Diritto e Fisco | Articoli

Fondo patrimoniale fatto molto tempo fa si può aggredire?

12 Luglio 2020
Fondo patrimoniale fatto molto tempo fa si può aggredire?

Anche dopo cinque anni si può pignorare la casa inserita nel fondo patrimoniale se il debito è inerente a bisogni della famiglia. 

Una lettrice ci dice di aver istituito, circa 15 anni fa, insieme al marito, un fondo patrimoniale in cui i due hanno messo la casa dove attualmente vivono. Ora, però, la donna ha contratto una serie di debiti per via dell’attività commerciale svolta. Teme, pertanto, che i creditori possano pignorare l’immobile nonostante il decorso di tutto questo tempo. Il fondo patrimoniale fatto molto tempo fa si può aggredire? 

Per comprendere la risposta dobbiamo svolgere alcuni preliminari chiarimenti che aiuteranno a districarsi meglio nella materia.

Fondo patrimoniale: a che serve?

Senza volerci dilungare troppo visto che l’argomento è stato già trattato, all’interno del nostro giornale, in svariate occasioni (leggi ad esempio la guida sul fondo patrimoniale), ricordiamo in questa sede che il fondo patrimoniale è uno strumento che serve a rendere non impugnabili i beni immobili, i mobili registrati (auto, moto) e i titoli di credito che, in esso, sono stati inseriti. Lo scopo è asservire tali beni e i relativi frutti (ad esempio, i canoni di affitto) ai bisogni della famiglia. 

Il fondo patrimoniale, che può essere costituito solo da coppie sposate o che abbiano contratto un’unione civile (quindi tra gay), necessita di un atto notarile. Il costo si aggira sui mille euro o poco più.

L’istituzione del fondo patrimoniale non muta la proprietà dei beni in esso inseriti, che possono essere di un solo coniuge o in comunione e che tali rimangono anche dopo il rogito.

Affinché abbia effetto nei confronti dei creditori, il fondo patrimoniale deve essere annotato a margine dell’atto di matrimonio, adempimento questo cui provvede il notaio ma senza il quale il fondo non determina il vincolo di impignorabilità. Quindi, bisognerà fare molta attenzione a che tale passaggio venga compiuto nel più breve tempo possibile dalla stipula. 

Nel momento in cui la coppia ha figli, il fondo patrimoniale non può più essere revocato se non con l’autorizzazione del giudice tutelare. 

Se la coppia si separa, il fondo si scioglie, ma se ci sono figli minori il fondo permane fino alla loro maggiore età.

Effetti del fondo patrimoniale

Nel momento in cui viene costituito il fondo patrimoniale, tutti i beni in esso inseriti diventano impignorabili per quei debiti contratti per bisogni voluttuari o per scopi di investimento. Invece, tutti i debiti contratti per bisogni della famiglia – come spese di istruzione, di salute, per l’acquisto della casa, ecc. – sono insensibili al fondo patrimoniale: dunque, i relativi creditori non troveranno alcun limite al pignoramento della casa o degli altri beni inseriti nel fondo patrimoniale.

Tanto per fare un esempio, se un padre, dopo aver istituito un fondo patrimoniale, non paga il condominio, l’avvocato nominato dall’amministratore potrà pignorargli e mettere all’asta l’appartamento in questione in quanto il debito non adempiuto (quello cioè contratto con il condominio) si considera inerente ai bisogni primari della famiglia. 

Se, invece, il debito dovesse nascere dall’obbligazione contratta per un viaggio di piacere o un investimento, i beni inseriti nel fondo patrimoniale sarebbero al riparo da ogni aggressione.

Il concetto di bisogni della famiglia, che rende il fondo patrimoniale aggredibile per i relativi debiti, è stato esteso a dismisura dalla giurisprudenza, sicché ora vi si ricomprendono anche i debiti con il fisco (quindi, quelli conseguenti al mancato pagamento delle tasse e delle cartelle esattoriali) e quelli derivanti dall’attività lavorativa (sia essa professionale o imprenditoriale). 

Fondo patrimoniale fatto tanto tempo fa: si può aggredire?

La legge stabilisce che il fondo patrimoniale costituito con l’intento specifico di frodare i creditori possa essere contestato e revocato entro 5 anni dalla sua costituzione. Il creditore dovrà agire in tribunale per dimostrare che il debitore, dopo aver contratto il debito (o anche prima), si è spogliato di tutti i beni utilmente pignorabili per inserirli nel fondo patrimoniale e così sottrarsi ai propri obblighi. 

L’azione revocatoria – questo il nome dell’azione giudiziale che il creditore deve intraprendere per far “decadere” il fondo patrimoniale nei propri confronti e, quindi, pignorare gli immobili in esso inseriti – può essere esercitata solo se il debitore risulti, al netto del fondo stesso, sostanzialmente privo di altri beni pignorabili al posto di quelli immessi nel fondo. 

Così, una persona che, nonostante il fondo, sia ancora titolare di conti correnti o altri immobili non può subire la revocatoria. Viceversa, chi si sia reso nullatenente potrà subire la revocatoria.

Abbiamo appena detto che il termine per esercitare l’azione revocatoria è di cinque anni. Qui, però, si cade spesso in un equivoco: tale termine non tocca le obbligazioni sorte per bisogni della famiglia, le quali consentono l’azione sugli immobili del fondo patrimoniale in qualsiasi momento, quindi anche dopo il quinquennio. Un paio di esempi ci serviranno per comprendere meglio come stanno le cose.

Una persona fa, nel 2005, un fondo patrimoniale. Nel 2015, la sua attività di lavoro chiude per una serie di debiti. I creditori in questo caso possono pignorare i beni del fondo patrimoniale, in quanto le obbligazioni insolute attengono a bisogni della famiglia (il lavoro). Pertanto, il fatto che il fondo sia stato istituito molto tempo prima è del tutto irrilevante.

Una persona contrae un grosso debito con un’altra per poter finanziare alcune importanti spese per la propria casa. Dopo poco tempo, istituisce un fondo patrimoniale. Da questo momento, decorrono 10 anni durante i quali il creditore si limita a inviare una sola lettera di sollecito per interrompere i termini della prescrizione. Il creditore muore e al suo posto intervengono gli eredi che esigono il pagamento. Anche in questo caso, i creditori potranno aggredire il fondo patrimoniale.

Dunque, tutte le volte in cui il debito è sorto per esigenze inerenti ai bisogni della famiglia, il fondo patrimoniale – anche se costituito ormai da più di cinque anni – non può costituire uno schermo alle azioni dei creditori e l’immobile in esso inserito potrà ugualmente essere pignorato. E questo anche senza l’esercizio dell’azione revocatoria.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube