Cronaca | News

Stato di emergenza: le Regioni a rischio

11 Luglio 2020 | Autore:
Stato di emergenza: le Regioni a rischio

Sale l’allerta in diversi territori per i nuovi focolai. Atteso entro martedì un nuovo Dpcm: non si escludono altre misure restrittive.

I nuovi focolai di coronavirus preoccupano il Governo e mettono alcune Regioni a rischio. E con la proroga di altri sei mesi dello stato di emergenza, annunciata ieri dal premier Giuseppe Conte, non si esclude l’arrivo di altre misure restrittive, concentrate sulle zone in cui c’è un maggiore pericolo di contagio. In 10 Regioni, lo stato di allerta è salito a moderato. Si tratta di Abruzzo, Friuli, Lazio, Sicilia, Toscana e Veneto, Basilicata, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. In Lombardia, per ora, viene registrato un rischio basso ma, secondo l’ultimo rapporto del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, «resta molto elevata l’attenzione in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati ogni settimana rimane elevato». Nella Regione che fa capo a Milano, al momento ci sono 453 focolai attivi dei 636 riscontrati in tutta Italia. Altri 102 si trovano in Emilia Romagna.

Nella settimana tra il 29 giugno ed il 5 luglio (l’ultima di cui si dispongono i dati) sono sette le Regioni con un indice Rt sopra il livello 1, ovvero:

  • Emilia Romana: 1.12;
  • Lazio: 1.13;
  • Lombardia: 1.02;
  • Marche: 1.13;
  • Piemonte: 1.04;
  • Toscana: 1.48;
  • Veneto: 1.11.

La proroga dello stato di emergenza verrà ufficializzata a breve, dopo una probabile informativa di Conte in Parlamento, come richiesto dal Pd. Martedì 14 luglio potrebbe arrivare un nuovo Dpcm con nuove regole. Attesi anche ulteriori protocolli sanitari e i dettagli sulle limitazioni per gli ingressi in Italia dai 13 Paesi segnalati dal ministero della Salute nei giorni scorsi.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube