per motivi di lavoro.

L’inquilino può scegliere l’opzione più conveniente. Le detrazioni non sono cumulabili ma, se durante l’anno si è trovato in situazioni diverse, può usufruire di più agevolazioni. Ad esempio, può trascorrere un periodo dell’anno con un contratto a canone libero e poi trasferirsi in un’altra casa con il canone a cedolare secca.

Detrazione affitto giovani per abitazione principale

Una delle possibilità per ottenere la detrazione fiscale del 19% sull’affitto è quella destinata ai giovani che occupano un alloggio destinato ad abitazione principale.

L’agevolazione spetta in misura forfettaria a seconda della durata del contratto ed in base al reddito, ovvero:

  • 300 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro (comprensivo del reddito assoggettato alla cedolare secca);
  • 150 euro se il reddito complessivo si colloca tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro (sempre comprensivo del reddito assoggettato alla cedolare secca).

In caso di contratto cointestato a più persone, ciascuna avrà la sua parte di detrazione. Per esempio, se una coppia è cointestataria del contratto di locazione, ognuno dei due avrà diritto al 50% della detrazione in base al suo reddito.

Occorrerà presentare il contratto di affitto e un’autocertificazione in cui si dichiari di utilizzare l’immobile come abitazione principale.

Detrazione affitto giovani di età tra 20 e 30 anni

C’è una specifica detrazione fiscale sull’affitto per i giovani che hanno un’età compresa tra i 20 ed i 30 anni. In questo caso, devono obbligatoriamente utilizzare l’immobile come abitazione principale. La detrazione spetta anche nel caso in cui uno solo dei cointestatari abbia il requisito di età.

Inoltre, la casa deve essere diversa da quella dei genitori o degli affidatari.

L’importo della detrazione è di 991,60 euro se l’intestatario del contratto di locazione non ha superato nell’anno precedente un reddito di 15.493,71 euro.

Il rimborso è previsto per i primi tre anni dalla firma del contratto.

Per quanto riguarda i documenti da conservare, anche in questo caso, riguardano il contratto di locazione e un’autocertificazione in cui si dichiari che l’immobile è diverso da quello dei genitori o degli affidatari e che viene usato come abitazione principale.

Detrazione affitto giovani con cedolare secca

Se il proprietario dell’immobile ha scelto il regime della cedolare secca, la detrazione fiscale sui canoni di affitto spetta entro questi limiti:

  • 495,80 euro se il reddito complessivo (compreso quello assoggettato alla cedolare secca) non supera i 15.493,71;
  • 247,90 euro se il reddito complessivo è tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro.

Stessi documenti già citati da conservare: contratto di locazione e autocertificazione in cui si dichiari che l’immobile viene utilizzato come abitazione principale.

Detrazione affitto giovani studenti fuori sede

Gli studenti universitari fuori sede hanno diritto ad una detrazione del 19% sull’affitto con un limite nella dichiarazione dei redditi di 2.633 euro. Significa che si potrà recuperare fino a 500 euro.

I ragazzi, però, devono frequentare una facoltà distante almeno 100 chilometri dal loro Comune di residenza, anche se nella stessa provincia. La distanza si dimezza a 50 km se la residenza dello studente si trova in una zona di montagna e disagiata.

Detrazione affitto giovani trasferiti per lavoro

I giovani che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro possono beneficiare della detrazione fiscale sui canoni di affitto versati. È possibile recuperare:

  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
  • 495,80 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro.

Per poter accedere all’agevolazione occorre:

  • avere un contratto di lavoro dipendente;
  • spostare la residenza nel Comune di lavoro o in uno limitrofo ma che si trovi in una regione diversa e disti almeno 100 km dal Comune di provenienza.

La detrazione spetta nei primi tre anni dalla data in cui è stata spostata la residenza.

Quanto ai documenti, servirà conservare il contratto di affitto e quello di lavoro. Inoltre, sarà necessaria un’autocertificazione in cui si dichiari:

  • il luogo di residenza;
  • l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale;
  • la sussistenza di tutte le condizioni per avere l’agevolazione.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube